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25 febbraio 2025

Birra Raffo

All'Iper di Vittuone
Incominciamo con una mia foto appoggiato ad un pallet di Birra Raffo.
La foto è stata scattata da mia figlia a metà Gennaio, all'Iper di Vittuone, durante una campagna basata sulla birra.
Nel post pubblicato a Novembre 2023, ho scritto che con l'arrivo della proprietà giapponese, si è incominciato a trovare la Birra Raffo un po' dappertutto.
In effetti prima la trovavi alla Coop e Dugan o da Sciura Maria Panzerotti. Nei supermercati dovevi avere fortuna, ne arrivava poca e la richiesta era tanta. Ora la trovi a bancali completi.
La scorsa primavera si è aggiunta anche la versione grezza, una lager non filtrata, che agli estimatori ha fatto storcere il naso. Quando la ho bevuta per la prima volta, mi è venuto da paragonarla alla classica, con le considerazioni più negative che ci possano essere. Se la confronti con altre birre con caratteristiche simili, si difende molto bene.
Da quando ero ragazzino è cambiata l'etichetta, in una più moderna come grafica, pur mantenendo i tratti originali. Adesso è chiara, con meno rossi.
L'abbiamo trovata in una pizzeria di Madrid e l'abbiamo vista in un supermercato Migros in Svizzera. Chissà se l'avvisteremo anche in qualche pub londinese o irlandese?



Post già pubblicati:
Bibliografia:
  • Per il post "Mangiare a ... Milano - Sciura Maria Panzerotti, clicca qui.

04 novembre 2023

La vera storia della Birra Raffo

In questo post voglio tentare di chiarire come i fondatori della Birra Raffo siano miei parenti, diciamo antenati perché si parla di quattro generazioni fa.
La birreria viene fondata nel 1919 dai fratelli Raffo, dicitura molto generica, ma che si presta a varie manipolazioni.
Chi erano i Fratelli Raffo? Erano cinque Stefano (il mio bisnonno), Nicola, Vitantonio, Giovanni ed uno, di cui mi sfugge il nome, morto nella Prima Guerra Mondiale. Stefano e Nicola morirono nel 1902, in un incidente di lavoro, nel tentativo di salvare tre operai. Quindi i fondatori della Birra erano solo due, Vitantonio e Giovanni.
Wikipedia riporta che il fondatore era solo Vitantonio, mentre nell'archivio Peroni salta fuori che i fondatori erano Vitantonio e Nicola (da morto?). Poco importa, quello che interessa a noi è che la birra sia di qualità.
Dopo uno stop nella Seconda Guerra Mondiale, nel 1946 riparte la produzione con al comando i fratelli Nicola (Nicolino) e Domenico (Minguccio) più, per un breve periodo il cugino Domenico (Gino) che era mio nonno, figlio di Stefano, che era stato adottato da Giovanni.
Ad eccezione di Nicolino, l'ultima proprietà Raffo li ho conosciuti tutti. Nella storia di famiglia Nicolino è ricordato per l'antipatia ed il caratteraccio, Minguccio per la tirchieria e mio nonno per l'affabilità eccessiva, che lo ha portato ad essere fregato dai primi due.
Qui inizia l'espansione sul mercato. Dopo aver stabilizzato il mercato pugliese, si espande prima in Basilicata e poi in Calabria.
Nel 1961 la famiglia Raffo la cede alla Birra Peroni che espande il mercato anche in Campania. Nel 2005 la Peroni viene venduta ai sudafricani della SAB Miller ed iniziano i primi timidi tentativi di espansione in Italia ed Europa.
Per evitare problemi con l'Antitrust Europea, nel 2016 la SAB Miller cede il gruppo Peroni ai giapponesi di Asahi che completano l'espansione sul mercato italiano.
Ora la Birra Raffo la trovi in tutti i supermercati, sia nella versione classica che nella nuova versione grezza. Vittorio, il figlio di mia cugina, la ha trovata in una pizzeria di Madrid!
Adesso capite perché a casa mia la birra è una religione?



Bibliografia:

10 ottobre 2019

Mistero risolto

Negli ultimi anni, con le cugine bolognesi di mio padre, ci eravamo chiesto più di una volta , che fine avesse fatto zia Lidia, moglie del fratello rettore di mio padre.
L'ultimo a vederla ero stato io, a metà Novembre del 2013. Visita a casa sua a Pavia, visita molto esistenzialista. Nonostante i suoi 97 anni si ricordava benissimo degli eventi di famiglia, sia nel bene che nel male. Con un unico problema, era sorda come una campana. Mi disse: "Giancarlo, urla che sono un po' sorda". Un poco sorda! Io direi un tanto sorda! Non ho urlato così tanto, neanche al corso Allievi Ufficiali, dopo un'ora ero completamente rauco.
Oggi tornando da Broni, ho fatto una piccola deviazione e sono andato al cimitero di Torre d'Isola (PV), a controllare la situazione. Questa azione di commando era in essere da molto tempo, ma non ho mai avuto tempo di attuarla.
Per fortuna mi ricordavo dove fossero i loculi, che ho trovato occupati tutti. Quindi la zia era morta senza che nessuno della famiglia del marito lo sapesse.
Questi loculi furono comprati, con grande scandalo, a metà degli anni '70, a scopo d'investimento. C'è chi si compra una casa e c'è chi si compra una tomba. I due fratelli centrali, come nascita, criticarono assai questo acquisto. Uno disse che il fratello si credeva Giulio II che si fece fare la tomba da Michelangelo, quando era ancora vivo. L'altro asserì che il rettorato durante la protesta studentesca del '68 gli aveva bruciato il cervello. Ma questi due erano i "benpensanti" della famiglia. Mio padre, che era molto più pratico, commentò che era un investimento un tantino originale, ma non da condannare. L'importante che venisse utile il più tardi possibile.
Ma ritorniamo a zia Lidia, donna sfortunata, ma di una cultura invidiabile. Non erano tante le donne che si siano laureate durante il ventennio. Non ricordo se in chimica o fisica, non importa. Mi pare che abbia insegnato anche all'università, durante il periodo ferrarese. 
Sfortunata negli affetti famigliari. Mio zio muore dopo alcuni anni di malattia nel 1980, Quasi contemporaneamente, viene scoperto un melanoma al figlio, che morirà tre anni dopo. Poi una malattia alle orecchie che la porterà alla già citata sordità.
Ora c'è da domandarsi dove sono finite le proprietà. La collezione di monete antiche di mio cugino, furono donate al Museo Poldi Pezzoli, nel 1985. La casa di Chiavari arrivava dal padre, quindi sarà andata ai figli del fratello. La casa di Pavia chissà a chi è andata. Tolto con me e mio fratello, non è che andasse troppo d'accordo con i nipoti da parte marito, quindi niente possibilità di eredità. Come del resto i manoscritti ed i diritti d'autore dei cinque libri per i corsi universitari scritti da mio zio. Sui diritti d'autore non c'è da scialare. Di questo tipo di libri se ne vendono poche copie, poi i diritti scadranno nel 2030. Penso anche, che siano pure superati, essendo stati scritti negli anni '60. L'unico interesse potevano essere i manoscritti.
Per me casa e manoscritti sono confluiti in una donazione all'Opera San Vincenzo. Dopo la morte del figlio c'era stata un avvicinamento progressivo alle attività della San Vincenzo. Partecipava alle attività sociali e benefiche della sezione di Pavia, accompagnando i malati a Lourdes o a Fatima.
Nell'albero genealogico di famiglia possiamo riempire la casella della data della sua morte, ricordandosi di portare un fiore ogni tanto.

Le tombe nel cimitero di Torre d'Isola

12 luglio 2019

Voyerismo al massimo livello

Questo post non lo ho potuto scrivere subito, non per altro per evitare che si potesse identificare le persone coinvolte. Quindi sarò molto sul generico, senza citare luoghi o situazioni che permettano di risalirci.
Qualche mese fa sono andato a vedere per una video sorveglianza in una villetta. La persona che mi accompagnava era contento di ciò. Finalmente un qualcosa di diverso da sistemi, dedicati ad evitare furti di mucche o cavalli, capre che si perdono o cova di uccelli rapaci.
Girando per casa la padrona di casa ci fa vedere i posti da controllare. una telecamera su, una destra, una in cantina, una in giardino ed una qua. Qua era una bella camera da letto in stile liberty!
Faccio notare alla signora che nei bagni, nei disimpegni, negli spogliatoi e nelle camere da letto non si potrebbero installare telecamere. Essendo questa una camera da letto, non si può. La signora ribatte che è la sua camera da letto. Le rispondo che non è importante di chi sia la camera da letto, è una camera da letto punto e basta!
Al che la signora ci spiega che il marito ama rivedere le sue prestazioni nel talamo e che  lei si è scocciata di avere tra i piedi la web camera ed il PC.
Il mio collega elettricista fa notare che in questa maniera si potrebbero scoprire anche le scappatelle del marito. La signora ridendo illustra il carattere alquanto pesante dell'uomo, commentando che un'eventuale amante non avrebbe, di sicuro, la pazienza che ha lei. Di sicuro il marito sarebbe stato mandato a cagare dopo il primo appuntamento con la sprovveduta.
Io parto dal principio che è mio dovere avvertire i cliente delle vigenti leggi e norme, ma se il cliente insiste e, soprattutto paga, gli fornisco quanto richiesto. Gli abbiamo fatto il preventivo, consigliando che la telecamera 7 sia di qualità migliore, con risoluzione più alta. 

21 aprile 2019

Buona Pasqua

Da pixabay.com

Oggi il post è dedicato agli auguri di Buona Pasqua. Con le notizie che arrivano dallo Sri Lanka non si può essere sicuri che sia proprio una Buona Pasqua, ma lo spettacolo deve andare avanti lo stesso!
Quest'anno è una Pasqua alta che, con l'aggiunta del 25 Aprile e del Primo Maggio, ci permette di fare un mega ponte di 12 giorni. Io ne approfitterò per per nascondermi in Polonia da mia moglie e completare i disegni del lavoro Eurospin, senza scassa balle tra i piedi.
Ieri sono andato con mia figlia a far benedire il cestino pasquale, come è usanza in Polonia. Ci siamo recati dai Francescani, che hanno la chiesa più vicina all'Isola. Sono gli unici che benedicono i cestini ad orari fissi, ora intera e mezz'ora. Nelle altre chiese il prete esce in base ai cestini arrivati.
Ormai è tempo di rispondere agli auguri ricevuti via mail, SMS e telefonate. La gente si alza la mattina di Pasqua, fa colazione e poi incomincia a mandare auguri a destra ed a manca. Io che sono un pigrone nato, aspetto e poi ringrazio. Quindi faccio gli auguri a tutti i lettori di questo blog, nato per scherzo, ma che collezionato 44.843 accessi dalla sua nascita.
Per festeggiare di nuovo la Santa Pasqua, dovremo aspettare il 12 Aprile 2020.

Da drogbaster.it

19 marzo 2019

Tanti auguri a tutti i papà!

Stasera due PIA mi hanno fatto gli auguri per la festa del papà. La femminuccia (ndr. 1,70 di altezza) mi ha fermato al solito banco ortofrutta dell'Eurospin, mentre il maschietto mi ha beccato nel settore non food e mi ha chiesto la ragione di tale ricorrenza.
A dir la verità questo argomento lo ho già trattato il 18 Marzo 2017, ma rinfreschiamo la memoria.
La festa ricorre il 19 Marzo, giorno di San Giuseppe, solo nel Sud dell'Europa ed in Sudamerica, Per fare un esempio di altre date, negli Stati Uniti ricorre nella terza Domenica di Giugno.
Sino alla revisione dei Patti Lateranensi, era una giornata festiva, come è ancora adesso nel Canton Ticino. E poi dicono che gli Svizzeri siano dei lavoratori!
Perché la festa del papà è proprio a San Giuseppe? San Giuseppe ha due giorni dedicati a lui, San Giuseppe uomo giusto (19 Marzo) e San Giuseppe lavoratore (1 Maggio). Nel 1871 La Chiesa Cattolica lo proclama santo protettore dei padri di famiglia e patrono della Chiesa Universale. Qualche anno dopo, il Papa Leone XIII motivava così:
In Giuseppe hanno i padri di famiglia il più sublime modello di paterna vigilanza e provvidenza; i coniugi un perfetto esemplare d’amore, concordia e fedeltà coniugale; i vergini un tipo e difensore insieme della integrità verginale. I nobili imparino da lui a conservare anche nella avversa fortuna la loro dignità e i ricchi intendano quali siano quei beni che è necessario desiderare. I proletari e gli operai e quanti in bassa fortuna debbono da lui apprender ciò che hanno da imitare
Quindi il comportamento tenuto da San Giuseppe, nella sua posizione di padre putativo di Gesù, gli è valso la nomina a protettore della figura dei padri.
Anche se l'ufficializzazione della ricorrenza risale agli inizi del XX secolo, in contrapposizione della festa della mamma, se ne hanno cenni già nel XI secolo. Si legge che nel 1030 dei monaci benedettini incominciarono a diffondere l'usanza. Nei secoli vi furono vari intervento di papi a sostegno della festa.
Una curiosità. Negli Stati Uniti fu necessario un decreto presidenziale per riconoscere la valenza nazionale della festa. Fu una gestazione di 56 anni, conclusasi nel 1966.
  

Bibliografia:

25 dicembre 2018

Buon Natale

Dal sito www.controcampus.it
Anche quest'anno siamo arrivati a festeggiare il Santo Natale. Ieri sera vi siete abbuffati ed avrete bevuto al cenone organizzato in famiglia o con gli amici. Di conseguenza vi siete appena alzati.
Qui ad Opole e' stato un cenone in sordina, con un piatto in meno a tavola, causa la morte di mia suocera avvenuta all'Immacolata.
A Torino gli altri parenti hanno organizzato il cenone con processione di mezzanotte, per mettere il Bambinetto nella mangiatoia del presepe. La tradizione continua, anche se di bambino piccolo e' rimasto solo Giorgio (2 anni), gli altri superano abbondantemente gli otto e Vittorio e' al secondo anno di università. Tutti invecchiamo, purtroppo!
Lasciando perdere tutto, Lettori miei, vicini e lontani, Vi auguro

Buon Natale

10 luglio 2018

L'Acchiappacolori

Questo e un argomento richiesto in Primavera, da una PIA femmina, l'unica ragazza nella banda del Carletto, che mi pare si chiami Federica.
La materia del contendere e che cosa sono quelli stracci che le mamme mettono in lavatrice per evitare che i vestiti cambino colore?
Non sapendone nulla, feci una ricerca, trovando la teoria sulla versione online di Focus, ed in un blog la ricetta su come farli in casa .
Per prima cosa un po' di storia. Nel 1995 la società irlandese Punch Industries lancia questo prodotto con il nome "Colour Catcher". Sono dei foglietti cellulosici impregnati con una sostanza, la cui formula ha un livello di segretezza seconda solo alla Coca Cola. In Italia sono commercializzati da Grey Flannel con il nome "Acchiappacolori". Ovviamente marchi registratissimi in tutto il mondo come anche il brevetto dell'impregnante.
Ora come funziona. Il foglietto non e altro che una calamita. La tintura rilasciata dai capi in lavaggio ha molecole carica negativa. L'impregnante, composto da sali basici, ha carica positiva. Quando il colore sciolto nell'acqua, passa vicino al foglietto, viene attirato e si fissa sullo stesso.
Ovviamente essendo una idea molto stupida e comune, nessuno ci ha mai pensato. Chi ci ha pensato, ora sta facendo dei bei soldi.
Sul blog "L'Emporio 21" ho trovato un suggerimento, sperimentato, su come farseli in casa. Il post parla di una maglietta in cotone da tagliare a dimensione dei foglietti originali, ma si può usare un qualunque straccio di cotone.
Gli ingredienti sono:
  • 1 maglietta vecchia in cotone bianco
  • 3 cucchiai di soda Solvay
  • 300 ml acqua caldissima
Sciogliete la soda Solvay nell'acqua calda, poi immergete i ritagli e lasciateli ad assorbire la soluzione. Tirateli su e strizzateli per benino. Non appena asciutti sono pronti all'uso. Sul blog trovate le foto dei risultati.

Nota ecologica. E' un prodotto abbastanza ecologico, i foglietti originali possono essere alienati nella carta, quelli clonati nell'indifferenziato. I prodotti chimici dell'impregnante originale o del clone non rilasciano agenti pericolosi per l'acqua.

Bibliografia:

08 luglio 2018

Con i pollici si può osare? 2

Poco più di due anni fa, difatti correva il 2 Luglio 2016, pubblicavo un post intitolato "Con i pollici si può osare?", ove davo una spiegazione per sommi  capi dell'evoluzione della televisione.
Adesso con l'inizio delle trasmissioni sperimentali in 4K/UHD, la definizione della data dello switch off (20 Giugno 2020) e delle manovre SKY/Mediaset per i canali sportivi, bisogna fare un'addenda a quel post.
Poi se arrivano telefonate come quella della nonna novantaseienne, che vuole lasciare in eredità ai bisnipoti un televisore moderno e decente, serve un sequel.
Nonostante che i televisori HEVC/H265 siano in vendita da fine Novembre 2016 ed il divieto di vendita di televisori con altri codec, il mercato si è incominciato a muoversi con i Mondiali di Russia.
Premettendo che i costruttori utilizzano gli acronimi tecnici per fregare i potenziali clienti, vediamo di spiegare l'arcano in cinque punti.

Smart TV
Ormai tutti i televisori sono sono Smart TV. In pratica serve solo per connettersi ai canali Internet come You  Tube, Netflix, Chili, Now, Infinity o RAI Play.
Serve una linea ADSL molto stabile, con almeno 7 Mbps di banda.
Dimensioni
Qui comanda la casa. Ormai i top di gamma dei vari costruttori si è stabilizzata sui 55", dimensione di relativa facilità di gestione in un salotto moderno. I televisori più grandi, 65" o 75", richiedono delle pareti di dimensioni molte importanti. Spesso e volentieri bisogna studiare l'arredamento sul televisore.
Come vedremo nel capitolo "Risoluzione", il divano non deve essere troppo vicino o troppo lontano. Poi se si aggiunge anche l'Home Theater...
La distanza media dal televisore lo si può calcolare con le seguenti formule.
  • HD > (pollici x 2,54) x 2,3
  • Full HD > (pollici x 2,54) x 1,5
  • Ultra HD < (pollici x 2,54) x 0,9
In linea di massima in cucina basta un 19" ed in camera da letto 22" o 24".

Tecnologia
Sul mercato trovi schermi LED o OLED. Con la discesa dei prezzi, comprerei direttamente un OLED per il salotto. Questa tecnologia ha dei colori più brillanti ed un nero assoluto molto profondo. Sembrerà strano, ma un signor nero ha un'influenza estrema sul calore dell'immagine.
Il televisore LED o LCD, è la stessa menata, è cromaticamente molto fedele con un'ottima luminosità.

Risoluzione
Qui bisogna stare molto attenti, per evitare costi inutili o fregature. In camera da letto basta un Full HD, che è l'ideale per diagonali medio piccole. El disotto dei 24" l'occhio umano non scorge alcuna differenza sulla risoluzione.
Per diagonali più grandi andrei direttamente ad un HDR, che qualcuno chiama 8K. Il 4K/UHD è uno standard destinato a sparire allo switch off. Quindi è meglio spendere qualche Euro in più subito. invece di buttare il TV in due anni. In un altro post tratterò l'argomento, solo il tempo d'informarmi e sforno il post.

Audio
Questo è il punto critico di un televisore moderno. Con la riduzione degli spessori, la qualità audio è scesa. La collaborazione con Dolby Laboratories e con i produttori di altoparlanti, hanno ridotte le criticità. E' meglio dotare il TV almeno di una soundbar, se il portafoglio permette un Home Theater sarebbe la miglior scelta.


Bibliografia:

18 marzo 2017

La festa del papà

Domani, per i paesi cattolici, ricorre la "Festa del Papà".
Ma perché ho scritto "Per i paesi cattolici"? Nei paesi cattolici questa ricorrenza viene associata al giorno di San Giuseppe, padre putativo di Gesù Cristo. Nei paesi Anglosassoni e nello specifico il continente americano questa festa è celebrata la terza domenica di Giugno.
Leggendo la pagina di Wikipedia ho scoperto che in origine era a metà Giugno, nel giorno del compleanno del padre della promulgatrice. La prima volta è stata il 19 Giugno 1910.
Comunque è una reiterazione di una festa che era già celebrata dagli antichi Babilonesi. La prima assoluta è 4.000  anni fa, quando un certo Elmesu scrisse su di una tavoletta d'argilla gli auguri al padre.
In passato, in Italia, era una festa civile, come del resto lo è ancora in Canton Ticino, con altri cantoni del sud ed alcune province spagnole.
In questa occasione Umberto Eco scriveva:
“Credo che si diventi quel che nostro padre ci ha insegnato nei tempi morti, mentre non si preoccupava di educarci. Ci si forma su scarti di saggezza”
In un sito ho trovato questa gif animata, molto carina.


Per chiudere, Buona Festa del Papà a tutti i papà ed ai nonni, che sono i papà dei papà.


Bibliografia:

04 marzo 2017

Bocconi fabbrica di falliti?

Aggiustiamo il tiro. Più che falliti bisognerebbe parlare di disadattati, che, tirati fuori dall'ambito dei loro studi, non sanno come organizzarsi e sopravvivere.
Negli ultimi tempi ho avuto a che fare con bocconiani, che oltre a sistemare televisori, My SKY e computer, ho dovuto spiegare come gestire una casa o fare la spesa.
Presi così tanto dal loro lavoro, non si sono mai interessati di nulla in casa. Quindi quando le mogli li abbandonano non sono in grado neanche di farsi un uovo in tegamino. Si va dal quarantenne che non sapeva come accendere il frigorifero, al cinquantenne che non aveva mai fatto un piatto di spaghetti al burro.
Il massimo è stato quello che è dovuto rientrare a Milano da Londra, causa brexit, dove aveva la colf indiana factotum, a cui ho dovuto spiegare come caricare lavastoviglie e lavatrice, spiegandogli che non poteva lavare colorati e bianco con la stessa macchinata. Dove portare  le camice a lavare. Che era meglio comprare dei precotti surgelati, che andare mane e sera al ristorante. Ed altre amenità simili.
Ho beccato pure quello abbandonato da moglie e dalla colf. Gli ho dovuto trovare la colf nuova.
Uno ha commentato, che alla Bocconi hanno corsi di ogni genere, ma non di sopravvivenza.
La cosa più divertente o tragica, secondo i punti di vista, è che un professore di questa università, mi ha confermato la situazione, aggiungendo degli altri parametri. Il maschio bocconiano che si separa o che deve abbassare il livello economico non è in grado di sopravvivere, come anche la femmina bocconiana che si sposa. La situazione migliora, se gli interessati sono di origine meridionale.
A sembra una situazione inverosimile, molto al limite, ma se vera c'è da preoccuparsi, non poco.

 

21 ottobre 2016

La Peloise Interdite.

Questa è un'altra trovata di mia cognata. Con due altri artisti hanno affittato un sottoscala di circa 30 mq, in zona Città Studi. Non è male, parecchio bohemieme, ma da mettere in po' in ordine perché era disabitato da tempo. Il padrone di casa ha provveduto allo sgombero della rumenta, ma non lo ha verniciato.
Prima di mettere i mobili bisogna dargli una buona verniciata, in special modo al pavimento. Richiesti dei preventivi per il lavoro, i tre artisti sono svenuti. Non so se gli imbianchini abbiano fatto i preventivi in maniera da non prendere il lavoro o perché sono dei ladri, ma il più onesto aveva chiesto € 2.500,00, ovviamente in nero. Si sa che gli artisti sono squattrinati, se no Puccini non avrebbe avuto la stura a comporre la Boheme. Allora l'unica soluzione era "San Giancarlo, pensaci tu!".
Per evitare problemi ho preso la Max Meyer, bianca super coprente, lavabile, antimuffa. Ci ho speso dietro € 87,40 + € 3,00 per il fondo e € 2,50 di stucco per le pareti. Per il pavimento vernice + fondo + attrezzatura € 151,74. Sino ad ora ci ho speso tre mattinate e c'è ne vorranno altrettante per finire, cioè 24 ore. Ad esser ladri contale a € 35,00/h, per un totale di € 840,00,
Costo finito €1.084,64. Ad arrivare al prezzo richiesto come si fa? La differenza che cosa è, la mancia? Tentate di spiegarlo voi!
posted from Bloggeroid

07 ottobre 2016

Ho una nipote figlia dei fiori?

 A fine Gennaio un guasto al bagno del 5° piano del palazzo, dove vive la famiglia di mio fratello, ha fatto danni sino al 2° piano. il guaio è che al 4° piano, proprio sotto il bagno, c'è la camera di mio nipote.
Lascio immaginare il disastro fatto dall'acqua. La colonna dove è alloggiata la braga da rintonacare, il cassone della tapparella andato fuori squadra e sei mesi per fare asciugare tutto.
A metà luglio ho dato mano alla colonna da gessare, rasavi da una parte e cadeva l'intonaco cadeva da un'altra parte. Mia cognata disperata che continuava a dire che non ci saremo mai riusciti a riparare tutto. Mio fratello che se fregava altamente, tanto è solo questione di tempo. Mia nipote che insisteva sul fatto che sarebbe stata la camera più bella di tutto l'appartamento.
A Settembre la scelta del colore dei muri. Una sera andiamo da Leroy Merlin a Carugate e ci facciamo dare la tavolozza dei colori. La nipotina incomincia guardare ad una ad una le tinte, ci pensa, ci ragiona, torna in dietro, ci ripensa e dopo tre quarti d'ora pontifica: "Acquamarina".
Ad Ottobre scelta colore per le porte e l'armadio. Torniamo da Leroy Merlin, ma questa volta c'è anche la madre. Le due ragazze, manco poco, si picchiano davanti alla tavolozza. Dopo un quarto d'ora, sentenziano: "Arancione".
Quando la camera sarà finita avremo tre colori. Soffitto colonna, rientranza ripiani, giro finestra, finestra e cassone : "Bianco".  Muri: "Acquamarina". Porte ed armadio: "Arancione".
E' un accostamento di colori abbastanza psichedelico, alla "Woodstock", forse anche alla "Hair", che si usava negli anni '70. Sapevo che le piaceva il rock, suonare la batteria e fare l'anticonformista, ma non potevo pensare ad una reminiscenza da figlia dei fiori.
Comunque sarà di sicuro la più accessoriata. Aria condizionata e tapparella elettrica, poche persone hanno una simile accoppiata. La tapparella la alzi senza neanche muoversi dal letto.
Completa tutto la mobilia in stile marina inglese del XIX secolo.


Adesso la madre, per non essere da meno, vuole fatto il bagno come un quadro di Piet Mondrian. Alla suocera di mio fratello verrà un infarto. Cinque anni fa le abbiano fatto trovare il salotto "Verde mela". Quattro anni fa l'ingresso "Bianco" e l'anticamera "Crema". Un duro colpo per lei, che aveva fatto fare i muri color "Mattone bruciato".
Penso che alla dolce età di 62 anni mi riciclerò come pittore, non so se con il senso imbianchino o artista. Per fare le camere come le vogliono loro, bisogna essere imbianchino ed artista allo stesso tempo. Un imbianchino certe cose non le fa! troppa perdita di tempo e pochi soldi.
Non appena finite le due opere, pubblicherò le foto.

20 settembre 2016

La nonna che doveva morire domani

Mia nonna materna (ndr. Nonna Pina), come molti della mia famiglia, era un'originale con delle idee ancora più  originali e molte volte balzane.
Rifiutava qualsiasi possibilità di innovazione perché,  diceva, il giorno dopo sarebbe morta. Ma perché  aveva questa convinzione? La storia racconta che, alla fine della seconda guerra mondiale, la moglie del console di occupazione inglese a Taranto, che si mormora fosse gitana, le lesse la mano, pontificando che sarebbe morta dopo gli 80 anni.  Notate bene "dopo  gli 80 anni", frase che dice tutto e dice niente. L'unica cosa sicura che sino ad 80 anni sarebbe campata. Poteva morire ad 80 anni + 1 giorno o a 95 anni, come poi è  avvenuto.
Per quindici anni ha rotto le balle a tutti, con la frase: "tanto domani muoio". Soffriva di cataratta bioculare,  ma per la ragione citata non si è  mai operata. Nonostante tutto, un filo nell'ago lo infilava al primo o al secondo colpo, viveva da sola, andava in giro con un bastoncino vezzoso, diceva per picchiare l'eventuale scippatore, più che per reale necessità.
Nella sua lunga vita ha visto due guerre mondiali, l'avvento e la caduta del Fascismo, la fine del regno d'Italia e la nascita della repubblica, il boom economico e la congiuntura, Tangentopoli e la sparizione della Democrazia Cristiana.
Ha visto pure l'Euro e qui c'è una storiella da raccontare. Un giorno diceva che l'Euro con i centesimi le avrebbe ricordato la Lira Imperiale. Il giorno dopo diceva che non avrebbe visto l'Euro perché  sarebbe morta prima. Un bel dì mia zia le disse, con fare scocciato: " Mamma deciditi,  crepi il 31 Dicembre  o il 1 Gennaio?"
Eravamo tanto abituati al "domani muoio", che non ci siamo accorti, che nell'ultima settimana di vita, non lo avesse mai detto. Come se avesse capito che era alla fine. Anche lei morì nel sonno, di una crisi cardiaca.

11 settembre 2016

Bollettino medico 2

Ieri sera non ho scritto niente perché  ero stravolto dalla stanchezza, fa ancora tanto caldo!
O' animalo sta molto meglio, mangia con appetito e sgambetta in cucina o sotto il tavolo. Due volte al giorno lotta greco romana per dargli le medicine, il Motilex non lo vuole proprio!
Domani devo chiamare il veterinario per sapere se continuare la cura per tutta la settimana o fermarmi.

09 settembre 2016

Bollettino medico

Per fortuna oggi sta meglio, la cura incomincia ad avere effetto. Ieri sera gli ho dato solo la ranitina, dato che la farmacia aveva finito il Motilex. Mentre la ranitina gli piace, il Motilex non lo vuole proprio. Stasera li ho miscelati, come ha detto il veterinario, ed è andata un po' meglio.
Come ho detto, ho messo della segatura in una bacinella e lo ho tenuto in camera con me. Ha continuato a lamentarsi sino alle 2.00, poi finalmente si è addormentato.
Stamane era discretamente intontito, ma con il passare delle ore ha preso vivacità ed ha incominciato passeggiare per la cucina. Ha ripreso a mangiare, non proprio di appetito, ma mangia.
Adesso è in braccio e tra uno sbadiglio e l'altro sta facendo dei discorsi nella sua lingua.
Sino a Lunedì cura e poi sentiremo il veterinario se proseguirla o fermarci. Domani sera altro bollettino medico.

08 settembre 2016

Povero Schizzo!

Pronto Soccorso
Oggi avevo l'appuntamento con il veterinario alle 11.30 per il pedicure ed il controllo dei denti, ma ho dovuto anticipare perché Schizzo nella notte ha incominciato a lamentarsi.
Per lo meno ci ho tentato. A causa di varie emergenze sono rimasto in anticamera sino alle 12.40. La migliore è stata una famiglia di conigli, padre, madre e sei cuccioli, con la cagarella. Una gatta di 12 anni con una zampa rotta. Una coppia di tartarughe giganti con asma o raffreddore.
Quando sono stato ammesso, gli hanno controllato i denti e gli hanno rifilato le unghie e poi lo hanno controllato tutto. Dato che si lamentava quando il veterinario lo toccava di fianco, si è propeso per una colica renale con una forte cistite. Un campione di urina è stato controllato al microscopio e messo in coltura.
Stamattina gli è stata fatta una iniezione di antidolorifico ed antibiotico. Stasera si è iniziata la terapia prescritta. Devo miscelare due medicinali in una siringa e spruzzarla in bocca. Per fortuna non ha fatto storie come al solito, anzi se lo è ciucciato da solo come da un biberon.
Adesso vediamo come reagisce alla terapia. Se entro due giorni non si ha un miglioramento, gli faranno una lastra per vedere che non ci siano anche dei calcoli.
Alle 18.00 ha rincominciato a lamentarsi, ma in quest'ora che lo ho tenuto in braccio, ha dormito tranquillo.
Stasera metto un po' di segatura in una bacinella e lo tengo in camera con me. 

07 settembre 2016

Morire d'indigestione

Questo potrà suonare strano per i ragazzini del XXI secolo, ma c'è un perché nel meridione degli anni '60. A quell'epoca c'era una fame nera e pochi si potevano permettere il pranzo di Pasqua.
La famiglia di mia madre è di Taranto, è quella della Birra Raffo, e nella mia gioventù sono vissuto là per periodi anche lunghi. L'ultimo legame con la terra di origine era un vecchietto di quasi 100 anni.
Zio Giovanni era il fratello del mio bisnonno, che quando questi morì in un incidente di lavoro, adottò mio nonno.
Su questa persona se ne possono raccontare tante, che fanno capire il caratterino. Era il giusto attore per interpretare Uncle Scrooge di Charles Dickens. Ne parliamo in qualche altro post.
Ritornando a zio Giovanni, proviamo a descriverlo. Abbiamo detto che era abbastanza tirato (ndr. tirchio), alto circa 1,65, magrolino, dispettoso e gli piaceva mangiare.
Correva la Pasqua 1966 ed al pranzo del Lunedì dell'Angelo il signore si fece la sua bella mangiata. Alla fine si alzo, salutò comunicando che andava a farsi una pennichella. Non era la prima volta, ma questa volta non si risvegliò.
A quei tempi c'era ancora il medico condotto e, a Taranto era il mitico Dott. Morelli, che arrivo alla chiamata di mio nonno. Al dottore non rimase che constatare il decesso del decano.
Il medico allontanandosi, si fermò sulla porta della camera e disse:
"Don Giovanni, che bella morte che avete fatto! Morire con la pancia piena!"
Io, ragazzino di 12 anni rimasi allibito, pensando che c'era un morto e lui pensava ad un pranzo. A posteri, ripensandoci, ho capito il senso della frase. Il corretto significato era l'invidia per il pranzo fatto, che non era affatto diffuso. 
Dato che è morto a 99 anni ed 8 mesi, si pensò che si fosse suicidato in questa maniera, per impedirci di festeggiare i suoi 100 anni.


03 settembre 2016

Perchè mi chiamo come mi chiamo?

Oggi è passato da casa mia un mio amico, che ha visto una mia carta d'identità risalente agli anni '70.
Su questa carta d'identità alla riga "nome" si legge:

Giancarlo Giorgio Antonio Maria

Ovviamente mi ha domandato da dove uscivano tutti questi nomi e sopratutto come mi firmavo.
Ovviamente era un documento anteriore alla riforma del diritto di famiglia, quindi mi ritrovavo tutti i nomi dell'atto di nascita.
A seguito della riforma ho inserito la virgola dopo il secondo nome diventando:

Giancarlo Giorgio, Antonio Maria

Quindi sui documenti leggi solo Giancarlo Giorgio e come tale mi firmo nei documenti ufficiali.
Ma perchè mi chiamo Giancarlo Giorgio Antonio Maria? E' il classico caso delle colpe dei genitori che ricadono sui figli!
Allora spieghiamo:

Giancarlo - Questo lo dobbiamo scindere in due, Giovanni e Carlo. I signori sono i miei bisnonni. Giovanni, a dir la verità, è un bisnonno adottivo, è il fratello del mio bisnonno. Stefano. Il mio bisnonno reale, morì nel 1902 per salvare due operai che si erano sentiti male in un pozzo nero. Così mio nonno fu adottato dallo zio Giovanni.
Carlo, il bisnonno Generale dei Carabinieri, reduce dalla disfatta di Caporetto. Secondo me un po' anarchico. Nonostante le Leggi Razziali, teneva una copia della Bibbia in bella vista sul comodino.

Giorgio - Mia madre mi voleva chiamare Giorgio. Come questo nome sia finito al secondo posto, la storia non lo riporta.

Antonio - La nonna materna mi voleva chiamare Antonio. Ci ha tentato invano con tutti i nipoti, ma ci è riuscita parzialmente solo con una cugina, che fa Antonella.

Maria - Eccetto mia nipote, ce l'abbiamo tutti in famiglia. Maschi e femmine senza distinzione.

Qui c'è un altro colpo di scena. Qual'è l'onomastico? San Giovanni (24 Giugno) o San Carlo (4 Novembre)? Siamo tutti fuori strada! Mia madre decise per Ognisanti (1 Novembre). Con tutti quei nomi era semplicemente logico così.
Adesso sapete tutti!

25 agosto 2016

Mia madre era una originale.

Questo post deriva da una provocazione di mia moglie. Due o tre sere fa, dopo la pubblicazione del post sul lavandaio cinese Oh Ke Kulo, si stava parlando di vari anedotti su di me o sulla mia famiglia.
Ad un certo punto si va a parlare di mia madre e racconto alcuni episodi su di lei. Quello su cosa è successo al ristorante La Parolaccia di Roma è un po' volgare, ma carino. Il frasario non è certo all'altezza di una signora di buona famiglia meridionale, ma il luogo ispira.
A fine serata mia moglie insisteva che non avrei mai pubblicato un post su quella serata. Ecco qua un riassunto.
Da premettere che mia madre era una donna casa e famiglia, elegante, che sapeva come districarsi in tutte le situazioni. Ma attento a non pestarle i piedi, non per altro per la tua sicurezza. Ti avrebbe sistemato usando il tuo stesso metodo o, nel caso specifico, la tua stessa verbalità.
Nel XX secolo a Roma c'erano due ristoranti molto in, Il Nazareno e la Parolaccia. Nel primo la caratteristica era che i camerieri erano vestiti come Gesù Cristo. Nel secondo la gente va, tuttora, per essere insultata, piuttosto volgarmente.
Correva il 1977, in autunno. Ero al corso allievi ufficiali alla Cecchignola. Una sera andiamo a mangiare in questo ristorante e ci prendiamo una bordata di insulti. La maggior dose la prendo io, perché ero in divisa.
Qualche giorno dopo ci ritorniamo invitati da un parente di mio padre, che abitava a Trastevere vicino al ristorante. Entrando il capo sala si rivolge a mia madre dicendo: " La puttanona di Milano è tornata a trovarci!". Mia madre senza fare una piega gli risponde: "La baldracca di tua madre come sta?". Al che tutta la sala scopiò a ridere. Da quel momento i camerieri si rivolsero a mia madre con molto rispetto. "Signora vuole un po' di vino?" o "Signora ripete di carne?". Che cosa dire? Normalmente era di un liguaggio molto forbito e non così "oxfordiano".
Si è ripetuta una dozzina di anni dopo. Stavo entrando in casa a termine da un viaggio in Estremo Oriente, quindi era metà Dicembre 1991. La trovo al telefono che sta snocciolando un dizionario degno di un camallo del Porto di Genova. Alla fine della jaculatoria, le chiedo con chi ce l'avesse. Mi racconta che erano alcuni giorni che telefonava un esibizionista, che le faceva profferte piccanti in maniera assai volgari. Al mattino era stata in Questura a chiedere consiglio su cosa fare. Il poliziotto prendendo la segnalazione, le consigliò di mostrarsi molto decisa, in caso di altre telefonate. Non penso proprio che intendesse decisa in questa maniera, ma il risultato fu ottimo. L'esibizionista non telefonò più!

Bibliografia:
Per il sito ufficiale del ristorante "La Parolaccia", clicca qui.
Per "La parolaccia" su Wikipedia, clicca qui.
Per "La parolaccia" su You Tube, clicca qui.