31 dicembre 2018

Arriva il 2019

Anche quest'anno siamo arrivati al Capodanno! Sperando che l'anno nuovo arrivi portando qualcosa di meglio, rispetto all'anno che se ne va.
Lo so che siete già con le gambe sotto il tavolo o che state dando gli ultimi ritocchi al tavolo, aspettando gli invitati per il cenone, ritardatari persi.
Il Capodanno, festività pagana da far risalire niente popò di meno, Toto mi perdoni se lo scritto in maniera errata, ai Babilonesi, sarebbe il 1 Gennaio e non la sera del 31, come molti pensano. Questa sera e' solo la vigilia ed e' demandata all'abbuffata e/o sbornia.
Per il cenone della vigilia, ogni campanile ha la sia propria tradizione, ma tutti hanno in comune le lenticchie. Un saggio detto popolare recita:
“Chi mangia lenticchie l’ultimo dell’anno, avrà fortuna e tanti soldi tutto l’anno”
L'importante che sia un discreto quantitativo e poi ci attacchi cosa vuoi. Che sia stinco al forno o zampone o cotechino non importa. Io preferisco il cotechino di qualsiasi provenienza. Mia madre usava il fresco di Coconato o di Peck (nota salumeria del centro di Milano). Io uso il precotto di Modena, perché e' più facile da trovare ed e' più veloce da cuocere.
Un'altra tradizione che rispetto, non tradendo le mie origini di Taranto, sono le tredici cose a tavola. Contando vino e spumante, ne rimangono undici. Quindi via con un tartinaggio selvaggio, bruschetta, affettati misti con formaggi al coltello, un bel piatto di spaghetti, cotechino e lenticchie e dolce.
A mezzanotte il brindisi e...

Buon Anno a tutti voi!!!


29 dicembre 2018

Oggi mi sono dato al vino

Oggi, in pieno attacco di fancazzite acuta, mi sono dedicato a tradurre alcune carte d'identità di vini, tratte dal catalogo di Dicembre di LIDL Polonia. Era da tempo che volevo fare una pagina sul vino per il blog di cucina. Non per altro per gli abbinamenti tra i cibi ed il vino, che ho sempre fatto a mio gusto, senza alcuna logica.
Il problema principale e' stato che il redattore del catalogo ignorava che alcuni anni fa le regioni francesi sono state riformate ed hanno pure cambiato nome. cosi ho dovuto trovare la corrispondenza tra il vecchio nome ed il nuovo.
Ho sbattuto via buona parte della giornata per fare questo lavoro e di qui il titolo del post.
Nel pomeriggio e' venuto Pan Rysiek, di professione idraulico, per mettere a posto due termosifoni che perdevano. In serata siamo andati da Biedronka per prendere l'acqua minerale, 24 bottiglie in due carrelli della spesa.
Per tutta la giornata ha piovuto e non piovuto, un vero tempo di m...


Bibliografia:
Per la pagina "Il vino", clicca qui.

27 dicembre 2018

La messa di Natale

Per la vigilia, il Vicario dei Gesuiti di Opole ci ha "caldamente" invitato alla messa della notte di Natale.
Dato che il Gesuita oltre ad essere il Vicario e' anche l'insegnante di religione del liceo di mia moglie, nonché chi ha officiato il funerale di mia suocera, abbiamo deciso di aderire al "caldo" invito, non per altro per evitare una scomunica.
Già e' difficile seguire una messa in Polonia per la lingua, ma non si può neanche andare a memoria, perche sono di rito romano ed io sono ambrosiano. Aggiungi anche l'esistenzialita della chiesa. Per far cantare i fedeli hanno organizzato un Karaoke con un proiettore di diapositive. Poi hanno pure una certa, diciamo, coreografia.
Con mia moglie siamo arrivati venti minuti prima ed i posti a sedere erano quasi completi. La chiesa era in una penombra da risparmio energetico assai spinto. A mezzanotte meno cinque sono state spente anche queste poche luci. Gli ultimi fedeli si muovevano con le luci dei cellulari, uno ha pure preso in pieno una colonna.
A mezzanotte e' iniziata la messa con la processione con tutti i Gesuiti con ceri ed incenso. L'ultimo portava il Bambinetto sollevato sopra la testa, come si fa per il libro del Vangelo. Il tutto sempre al buio.
Inizia la messa e dopo altri altri cinque minuti al buio, vengono accese le luci. La messa si svolge con i miei problemi di cui sopra, comunione, benedizione e cantata comunitaria di "Stille Nacht" in polacco e di nuovo al buio.
Ovviamente nell'uscita al buio mi sono perso la moglie, che ho ritrovato sul sagrato che parlava con una zia.

26 dicembre 2018

Come si chiamano le renne di Babbo Natale?

Foto di gruppo delle renne di Babbo Natale
Certo che i PIA imperversano anche a Natale! A dir la verità un fratellino di un PIA, che dopo aver letto il post a riguardo di Rudolph, ha obbligato il fratello a scrivere una mail, con la richiesta dei nomi delle altre renne. Visto che Babbo Natale e' un mio amico, lo chiamato per farmeli dare. Era stanco e non aveva voglia di sbattersi, cosi mi ha dato l'indirizzo di un sito dove li trovati.
Il sito www.laviadelcuore.eu, nel capitolo "Fiabe e racconti", scrive:
Vediamo tutti i nomi delle renne di Babbo Natale nel dettaglio.
Cometa: è la renna che mai dorme, sempre pronta a sfrecciare nel cielo luminosa per cogliere al volo ogni desiderio che viene espresso.
Cupido: chiamata cosi per la caratteristica macchia a forma di cuore che ha sul morbido petto.
Donato: dal scintillante mantello dorato e dal naso sempre raffreddato e gocciolante. Ma questa renna di Babbo Natale è così bella e dolce che le goccioline che scendono dal suo bel musetto, cadendo a terra si trasformano e diventano dei bei fiorellini appena sbocciati.
Fulmine: la sua caratteristica è quella di difendere i doni di babbo Natale.
Donnola: piccola e dolce renna, la più timida di tutte e l’ultima ad essere trovata da Babbo Natale. La sua timidezza la porta ad arrossire ogni volta che viene nominata o che qualcuno la osserva; un gran bel musetto rosso però!
Saltarello: riesce a produrre tutte le voci umane, cantante ed imitatore.
Ballerina: bella renna ballerina, sa tenere ogni ritmo e affascinare con i suoi leggiadri movimenti.
Freccia: è la renna gemella di Fulmine, si racconta che alla fine dell’inverno, perde tutti i suoi crini dorati e li consegna in dono ai bambini poveri.
Rudolph: l’ultima arrivata. Grazie al suo naso rosso riesce ad illuminare il cielo durante le notti buie e nebbiose. Rudolph occupa il posto di punta ed apre la strada alle sue compagne che trainano la slitta, permettendo così a Babbo Natale di viaggiare sempre.
Spero di aver accontentato il piccolo Alessandro.

25 dicembre 2018

Buon Natale

Dal sito www.controcampus.it
Anche quest'anno siamo arrivati a festeggiare il Santo Natale. Ieri sera vi siete abbuffati ed avrete bevuto al cenone organizzato in famiglia o con gli amici. Di conseguenza vi siete appena alzati.
Qui ad Opole e' stato un cenone in sordina, con un piatto in meno a tavola, causa la morte di mia suocera avvenuta all'Immacolata.
A Torino gli altri parenti hanno organizzato il cenone con processione di mezzanotte, per mettere il Bambinetto nella mangiatoia del presepe. La tradizione continua, anche se di bambino piccolo e' rimasto solo Giorgio (2 anni), gli altri superano abbondantemente gli otto e Vittorio e' al secondo anno di università. Tutti invecchiamo, purtroppo!
Lasciando perdere tutto, Lettori miei, vicini e lontani, Vi auguro

Buon Natale

24 dicembre 2018

Perchè si dice: "in secundis"?

Io ho sempre pensato che "In secundis" fosse una storpiatura alla Toto, in uso ai commissari di polizia, dato che la avevo sentita da Montalbano o Di Pietro. Indagando ho scoperto che questa locuzione latina esiste davvero. Poco usata nel Latino Classico, ma molto più diffusa nel Latino Volgare usto dai legulei del primo Medio Evo.
Il significato italiano e' "In secondo luogo" e va in contrapposizione alla locuzione più conosciuta "In primis". Di forma meno elegante rispetto ad "in primis", viene usata prevalentemente nel linguaggio dei commissariati e da avvocati di secondo livello che si vogliono dare delle arie.

Segui il viaggio di Babbo Natale

Non mi ricordo se l'anno scorso ho passato questa informazione, ne ho voglia di andare a controllare. Grazie al NORAD i bambini potranno seguire il viaggio di Babbo Natale come si fa con le rotte dei voli commerciali. Andate sul Corriere a prendere il link e divertitevi. Leggete anche come e' nato il servizio, tutto per un numero di telefono scritto errato.


Bibliografia:

23 dicembre 2018

I ponti 2019

Se il 2018 e' stato avaro di ponti, nel 2019 andrà peggio. Tolto Pasqua dove ci sono varie possibilità, arrivando ad un mega ponte di 12 giorni, non c'è nulla sino ai Morti.
A Gennaio si incomincia male. L'Epifania e' di Domenica ed il Primo di Martedì. Si può fare dal 29/12 al 1/1, sempre meglio che un calcio negli stinchi.
Febbraio e Marzo zero assoluto.
Aprile e Maggio si ragiona. Pasqua cade il 21, quindi si potrebbe andare dal 20/4 al 25/4 con due giorni di ferie. Con tre giorni arriviamo al 28/4, quindi nove giorni di riposo. Il Primo Maggio e' di Mercoledì, se ci giochiamo altre due giorni ferie, siamo liberi per tredici giorni, possiamo pensare anche ad un viaggetto.
Il 2 Giugno e' Domenica. Arriviamo al 15 Agosto che e' un Giovedì, ma siamo già in ferie.
Il Primo Novembre e' un Venerdì. Stiano tre giorni a casa.
All'Immacolata va bene solo a Bari. San Nicola e' il Venerdì ed i Baresi stanno a casa tre giorni. per gli altri e' un normale week end.
A Natale possiamo fare 25/26 festa, 27 ferie, 28 Sabato, 29 Domenica, 30/31 ferie, 1 festa. Ma qui entriamo nel 2020.



22 dicembre 2018

La renna Rudolph

Rudolph, La renna con il naso luminoso
Mi è stato chiesto perché una renna di Babbo Natale si chiami Rudolph, ed abbia il naso rosso luminescente. Lo ammetto, non lo so e, quindi, mi sono dovuto informare.
Per prima cosa chiarisco che non ho trovato l'esatto perché della scelta del nome Rudolph. Questa renna, personaggio di un instant book americano dell'estate 1939, in origine si doveva chiamare Reginald, ma l'editore lo ritenne troppo "British", così chiese il cambio del nome.
Però ho scoperto che tutte le renne, potenzialmente, hanno il naso rosso, se viste con una telecamera sensibile all'infrarosso. La rivista scientifica British Medical Journal spiega che la vascolarizzazione del naso delle renne e superiore del 25% di quello umano.
Gli scienziati dell’Erasmus Medical Center hanno analizzato il comportamento alle basse temperature, dei nasi di cinque uomini e due renne. La microcircolazione nasale di questi animali artici porta ad avere un'alta concentrazione di globuli rossi, che causa il tipico colore rosso del naso.
La nona renna di Babbo Natale è un personaggio, diciamo,  famoso. Dopo il libro del 1939, gli sono stati dedicati un cortometraggio, una canzone e vari fumetti.
La notte del 24 guardate in cielo, se vedete una luce rossa fissa che si muove, non è un aeroplano, è Rudolph che arriva con Babbo Natale.


Bibliografia:
  • Per la pagina Wikipedia, clicca qui.
  • Per l'articolo ANSA, clicca qui. 
  • Per il film "Rudolph The Red-Nosed Reindeer", clicca qui.
  • Per Ella Fitgerald che canta "Rudolph The Red-Nosed Reindeer", clicca qui.
  • Se volete il testo italiano della canzone, cliccate qui.

21 dicembre 2018

Babbo Natale 2019

Poster per il mercato americano negli anni '30 e '40

Ieri sera sono andato a fare un giro sul Corriere Online, per leggere le ultime notizie ed ho trovato un articolo che smonta le credenze sull'origine dell'abito rosso di Babbo Natale.
La tradizione dice l'abito e' diventato rosso, da quando l'immagine di Babbo Natale ha iniziato ad essere usata per fare pubblicità alla Coca Cola. Difatti l'iconografia ufficiale lo ritraeva in verde come gli elfi che producevano i giochi per i bambini.
In Italia negli anni '60
Nell'articolo potrete leggere che ciò, sembra non essere vero. La Coca Cola ha dichiarato che loro hanno sfruttato e promosso qualcosa che esisteva già. Loro hanno solo umanizzato e reso appetibile Babbo Natale, facendolo ingrassare e facendolo vedere come un uomo pacioccone di una certa eta', un nonno come tanti.
Ma quando si e' cambiato d'abito? Non si sa! Nel 1927 un articolo del New York Times lo descriveva già in rosso. Questa e' la nota più vecchia. Prima di questa data non esiste nulla e, cosi, non si può datare il passaggio da verde a rosso.
Come potrete leggere ripescando il post del 16 Dicembre 2016, Babbo Natale ha avuto una vita travagliata, ma ha resistito sino ad oggi.
Da condannare certe maestre d'asilo, che vanno a dire ai bambini, che Babbo Natale non esiste. Certe credenze fanno parte dell'esser bambino, lasciateli scoprire la verità da soli. Avendo a che fare con i nipoti dei miei amici, mi sono reso conto, che lo sanno bene che non esiste, ma lo vogliono credere lo stesso, anche solo per gioco.
Vi messo il link allo spot pubblicitario 2019, dove potrete vedere che Babbo Natale e' anche solidale. Si e' legato al "Banco Alimentare" per aiutare i più poveri.





Bibliografia:
Per l'articolo del Corriere Online, clicca qui.
Per il post "Babbo Natale", clicca qui.
Per lo spot "Natale 2018", clicca qui.

20 dicembre 2018

Risparmiare energia, si può!

In questi giorni sono state pubblicate le statistiche sull'inquinamento delle città italiane, sono dati da reale suicidio sanitario ed economico. Ma che centra ciò con il risparmio dell'energia? Centra! Centra! Tanto.
Attuando delle semplici regole ed utilizzando degli elettrodomestici con classe energetica tendenti alla A+++, vedremo che potremo fare dei considerevoli risparmi, riducendo anche l'emissioni di CO2 e PM10. Piccole cifre che se sommate insieme possono arrivare a superare 500,00 EUR all'anno.
I post, come al solito, servono anche a non dovermi ripetere in continuazione, per le continue domande degli amici. Questa volta i PIA non centrano proprio.
Oltre a considerazioni ed esperienze trovate in Internet, voglio condividere i risultati previsti e/o già ottenuti su applicazioni che ho fatto nella casa dove abito a Sedriano.
Alcune cose risulteranno strane, come l'uso della lavastoviglie. Quanto persone sanno che un ciclo di lavaggio normale di una lavastoviglie, riempita al 75%, ha un costo economico ed ecologico inferiore al lavaggio a mano? Soprattutto e' più igienico.
Per ora vi segnalo un articolo dell Corriere Online di qualche mese fa. Ci leggiamo Mercoledì 2 Gennaio.


Bibliografia:

19 dicembre 2018

La Smorfia

A seguito della notizia che una cliente Linkem, a cui avevo montato l'antenna, ha fatto un ambo, giocandosi il codice di attivazione, sono andato a ripescare una vecchia idea per un post.
Nella fattispecie la signora ha giocato 2 euro su 16, 47, 52 per l'ambo ed altrettanti sul terno, la ruota era Milano. Al netto delle tasse si è portata a casa circa 470 Euro.
La Smorfia, nome che deriva da Morfeo dio del sonno e dei sogni, e' l'arte di trasformare in numeri giocabili al lotto, sogni o eventi successi.
Si presume che la prima codifica sia stata fatta nel II secolo dopo Cristo, da un certo Artemidoro da Daldi.
Ma come funziona la smorfia? La base si basa sul dare un significato ai 90 numeri che la compongono, 33 gli anni di Cristo, 48 morto che parla, 90 la paura ecc. ecc. A complicare il tutto troviamo che ne esistono due di queste tabelle, la Smorfia Napoletana o Classica e sulla Smorfia Moderna.
Sul sito di Lottomatica ho trovato la seguente definizione:
La smorfia napoletana è quella classica, che affonda le sue radici nella tradizione campana.
La smorfia moderna è la raccolta elaborata di tutte le smorfie edite in Italia.
Per questo post mi baserò sulla Smorfia Napoletana, che e' la più diffusa.
Abbiamo detto che che la Smorfia serve a dare una espressione numerica (max 5 numeri tra 1 e 90), ad un sogno o ad un evento.
Purtroppo in questi giorni e' morta mia suocera, cosi proviamoci a giocare questo evento.
Evento: Suocera muore in ospedale di malattia.
Numeri: 36 (suocera), 14 (morire), 19 (malattia), 41 (ospedale)
Se si vuole giocare la cinquina aggiungere 83 (pianta)
La ruota? La più vicina ad Opole, cioè Venezia.
Io mi giocherei la quaterna, tutto l'evento, e l'ambo, combinazioni di sotto eventi. I numeri vanno giocati tre volte di seguito. Quindi erano da giocare nei giorni 8/12 (data della morte), 15/12 (giorno del funerale) e 22/12.
Dato che l'argomento si presta ad ulteriore trattazione, vedrò di scrivere degli altri post per approfondire un pochino di più.
Ricordatevi che il lotto deve essere un divertimento e non una malattia. Questo gioco non risolverà mai i problemi economici. Non deve essere fonte di rovina di bilanci famigliari.

 
Bibliografia:
Per la smorfia su Wikipedia, clicca qui.
Per la guida dei sogni, clicca qui.

17 dicembre 2018

Perche' si dice... "Voci di corridoio"

Oggi la domanda e' stata fata da mia figlia, a seguito di una battuta della Littizzetto nella puntata di ieri nel programma "Che tempo che fa".
Per voci di corridoio si intende una notizia non ancora ufficializzata o confidenza di una persona degna di fede, in qualunque caso da una fonte credibile. In Inglese si userebbe la parola "Rumors".
Potrebbe essere usato anche per indicare segreti mal custoditi, indiscrezioni o pettegolezzi non diffamatori.
L'origine della frase e' un po' tirata. Corridoio deriva dal Latino "Currere", poi dal Latino volgare "Corritorium". Questa parola indicava un tunnel costruito lungo le fortificazioni, per permettere il passaggio veloce dei soldati e degli ordini.
Nel Rinascimento il corridoio, detto anche galleria, e' un locale stretto e lungo, su cui affacciano le stanze. Nei palazzi delle Signorie o governativi, in queste stanze venivano prese decisioni. di cui i servi riferivano nei corridoi.

12 dicembre 2018

I sintomi dell'agorafobia.

Questo post lo volevo intitolare "Che cosa e' l'Agorafobia", ma mi e' sembrato esagerato scrivere un altro post con un titolo simile. Solo per non dare l'impressione che il livello culturale dei lettori non sia dei migliori.
Agorafobia, dalle parole greche "Agorà" (piazza) e "Phobos" (paura), e' la paura degli spazi aperti e/o affollati. E' l'antitesi della claustrofobia, con cui divide parecchi sintomi, tra cui la paura di non essere soccorso, se in preda ad attacchi di panico.
Un altro sintomo e' la paura, di non avere una via di fuga sicura ed immediata, dai luoghi particolarmente affollati. Questo e' il caso tipico di una persona agorafobica nei supermercati o nei negozi, in orari di rush. Quante volte avrete visto delle persone intolleranti allo stare in coda alle casse o al banco della salumeria, questo e' il tipico cliente agorafobico. Il cliente che tenta di saltare la coda alle coda può essere agorafobico o, più facilmente, un maleducato prevaricatore.
Comunque la maggiore causa di non risoluzione di questa sindrome, e' la stronzaggine e cinismo delle folle. La paura di diventare un emarginato sociale, a seguito di una crisi di panico causata dall'agorafobia, diviene ulteriore causa di una nuova difficoltà emotiva.
Nelle ricerche fatte per scrivere queste righe, ho scoperto che e' una sindrome che ha colpito anche persone famose. Per fare qualche esempio, Alessandro Manzoni scrittore, Thelonious Monk musicista o Alessandro Gassman attore.
Per vincere le crisi si usano i metodi più svariati, yoga, psicanalisi o amore e comprensione da parte di chi sta vicino. Frank Sinatra si scolava mezza bottiglia di Whisky prima di salire sul palco.


Bibliografia:
  • Per la pagina Wikipedia, clicca qui.
  • Per la pagina sul sito "disturbodaattacchidipanico.it", clicca qui.
  • Per il post "Eurospin, nuova Agora ", clicca qui.
  • Per il post "Che cosa e' un' Agora ", clicca qui.

10 dicembre 2018

Il presepe di Biassono

La stalla della Natività
Venerdì scorso sono andato a Biassono da Mario, un mio amico manager della disciolta TV La3, per cambiare le batterie all'antifurto dell'ufficio del figlio e per una Casseula natalizia.
L'ufficio di Jacopo e' nella piazza della chiesa di San Martino Vescovo, che e' la parrocchia di Biassono.
Da innumerevoli anni alcuni fedeli costruiscono un presepe mobile molto bello, che ogni anno si arricchisce di nuove statue.
Non appena riuscirò ad avere altre informazioni, rimpinguerò questo scarno post. Intanto guardate le foto ed i tre piccoli filmati che ho fatto per far vedere i movimenti delle statue che compongono questo presepe.

Il Tempio















 

 

09 dicembre 2018

Ma che cosa è un'Agorà

Dal sito www.wikitecnica.com
Mercoledì scorso ho risposto alla domanda di un lettore che paragonava l'Euro spin di Bareggio ad una Agorà. A seguito di ciò, altri lettori hanno chiesto notizie sull'Agorà e l'agorafobia. Oggi spieghiamo che cosa e' una Agorà, nell'antica Grecia.
E si, nell'antica Grecia! Non a Sedriano (cinema parrocchiale), Milano (pista per il pattinaggio sul ghiaccio) o programma mattinale di RAI 3.
Agorà era una piazza, non necessariamente la principale, ove i cittadini avente diritto si riunivano per votare le leggi. Qui venivano stabiliti anche i prezzi delle merci e venivano fatte le comunicazioni al popolo. Ai nostri tempi di direbbe che e' un posto di socializzazione cittadina.
In piazza i filosofi diffondevano le loro teorie ed impartivano insegnamenti ai loro discepoli. Quindi era anche un luogo di cultura.
Il sito wikitenica.com descrive l' Agorà in questa maniera:
Dal greco agorà, derivato dal verbo aghéiro, raduno, convoco. Nei testi omerici, con agorá è indicata sia l’assemblea dei cittadini liberi riuniti per deliberare, sia il luogo dell’incontro; nell’Atene classica, agorá è anche l’assemblea dei demi e delle tribù, allargata rispetto a quella dei cittadini scelti (boulé), ma ristretta rispetto all’assemblea di tutto il popolo (ekklesìa). Agorà divenne pertanto termine usuale per indicare la piazza, luogo della vita civile ed economica della pólis.
La più famosa Agorà nella storia e' quella di Atene dove potevi incontrare Platone ed Aristotele. Ai tempi di Pericle si e' diffuso il costume di unire le Agorà alle Acropoli con portici, unendo la politica e la religione.


Bibliografia:

05 dicembre 2018

Eurospin, nuova agorà

Quel mio lettore di Zurigo, mi scritto una mail chiedendo come mai parecchi post, partano da incontri fatti all'Eurospin di Bareggio, chiudendo con il suo dubbio che questo Supermercato sia la nuova Agorà del luogo.
Non mi sembra proprio che possa essere una novella Agorà. E' un normalissimo supermercato posto in una posizione molto felice, al confine tra Bareggio e Sedriano, con due ampi parcheggi e facilmente raggiungibile con qualunque mezzo. l'unica cosa certa, che se ci vai durante il fine settimana o all'ultimo del mese, sei sicuro che ti possa venire anche un attacco di agorafobia.
Perché ci trovi quasi tutta la popolazione dei due paesi, non lo so so. Posso solo fare delle illazioni in merito. O perlomeno, posso scrivere perché ci vada io.
Per prima cosa, facciamo un'analisi dei supermercati della zona.
  • LIDL lo trovi a Cornaredo o a Corbetta.
  • Esselunga al confine tra Corbetta e Magenta
Quindi sono abbastanza lontani. Ci vai solo in macchina.

Bareggio
  • Carrefour - Poca roba e cara. E' comodo perché e' aperto 24/24 - 7/7.
  • Coop - Sarebbe interessante, ma non capisco come una cooperativa che non paga tasse, possa avere gli stessi prezzi dell'Esselunga.
  • Penny Market - Molto piccolo e prezzi simili Eurospin.
Sedriano
  • Bennett - Caro e scarsa qualità nell'ortofrutta. 
Vittuone
  • Iper Montebello - Trovi di tutto e ti perdi dentro. Molto dispersivo se hai fretta.
 
Adesso vediamo perché vado da Eurospin. La ragione principale sono i prezzi molto interessanti, ma non solo. Il famoso reparto ortofrutta, il posto dove mi fermano i PIA per farmi le domande più astruse, e' ben fornito ed organizzato. I miei porcellini d'India apprezzano molto la lattuga Trocadero e la catalogna, quando le acquisto qui. In questo reparto si che si può pensare ad una Agorà, le vecchiette che si fermano a spettegolare di qualcuno, i maschi che commentano le partite di calcio e le madri dei PIA che si scusano della sfrontatezza dei figli.
Sono proprio le madri che riempiono la piazza. La madre di Cheng che mi parla con la L, la madre che si vanta di aver passato la maturità 36 ed un calcio in culo e quella puzza sotto il naso, che non capisce perché i figli chiedano le cose a me, invece di rivolgersi agli insegnanti, che sono pure pagati per spiegare le cose. Io lo so il perché! Gli insegnanti mica si mettono a spiegare l'alternanza delle stagioni e perché la Luna mostri sempre la stessa faccia, nel bel mezzo di un supermercato, usando un'arancia ed un mandarino per dimostrare perché ciò avvenga.
Nella antica Grecia tutto ciò era svolto nell'Agorà. Spero che il mio lettore sia stato accontentato e che si ritenga soddisfatto.

26 novembre 2018

Perche si dice... "Voltare la gabbana".

Cambia il vestito, ma non cambia il significato, andate a leggere il post "Perché si dice... Cambiare casacca".
La gabbana e una variante del gabbano, che e un soprabito lungo e largo, senza cintura, spesso con cappuccio. I signorotti del XVIII secolo se lo facevano cucire con una imbottitura in pelliccia.
I poveracci che non si potevano permettere neanche un secondo soprabito, quando incominciava ad esser liso lo rivoltavano. Cioè lo scucivano e lo cucivano di nuovo con l'interno girato esterno. Se era tinta unita non cambiava niente, ma se la stoffa aveva dei disegni, questi apparivano invertiti.
Di qui per "Voltare la gabbana" si intende cambiare idea e/o opinione con una che e esattamente l'opposto della precedente.
La persona che esercita questo sport si chiama "Voltagabbana".

25 novembre 2018

SPQR - Errata corridge

Devo fare una correzione al post di ieri. Stamani sono andato In caffetteria con un mio amico, profondo conoscitore delle opere di Goscinny. Davanti al cappuccino con la brioche appena sfornata, ci siamo messi a parlare di Asterix ed amici. In questo scambio di opinioni ho scoperto che la battuta "Sono Pazzi Questi Romani" è stato coniato da Marcello Marchesi, che è stato uno dei traduttori italiani delle avventure di questi Galli.

24 novembre 2018

SPQR

La mamma maturità 36 ed un calcio in culo ha colpito ancora! La signora mi ha chiesto il significato corretto di questo acronimo, dato che lei ne conosceva uno diverso da quello, dato dall'insegnante di storia del figlio.
Forse la nostra amica ha visto troppi film con Asterix ed Obelix. Difatti il significato "Sono Pazzi Questi Romani" è stato inventato da Goscinny e Uderzo, solo con scopi comici.
Il significato dato dalla professoressa è quello giusto e storico. "Senatus PopulusQue Romanum" si traduce come "Il Senato ed il Popolo Romano" e vuole indicare le due classi romane, i patrizi ed i plebei.
Vi è anche una versione non ufficiale in cui il significato dell'acronimo diventa "Senatus Populus Quiritium Romanus", tradotto come "Il Senato ed il Popolo dei Quiriti Romani". Questa versione è abbastanza classista in quanto cita solo i Quiriti, cittadini romani che godevano dei pieni diritti civili, politici e militari.




Bibliografia:

21 novembre 2018

Minculpop

Oggi si cambia l'origine della questione. La domanda arriva da una PIA femmina ed è stata posta davanti al banco surgelati. A dir la verità la domanda era abbastanza articolata, basata su cosa è il minculpop e chi è un pederasta.
La ragazza aveva fatto la stessa domanda alla zia, che gli aveva risposto che era una organizzazione di pederasti che volevano fregare il popolo italiano negli anni '20. Dopo questa risposta, la poveretta ne sapeva meno di prima, .
Per prima cosa ho dovuto spiegare alla ragazzina, di evitare di usare la parola pederasta. Non è certo una parola che stia bene in bocca ad una fanciulla di 13 anni. In secundis negli anni '20 si poteva usare seguendo gli insegnamenti del regime fascista, ma ora è da denuncia per omofobia. Se mi gira, scriverò un post sull'etimologia della parola.
Comunque i vari gerarchetti e federali con il culto della virilità e del maschilismo che li impregnava, non mi sembra proprio che lo potessero essere.
La ragazzina ha scritto la parola "minculpop" tutto minuscolo, ma la corretta scrittura è "MinCulPop", che l'acronimo di "Ministero della Cultura Popolare".Questo ministero, istituito nel maggio 1939 con regio decreto, era demandato alla propaganda del regime fascista. Aveva il controllo dell'Istituto Luce, degli enti turistici locali e di stato e dell'Istituto del Dramma Nazionale. Fu soppresso nel luglio 1944 dal secondo Governo Bonomi.
L'errata gestione di questo organo ha portato al disamoramento degli Italiani nei confronti del Fascismo ed a far vedere gli Americani come liberatori e non come nemici.
Il significato di fregatura per il popolo, era usato dagli oppositori del regime in esilio.
Questo è in pochissime parole. Se ne volete sapere di più, vi rimando alla pagina Wikipedia.


Bibliografia:

12 novembre 2018

Perché si dice... "Per sommi capi"

In alcuni post tratto l'argomento proposto per sommi capi. Cioè non mi dilungo troppo, esponendo solo le informazioni più importanti. Ovviamente nel riassumere non bisogna perdere d'occhio il senso dell'argomento, rendendo la trattazione fumosa e non comprensibile.
Ovviamente se si dice che una persona non e in grado di parlare per sommi capi, si intende che e logorroico e non possiede alcun potere di sintesi. Purtroppo ne conosco a decine di queste persone!

07 novembre 2018

Il colore delle lampadine

La complessità delle nuove domande dei PIA, ti ricordano che ora sono alle scuole medie. Si invecchiano pure loro. Il primo di loro capitò sul mio blog nel Dicembre 2015, scoprendo poi che conoscevo il padre. Era in quinta elementare ed ora in seconda media.
Il dibattere di questa volta è la temperatura del colore, parametro diventato importante con l'avvento delle lampadine LED. Ma esattamente cosa è e che serve saperla?
Quando Edison realizzò la prima lampadina, non poteva pensare che un domani si potesse avere di questi problemi. Difatti la luce dei filamenti in carbonio, ed in seguito, in tungsteno è tipicamente arancione, tra i 2000 ed i 2700 Kelvin.  Con i tubi al neon la luce si schiarisce ed agendo sui fosfori si incomincia a poter scegliere la tonalità.
La svolta si è avuta con la scoperta dei LED a luce blu. Combinando la luce emessa dai LED nei colori rosso, verde e blu, si riesce a variare la temperatura di colore delle lampadine. All'interno di un appartamento le  lampadine devono essere tra 3.000 e 4.000 K. Per dare un punto di riferimento, la luce del sole a mezzogiorno è circa 4.900 K.
Variando i Kelvin varia anche la tonalità del colore di un oggetto. Ce ne rendiamo conto facendo delle fotografie. Con la vecchia lampadina la foto tenderà all'arancione. Con un tubo al neon virerà a tonalità verde chiaro. Con una lampadina LED la tonalità sarà neutra, ma non raggiungerà la saturazione della luce solare, ma sarà molto vicina.

Dal Catalogo Illuminazione OBI

Un altra cosa da tener presente è che l'occhio umano soffre andando verso valori alti. E' il famoso problema  della luce blu degli schermi dei computer, quindi state accorti a cosa vi monta l'elettricista.
E' una spiegazione per sommi capi. L'argomento andrebbe approfondito con più calma e più disponibilità di spazio. Vedrò di riprendere l'argomento in altri post.

06 novembre 2018

Buon compleanno blog!

Con oggi si entra nel quarto anno di questo blog. Era il 6 Novembre 2015 quando venne pubblicato il primo post di questo blog.
Erano giorni difficili. Dovevo solamente scoprire, come si gestisse un blog, perché mia cognata ne voleva aprire uno di "Poesia visiva". Ovviamente non ne ha fatto niente, ma "Io sono..." è rimasto.
A quei tempi gli accessi che adesso faccio in un giorno, li facevo in un mese abbondante. Ormai si viaggia sui 2.000 accessi al mese.
Nel mio piccolo non mi lamento, l'unico cruccio è che tuttora i lettori commentano con tutti i mezzi più disparati, ma non in coda al post.
Il post più letto rimane sempre "Come si va da IKEA" del 22 Agosto 2016, che dopo aver spodestato il post "Toto" del 3 Dicembre 2015, non si mai dal primo posto.
In questi anni è arrivato anche "La mia cucina", che più che un blog è un block notes a cui affido le ricette, man mano che trovo gli appunti in quel casino che è casa mia.



05 novembre 2018

Perche si dice... "Abbassare la cresta"

Abbassare la cresta vuol significare che nella vita sociale non bisogna comportarsi in maniera da prevaricare i diritti e le opinioni altrui. Lasciando nel cassetto orgoglio e pretese si possono risolvere i tanti problemi che ci assillano.
Andiamo a vedere cosa dice il dizionario dei modi di dire Hoepli. 
Abbassare la cresta
  • Fig.: deporre il proprio orgoglio, perdere di tracotanza o ridurre le proprie pretese.
  • Allude al gallo e ai volatili in generale, che in fase di corteggiamento o di lotta gonfiano le piume e inturgidiscono cresta e bargigli. Passato il momento, o quando si vedono sconfitti, tornano al loro aspetto normale.
Per ovvietà possiamo dire che alcuni politici italiani e non, dovrebbero abbassare la cresta per non fare danni irreparabili.

04 novembre 2018

Pista!!!

Ieri ad un telegiornale ho visto un servizio sull'apertura anticipata delle piste a Cervinia. Qui il giornalista ha intervistato un Carabiniere addetto ai controlli sulle piste. Nel servizio i due hanno citato una legge del 2003 ed un decalogo di comportamento.
Incuriosito, ho fatto delle ricerche in merito. Ho scoperto che il decalogo è un allegato alla legge e che dà dettami di buonsenso e correttezza.
La legge 363/2003 la si può riassumere in quattro punti, invece il decalogo lo riporto per intero.
  • l'obbligo di indossare il casco per tutti i ragazzi fino a 14 anni, pena una multa da 30 a 150 euro;
  • l’obbligo di prestare soccorso ad un infortunato;
  • in caso di cadute o di incidenti gli sciatori devono liberare tempestivamente la pista portandosi ai margini di essa;
  • per quanto riguarda la velocità, deve essere particolarmente moderata nei tratti a visuale non libera, in prossimità di fabbricati od ostacoli, negli incroci, nelle biforcazioni, in caso di nebbia, di foschia, di scarsa visibilità o di affollamento, nelle strettoie e in presenza di principianti;
  • i gestori delle aree sciabili sono tenuti a garantire le condizioni di sicurezza delle piste e ad apporre la segnaletica prevista dal decreto.
A riguardo della velocità, l'anno scorso avevo visto un servizio sulla Televisione Svizzera Italiana che descriveva il funzionamento degli skivelox, per il controllo della velocità in pista.

Decalogo Legge 363 del 24/12/2003

1. Rispetto per gli altri.
Ogni sciatore deve comportarsi in modo da non mettere in pericolo altre persone o provocare danni

2. Padronanza della velocità e del comportamento.
Ogni sciatore deve tenere una velocità e un comportamento adeguati alla propria capacità nonché alle condizioni generali della pista, della libera visuale, del tempo e all'intensità del traffico.

3. Scelta della direzione.
Lo sciatore a monte che ha la possibilità di scegliere il percorso deve tenere una direzione che eviti
il pericolo di collisione con lo sciatore a valle.

4. Sorpasso.
Il sorpasso può essere effettuato (con sufficiente spazio e visibilità), tanto a monte quanto a valle, sulla destra o sulla sinistra, ma sempre ad unadistanza tale da evitare intralci allo sciatore sorpassato.

5. Immissione ed incrocio.
Lo sciatore che si immette su una pista o che riparte dopo una sosta, deve assicurarsi di poterlo fare senza pericolo per sé o per gli altri; negli incroci deve dare la precedenza a chi proviene da destra o secondo indicazioni.

6. Sosta.
Lo sciatore deve evitare di fermarsi, se non in caso di necessità, nei passaggi obbligati o senza visibilità. La sosta deve avvenire ai bordi della pista. In caso di caduta lo sciatore deve sgomberare la pista al più presto possibile.

7. Salita.
In caso di urgente necessità lo sciatore che risale la pista, o la discende a piedi, deve procedere soltanto ai bordi della stessa.

8. Rispetto della segnaletica.
Tutti gli sciatori devono rispettare la segnaletica prevista per le piste da sci ed in particolare l'obbligo del casco per i minori di 14 anni.

9. Soccorso.
Chiunque deve prestarsi per il soccorso in caso di incidente.

10. Identificazione.
Chiunque sia coinvolto in un incidente o ne è testimone è tenuto a dare le proprie generalità. 



Bibliografia:

31 ottobre 2018

Viaggeremo senza valigie? 2

Stasera ho fatto un giro sul Corriere Online, per leggere le ultime notizie sul maltempo in Italia. Tra una notizia di politica ed una di cronaca nera, ne ho trovata una molto interessante per chi viaggia.
L'Antitrust ha dato torto a Ryanair e Wizzair sulla politica dei bagagli che dovrebbe partire domani. Così tutto si è bloccato, per lo meno in Italia, sino a risoluzione della controversia. Adesso le compagnie hanno cinque giorni per adottare le contromisure.
In effetti la policy sui bagagli che le due compagnie avevano adottato, era una forma per mascherare un aumento dei biglietti. Tenendo conto dei prezzi medi tenuti dalle due compagnie, gli 8 Euro della Priority era un aumento del 30% secco.
Aspettando di vedere cosa succederà settimana prossima, le associazioni dei consumatori esultano.


Le dimensioni di un handbag secondo Ryanair

Bibliografia:

29 ottobre 2018

Perché si dice... "Cambiare casacca".

Questo modo di dire vuol indicare il cambio di un opinione o maniera di comportarsi in base all'opportunità del momento.
Cambiare casacca era uno sport diffuso al tempo della prima repubblica, tra i nostri politici che passavano da un partito all'altro, secondo le convenienze politiche.
L'origine storica è da far risalire alle guerre tra cattolici ed i riformati, cioè al XVI secolo, quando i transfughi per passare da un campo all'altro, indossavano gli abiti uguali a quelli della controparte, per passare indenni ai controlli degli avamposti. Azione discutibile, ma rispettabile. Questi signori rischiavano di essere impallinati da un moschetto e non verbalmente come i nostri politici.
Se vogliamo cercare l'origine della parola casacca, dobbiamo guardare agli abiti dei cosacchi. Questi indossavano una giacca con maniche corte, aperte di lato, detta cosacca. Con l'evoluzione della lingua, la parola si è trasformata in casacca. Lo stesso nome à stato data alla mantella dei moschettieri al servizio del re di Francia.
In certi casi si potrebbe usare anche "Voltare gabbana".

28 ottobre 2018

La mia pianta di zenzero

La prima pianta
Quando ho tempo e mi voglio rilassare, mi dedico a curare le mie piante ed a fare esperimenti.
Un paio di anni fa, il medico mi ha consigliato di bere mezzo litro al giorno di infuso di zenzero, per curare in maniera naturale alcuni problemi del mio stomaco. Così ho incominciato a comprare la radice ed a prepararmi l'infuso in maniera casalinga
Sin dall'antichità sono rinomati gli effetti benefici di questa pianta di origine dell'Estremo Oriente. Il nome scientifico è "Zingiber Officinale" ma è più conosciuto con il nome inglese "Ginger". Negli Stati Uniti sono diffusissime le bevande "Ginger Ale" e "Ginger Beer". In Inghilterra si beve il "Ginger Drink", il "Gingerino" nostrano. Si mormora che sia anche uno degli ingredienti, usati nella ricetta segreta del "Crodino".
Ma perché ho fatto l'esperimento di far crescere una pianta di zenzero? Come ho detto, il medico mi aveva prescritto di bere un infuso di questa pianta, per curare il mio stomaco. Il rizoma lo si può comprare in tutti i supermercati ed erboristerie ed io lo compro all'Eurospin, tanto per cambiare!
Con un pezzo, neanche troppo grosso, ci vai avanti dei mesi. Nella tarda primavera sono rimasto a corto della materia prima, ma al supermercato c'erano solo rizomi "bio". In mancanza di meglio ne ho preso uno, che dopo una settimana ha incominciato a germogliare in due punti. Anche se era tardi per iniziare una piantagione di zenzero, ci ho provato. Ho diviso in due il rizoma e li ho piantati in vasi separati. Dopo una settimana hanno messo fuori la prima foglia ed hanno incominciato ad allungarsi.
Purtroppo una è morta dopo un mese di vita, ma l'altra sta crescendo lentamente, la Pianura Padana non è esattamente il clima migliore per questa pianta.
Dopo sei mesi all'aria aperta la dovrò portare in casa per l'inverno, sperando che a primavera faccia il fiore.
Già che ci siamo, vediamo quali sono gli effetti terapeutici principali dello zenzero. Oltre ad essere un lenitivo per i bruciori di stomaco è anche un calmante per la nausea gravidica e da cinosi. Può essere utilizzato per combattere diarree e gastroenteriti, lo zingerone contenuto nello zenzero rappresenta uno dei principi attivi contro Escherichia Coli.
In cucina si utilizza seccato in polvere, come anche fresco. In polvere lo ho mangiato in un risotto. Fresco, tagliato a striscioline o a cubetti, lo si usa come parte di insalatone estive. lo si può fare anche candito, ma per i miei gusti è troppo dolce.
Prima o poi pubblicherò qualche ricetta sul blog di cucina.
 

Bibliografia:

27 ottobre 2018

Ci dovrebbe essere una logica 2

Il maestro di logica
Andiamo avanti con il discorso iniziato ieri sera. Oggi vediamo di porre ordine nella logica di pubblicazione dei post in questo blog.
Dopo una veloce scorsa nel passato del blog, mi sono reso conto che oltre a definire la logica che mi ha guidato sino ad ora, bisognerebbe fare anche un po' di programmazione per il futuro. Non per altro, per non farsi scappare di mente qualcosa. Di carne al fuoco ce ne tanta, basta trovare il tempo e la buona volontà.
Gli argomenti sono stati divisi sui sette giorni e non sempre rispettati, ma il linea di massima sono giusti.
  • Perché si dice... > Lunedì
  • Mangiare a... > Martedì o Giovedì
  • Cultura e/o curiosità > Mercoledì
  • Consigli per il week end > Venerdì
  • Chi è... > Sabato
  • Cavolacci miei > Domenica
Ciò è valido se ci sono ragioni di cui scrivere. Se ci sono eventi straordinari o ricorrenze tutto salta e si porta il post alla settimana successiva.
Poi ci sono gli argomenti legati a delle date storiche, astrologiche o astronomiche. In passato si è trattato i segni astrologici occidentali, i mesi, le stagioni ed i giorni.
Ora come ora sto trattando i segni astrologici cinesi che, essendo un ciclo di dodici anni, ci accompagneranno per i prossimi nove anni. Sino ad ora li ho pubblicati nella settimana precedente al capodanno cinese, ora vorrei normalizzarli a cinque giorni prima. Quindi la sequenza di pubblicazione dei post dovrebbe essere la seguente:
  • 2019 - Anno del Gallo > 31 Gen 2019
  • 2020 - Anno del Topo > 20 Gen 2020
  • 2021 - Anno del Bufalo > 7 Feb 2021
  • 2022 - Anno della Tigre > 27 Gen 2022
  • 2023 - Anno del Coniglio > 27 Gen 2023
Per gli anni del Drago (2024), Serpente (2025), Cavallo (2026), Capra (2027) e Scimmia (2028) non ho trovato la data del Capodanno, quindi non posso stabilire a priori la data del post.
Per gli eventi e ricorrenze per ora prevedo solo questi due post:
  • Terzo compleanno del blog > 5 Nov 2018
  • Il compleanno di Roma > 20 Apr 2019
Stando così le cose il consiglio che posso dare è di continuare a leggere ed iscriversi come lettore abituale. ,

26 ottobre 2018

Ci dovrebbe essere una logica.

Un PIA mi ha chiesto se c'è una logica sui giorni di pubblicazione dei post secondo gli argomenti. Il ragazzino ha fatto uno studio su questo blog e su quello dove annoto le ricette di cucina, arrivando ad alcune considerazioni. Ha notato che i post "Perché si dice" sono sempre al Lunedì, che le ricette di pesce sono al Venerdì e che i post sui viaggi hanno una sequenza temporale. Sveglio il marmocchio! Soprattutto acuto osservatore.
In effetti è così. E' necessario che ci sia una logica, è una delle prime cose che ho scoperto, quando ho iniziato a scrivere questo blog.
Con il poco tempo che ho, i post gli scrivo quando posso e nei momenti più disparati. Per esempio questo post lo sto scrivendo all'aeroporto di Bergamo, mentre aspetto li volo per la Polonia. Quando ho più tempo e tanta vena creativa ne scrivo due o tre, salvo e pianifico la pubblicazione. Per poter fare una pianificazione, che non mandi in confusione il lettore, devi pubblicare i post di un dato argomento sempre nello stesso giorno.
Vediamo di trovare la logica, sempre che ce ne sia una! Nel blog di cucina ho seguito la sequenza dei piatti come vengono proposti nei banchetti. A dir la verità ho inquinato un po', con le reminiscenze della mia gioventù. Dopo la guerra, sino agli anni '60, gli anziani dicevano che al Martedì erano gnocchi, al Giovedì brodo ed al Venerdì, che era di magro, pesce.
Accorpando gli gnocchi ed il brodo al Martedì, le ricette dovrebbero uscire con il seguente ordine.
  • Lunedì > Antipasti
  • Martedì > Primi Piatti
  • Mercoledì > Carne
  • Giovedì > Contorni
  • Venerdì > Pesce
  • Sabato > Cocktail
  • Domenica > Dolci
Invece per questo blog, la logica la devo ricostruire, dato la mole degli argomenti trattati. Vedo di farlo domani, ormai l'imbarco del mio volo si avvicina e  non so si possa riuscire nella prossima mezz'ora.

15 ottobre 2018

Perché si dice: "Essere un abatino"

Non contenti di rompermi i cabasisi all'Eurospin, adesso i PIA mi interpellano anche dal ferramenta di Bareggio.
Il dibattere di oggi viene da una lezione di storia del calcio, dove l'insegnante ha definito Gianni Rivera un abatino.
Passato lo sconcerto, che nelle scuole medie italiane ci sia una materia "Storia del calcio", ho incominciato ad aggirarmi nei meandri della mia memoria. L'unica cosa che ho trovato che fu Gianni Brera a chiamare abatino Gianni Rivera.
A dir la verità la definizione fu coniata per Livio Berruti, campione olimpico di quando ero bambino. In qualunque caso vuole indicare un azione sportiva tecnica e di classe, ma non aggressiva, che ottiene il massimo risultato con il minimo sforzo.
Infilandoci nella letteratura troviamo che Foscolo e Nievo davano questo senso:
Ostentare un'eleganza leziosa, anche negli atteggiamenti o nel comportamento.
Non posso fare esempi di abatini reali o che si credono tali, perché rischierei un catervata di querele per diffamazione.

13 ottobre 2018

La tecnologia di un trolley

Giovedì ho citato un articolo del mensile di Altroconsumo, a riguardo delle dimensioni dei bagagli accettati dalle compagnie aeree. Ma l'articolo, essendo una guida all'acquisto, aveva anche altri argomenti, tra cui le rotelle.
Dall'alto delle filosofia che l'importante è che funzioni, non mi sono mai posto il problema sul perché certi trolley hanno due rotelle fisse o da quattro ad otto ruote pivotanti. Andiamo a scoprire l'arcano.
  • Due ruote fisse
Sono di diametro più grande e possono girare solo sul mozzo. La valigia va dritta anche sul terreno accidentato. Il diametro maggiore permette di superare dislivelli più alti. Devi tirare la valigia obliqua, spingerla è più difficoltoso. Adatte per i marciapiedi di Roma ed Opole.
  • Quattro ruote pivotanti
Le rotelle hanno un diametro più piccolo, quindi un minimo dislivello blocca la valigia. Però la valigia può essere spinta o tirata tenendola verticale. E' l'ideale per lunghi percorsi da fare anche in velocità. Il neo è che bisogna prestare attenzione che non si fermi sporco tra la forchetta e la ruota o sullo snodo, pena il blocco del sistema.
  • Otto ruote pivotanti
Le valige sono provviste di quatto ruote gemellate. Vanno benissimo sui pavimenti lisci degli aeroporti, Sono più stabili, ma soffrono degli stessi problemi delle valige con quattro ruote. il maggiore ingombro delle ruote riducono il volume utile della valigia.

Attenzione va posta anche al manico retraibile . Prima di acquistare la valigia, bisogna controllare che la lunghezza sia adatta alla propria altezza. Se il manico è corto c'è il rischio che la valigia colpisca il tallone. Se è troppo lungo il trolley viaggia troppo inclinato e, nel caso delle ruote pivotanti, c'è il rischio che la struttura della ruota strisci per terra. Controllate anche che il manico telescopico rientri facilmente senza incepparsi.
In chiusura rimane di augurare un buon acquisto, ma non chiedetemi consigli sulle marche.

11 ottobre 2018

Viaggeremo senza valigie?

Ieri mi è arrivata una mail da Wizz Air che comunicava la nuova politica dei bagagli. In pratica si sono allineati alla politica Ryanair. Quindi dal 1° Novembre siete obbligati a comprare un biglietto Priority.
Con l'aiuto di un articolo di Altroconsumo vediamo di mettere un po' d'ordine nelle misure permesse dalle principali compagnie aeree.
Le misure sono in centimetri.
  • 55x35x25 > Alitalia > Air France > KLM 
  • 55x38x20 > Fly Emirates
  • 55x40x20 > Vueling > Ryanair * > TAP
  • 55x40x23 > Lufthansa > Norvegian > Turkish > Wizz Air *
  • 56x36x23 > American Airlines > China Airlines > Quantas
  • 56x45x25 > Easy Jet > British > Siberia
* Solo con Priority

Per il bagaglio a mano per oggetti personali la situazione peggiora. La IATA dice genericamente, che deve stare sotto il posto anteriore, Ryanair 30x20x20, Wizz Air 40x30x20, Easy Jet non la permette.
Ci sono compagnie, di cui taccio il nome, che fanno una distinzione sessista. Per le donne una borsa di media dimensione, per gli uomini una diplomatica.
Un consiglio per chiudere. Quando comprate un biglietto informatevi bene sulla politica bagagli. Non per altro per evitare penali in aeroporto.

Wizzair
Lo schema allegato alla mail Wizz

08 ottobre 2018

Perchè si dice: "Svelare l'arcano".

Con questa frase possiamo fare un gioco di parole, mi sembra un po' squallido, al limite del suicidio. Con questo post si vuol spiegare l'arcano che si cela dietro la frase "Svelare l'arcano". Terribile, no?
Il significato di questa frase è molto dubbia, soprattutto può cambiare a seconda del verbo che accompagna "Arcano". Può essere un sostantivo come un aggettivo, tanto per complicare. Anche il Latino incasina. Arcano deriva da "Arcanus" (nascosto, che nasconde), che a sua volta deriva da "Arca" (arca, scrigno, forziere), derivato dal Latino "Arceo" (proteggo difendo) o dal Greco "Arkeo" (nascondere).
Adesso tiriamo ad indovinare il significato giusto! Proviamo con un verbo alla volta, ma come vedrete sono tutti legati alle pratiche dell'esoterismo.

"Svelare l'arcano" - Significato legato all'esoterismo che indica quando gli adepti di una setta rivelano un segreto ad un neofita, nei riti di iniziazione.
Nella pirateria caraibica indicava il momento in cui un pirata morente, rivelava al suo delfino il luogo, dove era nascosto il forziere con i frutti delle ruberie.

"Spiegare l'arcano" - Qui andiamo nel campo dei fan di Harry Potter. In questa maniera si vuole indicare le lezioni agli aspiranti maghi. Ma è anche uno dei significati attuali, quando un insegnante spiega agli alunni come risolvere un'equazione matematica o qualcosa che non è stato compreso.

"Scoprire l'arcano" - Oltre al significato che abbiamo già visto con svelare, ha anche un significato legato alla lettura delle carte. I Tarocchi, che sono chiamati anche Arcani (maggiori o minori), sono utilizzati dai cartomanti per cercare la risposta o la predizione di un evento. In questo caso la frase indica il momento in cui viene tirata fuori dal mazzo la carta che rivela quanto cercato.

Il vocabolario Treccani al lemma "Arcano" scrive:
arcano agg. e s. m. [dal lat. arcanus «nascosto, che nasconde», der. di arca «arca, scrigno»]. – 1. agg. Che non si conosce e non è possibile conoscere, occulto, misterioso: gli a. disegni del destino; parole a., di senso a.; a. è tutto, Fuor che il nostro dolor (Leopardi). Poesia a., lo stesso, ma più raro, che poesia ermetica. 2. s. m. Segreto, mistero: che cos’è quest’a.?; spiegare, svelare l’a., penetrare gli a. della natura. ◆ Avv. arcanaménte, in modo segreto, occulto; misteriosamente.
Per farla corta, con qualunque verbo lo usi, il significato moderno è venire a conoscenza di qualcosa di cui non si sapeva nulla o che non si era compreso nella sua interezza.

02 ottobre 2018

Mangiare a... Praga - Havelska Koruna

Una delle sale interne
Questo è il ristorante dove siamo andati a mangiare il Mercoledì. Mia figlia ci era già andata con le professoresse accompagnatrici il primo giorno a Praga.
In effetti è un self service con cucina tipica ceca. Il ristorante è composto da due locali arredati stile birreria della vecchia Germania Est e da un patio, ricavato da un piccolo cortile interno.
L'organizzazione del self mi ha fatto pensare al ristorante di IKEA, più in piccolo.
A me è piaciuto il sistema della gestione del conto. All'ingresso una cameriera ben piazzata ti mette in mano un modulo formato A5, che devi consegnare ogni volta che prendi un qualcosa. L'incaricato te lo restituisce insieme al piatto desiderato, dopo aver scarabocchiato qualcosa. Uscendo dal ristorante passi dalla cassiera, che dopo aver interpretato gli scarabocchi, ti fa il conto.

La coda dei clienti
A causa della mia nota idiosincrasia con il pollo, non mi sono arrischiato con piatti di contenuto ignoto e mi sono orientato su una classica schnitzel (cotoletta) con patate lesse. Pure qui la birra era Pilsner Urquel alla spina. Non mi ricordo cosa abbia preso da mangiare mia figlia.
La cotoletta di maiale era chiaramente fritta nello strutto, perché era cotta uniforme e la panatura croccante senza segno di unto. La ho digerita senza troppi problemi, perché non era per niente unta.
Le patate le ho dovute mangiare lesse e basta, perché di olio non ce ne era segno in tutto il ristorante.

Le vetrine e l'insegna
Il bello di questo locale è che nessuno ti fa fretta. Mangi e rimani al tavolo a riposare, dopo le camminate su e giù per i colli della città.
Pure qui Marysia ha attaccato discorso con una signora che si era seduta al nostro tavolo. La signora aveva dei commerci in giro per l'Europa e parlava un Inglese molto chiaro. Non so perché ci avesse scambiati per Sudamericani, dire che si nota la differenza tra l'Italiano e lo Spagnolo! Comunque ha fatto i complimenti per l'Inglese di mia figlia.
Il conto era nella media, senza addebiti di voci dubbie. Il personale è molto gentile e professionale. La location è un po' ageé e minimalista, ma funzionale ed in stile con il quartiere.
Io direi che anche questo ristorante è approvato e possa essere consigliato.

L'indirizzo del locale:
Havelska Koruna
Havelska 23/501
110 00 Praga 1