Visualizzazione post con etichetta Vacanze. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vacanze. Mostra tutti i post

31 dicembre 2023

Buon Anno - Incomincia il 2024

Anche quest'anno siamo arrivati al cenone di San Silvestro, è passato un'altro anno!
Il 2024 è un anno bisestile, è l'anno delle Olimpiadi di Parigi (dal 26/7 al 11/8), dei Campionati d'Europa in Germania (dal 14/6 al 14/7) e dei miei 70 anni (28/6).
Quindi come si può vedere un anno denso di eventi da tramandare.
Speriamo che sia un anno migliore degli ultimi, sprecialmente a livello climatico e sociale, ma non ci spero molto.
Avete comprato le lenticchie? Avete tirato fuori dalla canfora degli indumenti intimi rossi, che qualcuno vi ha regalato un Natale? Spero proprio di si se volete essere destinatari di soldi e fortuna.
In famiglia si seguiva una tradizione tipica di Taranto, 13 cibi diversi a tavola. Ora come ora non è più proponibile, manca il tempo per preparare tutto. Secondo alcuni cittadini, le 9 portate di Natale e le 13 di San Silvestro portassero felicità ed opulenza. Sarà, ma è una tradizione che riempie solo le casse dei negozianti.
Per non farla lunga, chiudo

Felice Anno Nuovo - Buon 2024



24 dicembre 2022

Buon Natale 2022

 
Anche quest'anno è arrivato Natale, santo e laico. Santo perché è il giorno in cui si celebra la nascita di Nostro Signore. Laico perché è un periodo assai consumistico ove si spende l'innenarrabile in cibo e regali., 
Per il blog è un Natale di ritorno alla normalità . I lettori si sono dimezzati, solo 17.000, calo dovuto al ridotto numero di post nuovi, mi manca il tempo, ed ai nuovi impegni dei lettori, che preferiscono andare in giro, che leggere le stronzate che scrivo.
Buon Anno a chi mi ha letto ed a chi mi leggerà in futuro, Il 2023 dovrebbe essere un anno favorevole al blog. Si dovrebbe superare quota 1.000 post, sempre tempo permettendo. Speriamo di arrivare anche ai 200.000 accessi.
Buon Natale a tutti!!!

07 gennaio 2022

Si torna in Italia

Purtroppo le vacanze natalizie sono finite e bisogna tornare in Italia.
Stamattina con mia figlia siamo andati a fare il tampone prescritto per rientrare. Avevamo l'appuntamento al laboratorio dell'ufficio d'igiene per le 10.15, ovviamente settore solventi. Perlomeno pensavamo che fosse così dato che i test li pagavamo, ma abbiamo scoperto che gli appuntamenti erano solo per i solventi. I pazienti con la prescrizione del medico arrivavano alla spicciolata e passavano davanti a tutti. Strasigh!!!
Altra cosa che abbiamo scoperto che, a chi si presentava con un documento polacco, il referto del test lo davano su di un foglietto precompilato, con scritto a mano "Negativo". A chi arrivava con un documento straniero, quindi solvibile, dopo mezz'ora veniva consegnato un referto scritto in due lingue, scritto a computer, con firma autografa. Se avevi lasciato la mail, dopo un'ora arrivava anche il Green Pass nel formato UE. La seconda lingua la potevi scegliere tra Inglese, Francese, Tedesco ed Italiano.
Adesso siamo nell'area sterile dell'aeroporto di Wroclaw, ad aspettare il volo per Bergamo, che è in ritardo, come al solito.
In Stazione Centrale ci ricupererà mio fratello, dato che a mezzanotte non ci sono più treni per Vittuone.

06 gennaio 2022

Buona Epifania

Anche quest'anno siamo arrivati alla fine delle feste natalizie.
Domani sera abbiamo l'aeroplano che ci riporterà in Italia. Tutti i documenti per il rientro sono pronti eccetto il tampone che faremo domani mattina alle 10,00.
Rimane solo da capire come andremo a casa, dato che Ryanair ha spostato il volo alle 20,15 e l'ultimo passante S6 è alle 23,30. In qualche maniera risolveremo.
Oggi ad Opole è una giornata di neve, non tanta, ma a fiocchi grossi. Stamattina c'era un pallido sole che è scomparso verso le 11,00, con l'arrivo di nuvole da Ovest. Verso le 14,00 ha incominciato a nevicare.
Oggi in Italia si dovrebbero smontare gli alberi di Natale, che erano stati montati all'Immacolata. Così si avvera il detto "L'Epifania tutte le feste porta via".

 
 
 

31 dicembre 2021

Buon Anno

Siamo arrivati al Capodanno, finisce un anno meno sventurato del 2020, ma pur sempre disastrato.
Ho scelto questa GIF perché ci ho trovato dentro una certa allegoria.
La lampada illumina la strada a cui guardano sorridenti i due pupazzi di neve. Dietro una casa con il camino acceso.
La speranza di un futuro più sicuro (la lampada) indica il nuovo anno (la strada), che padre e figlio si apprestano a percorrere fiduciosi (pupazzi di neve sorridenti). La casa con il camino acceso rappresenta un rifugio sicuro.
E' un po' tirata per il collo, ma a me dà questa sensazione.
Ognuno può tirarci fuori quel che vuole, l'importante che sia qualcosa di positivo, di buon augurio.
Quindi divertitevi rispettando le nuove regole anti covid, che il governo ha varato in questi giorni.

30 dicembre 2021

I ponti del 2022


Non è ancora finito il 2021, che già sto pensando ai possibili ponti nell'anno in arrivo.
Lasciando perdere Gennaio, già analizzato lo scorso Natale, vediamo subito che è un anno sul tirchietto andante, nun c'è stà molto da grattare.
Ad Aprile abbiamo solo il Week end lungo del 25, che capita di Lunedì. Il 1 Maggio capita di Domenica, quindi si può fare qualcosa, solo se abbiamo dei giorni di ferie vecchie da consumare.
Ci va meglio a Giugno. con un giorno di ferie facciano un ponte di quattro giorni, dal 2 al 4.
A Ferragosto c'è un ponte lungo, ma i più sono in ferie.,
A Novembre altri quattro giorni a casa. Prendendo un giorno di ferie si passa dal 29 Ottobre al 1 Novembre.
All'Immacolata ci va meglio. Cadendo di Giovedì, con il solito giorno di ferie, abbiamo libero dal 8 all'11. A Milano aggiungiamo Sant'Ambrogio (7/12). A Bari aggiungiamo San Nicola (6/12), ma dobbiamo usare un altro giorno di ferie.
Natale cade di Domenica, quindi è un ponte lungo.
Vediamo cosa si può fare a Capodanno. San Silvestro cade di Sabato e l'Epifania di Venerdì. Con 4 giorni di ferie ci facciamo nove giorni. Se covid permette potremmo andare a festeggiare al caldo, alle Canarie.

25 dicembre 2021

Buon Natale

 

Buon Natale a tutti i lettori che hanno avuto il coraggio di leggere i miei post nell'anno 2021.
Sono stati circa 30.000, non essendo un blog dei Ferragnez, è un piccolo successo che mi gratifica molto.
La GIF vuole essere un invito, ad non esagerare troppo con i bagordi, nel cenone in famiglia (ieri sera) ed il pranzo con gli amici (oggi). Per smaltire i chili presi ci vorrà tutto l'anno prossimo.
Sperando in un futuro migliore...
Buon Natale ancora!
Giancarlo


20 dicembre 2021

Aeroporto Katowice

Esterno Terminal C - voli Shengen

In queste vacanze natalizie voglio tirare fuori dal cassetto varie idee, che giaciono in fondo nel posto più buio e dimenticato.
Partiamo dal filone aeroporti visitati. Dei post veloci, con la descrizione del posto, come arrivarci o andare via e cosa fare aspettando l'imbarco.
Il primo aeroporto analizzato è quello di Katowice, dove siamo sbarcati ieri pomeriggio.
Come la stramaggioranza degli aeroporti polacchi, è di origine militare ed ad una certa distanza dai centri abitati. Difatti siamo a 40 km da Katowice e 49 da Gliwice.
Quando lo frequentavo io, nel 1998, c'era solo il Terminal A, una pista e due voli alla settimana diretti per Torino. Per venire in Italia dovero cambiare a Monaco o a Varsavia, con costi non indifferenti.
Da questo aeroporto si vola civile dal 1966 e, con i suoi quasi 5.000.000 di passeggeri, è il terzo aeroporto della Polonia.
Interno del Terminal C
L'installazione è posta su di un altopiano a 303 m slm, nelle vicinanze del villaggio di Pyrzowice e, ufficialmente, consta di una pista di 2800 m, larga 60 m realizzata in calcestruzzo. Ho scritto ufficialmente, perché dalle foto Google Maps si vede una seconda pista in asfalto. Nei programmi sulle infrastrutture per gli Europei del 2012, era previsto il Terminal C e la seconda pista, ma di quest'ultima non si trova alcuna informazione.
Il Terminal A è dedicato agli arrivi ed alle partenze dei voli non Shengen. Il Terminal B, dedicato alle partenze Shengen, ha una discretata accoglienza ai passeggeri con ristoranti e caffetterie. Al Terminal C arrivi con i voli Shengen e trovi i box degli autonoleggi.
Per andare o venire dall'aeroporto, oltre ai taxi ed al rent a car, si possono usare i pullman, con i biglietti venduti dalle compagnie aeree, o autobus di linea che, ogni ora, ti portano alla stazione ferroviaria di Katowice o Gliwice ed in centro a Tychy. C'è anche un pullman che ti porta all'aeroporto di Ostrava (Repubblica Ceca). Sul piazzale del Terminal C, si trovano anche dei minibus di agenzie di viaggio o alberghi, che ti portano a Cracovia.

Il logo dell'aeroporto



Bibliografia:


 

 

 

 

 

 

31 dicembre 2018

Arriva il 2019

Anche quest'anno siamo arrivati al Capodanno! Sperando che l'anno nuovo arrivi portando qualcosa di meglio, rispetto all'anno che se ne va.
Lo so che siete già con le gambe sotto il tavolo o che state dando gli ultimi ritocchi al tavolo, aspettando gli invitati per il cenone, ritardatari persi.
Il Capodanno, festività pagana da far risalire niente popò di meno, Toto mi perdoni se lo scritto in maniera errata, ai Babilonesi, sarebbe il 1 Gennaio e non la sera del 31, come molti pensano. Questa sera e' solo la vigilia ed e' demandata all'abbuffata e/o sbornia.
Per il cenone della vigilia, ogni campanile ha la sia propria tradizione, ma tutti hanno in comune le lenticchie. Un saggio detto popolare recita:
“Chi mangia lenticchie l’ultimo dell’anno, avrà fortuna e tanti soldi tutto l’anno”
L'importante che sia un discreto quantitativo e poi ci attacchi cosa vuoi. Che sia stinco al forno o zampone o cotechino non importa. Io preferisco il cotechino di qualsiasi provenienza. Mia madre usava il fresco di Coconato o di Peck (nota salumeria del centro di Milano). Io uso il precotto di Modena, perché e' più facile da trovare ed e' più veloce da cuocere.
Un'altra tradizione che rispetto, non tradendo le mie origini di Taranto, sono le tredici cose a tavola. Contando vino e spumante, ne rimangono undici. Quindi via con un tartinaggio selvaggio, bruschetta, affettati misti con formaggi al coltello, un bel piatto di spaghetti, cotechino e lenticchie e dolce.
A mezzanotte il brindisi e...

Buon Anno a tutti voi!!!


13 ottobre 2018

La tecnologia di un trolley

Giovedì ho citato un articolo del mensile di Altroconsumo, a riguardo delle dimensioni dei bagagli accettati dalle compagnie aeree. Ma l'articolo, essendo una guida all'acquisto, aveva anche altri argomenti, tra cui le rotelle.
Dall'alto delle filosofia che l'importante è che funzioni, non mi sono mai posto il problema sul perché certi trolley hanno due rotelle fisse o da quattro ad otto ruote pivotanti. Andiamo a scoprire l'arcano.
  • Due ruote fisse
Sono di diametro più grande e possono girare solo sul mozzo. La valigia va dritta anche sul terreno accidentato. Il diametro maggiore permette di superare dislivelli più alti. Devi tirare la valigia obliqua, spingerla è più difficoltoso. Adatte per i marciapiedi di Roma ed Opole.
  • Quattro ruote pivotanti
Le rotelle hanno un diametro più piccolo, quindi un minimo dislivello blocca la valigia. Però la valigia può essere spinta o tirata tenendola verticale. E' l'ideale per lunghi percorsi da fare anche in velocità. Il neo è che bisogna prestare attenzione che non si fermi sporco tra la forchetta e la ruota o sullo snodo, pena il blocco del sistema.
  • Otto ruote pivotanti
Le valige sono provviste di quatto ruote gemellate. Vanno benissimo sui pavimenti lisci degli aeroporti, Sono più stabili, ma soffrono degli stessi problemi delle valige con quattro ruote. il maggiore ingombro delle ruote riducono il volume utile della valigia.

Attenzione va posta anche al manico retraibile . Prima di acquistare la valigia, bisogna controllare che la lunghezza sia adatta alla propria altezza. Se il manico è corto c'è il rischio che la valigia colpisca il tallone. Se è troppo lungo il trolley viaggia troppo inclinato e, nel caso delle ruote pivotanti, c'è il rischio che la struttura della ruota strisci per terra. Controllate anche che il manico telescopico rientri facilmente senza incepparsi.
In chiusura rimane di augurare un buon acquisto, ma non chiedetemi consigli sulle marche.

11 ottobre 2018

Viaggeremo senza valigie?

Ieri mi è arrivata una mail da Wizz Air che comunicava la nuova politica dei bagagli. In pratica si sono allineati alla politica Ryanair. Quindi dal 1° Novembre siete obbligati a comprare un biglietto Priority.
Con l'aiuto di un articolo di Altroconsumo vediamo di mettere un po' d'ordine nelle misure permesse dalle principali compagnie aeree.
Le misure sono in centimetri.
  • 55x35x25 > Alitalia > Air France > KLM 
  • 55x38x20 > Fly Emirates
  • 55x40x20 > Vueling > Ryanair * > TAP
  • 55x40x23 > Lufthansa > Norvegian > Turkish > Wizz Air *
  • 56x36x23 > American Airlines > China Airlines > Quantas
  • 56x45x25 > Easy Jet > British > Siberia
* Solo con Priority

Per il bagaglio a mano per oggetti personali la situazione peggiora. La IATA dice genericamente, che deve stare sotto il posto anteriore, Ryanair 30x20x20, Wizz Air 40x30x20, Easy Jet non la permette.
Ci sono compagnie, di cui taccio il nome, che fanno una distinzione sessista. Per le donne una borsa di media dimensione, per gli uomini una diplomatica.
Un consiglio per chiudere. Quando comprate un biglietto informatevi bene sulla politica bagagli. Non per altro per evitare penali in aeroporto.

Wizzair
Lo schema allegato alla mail Wizz

02 ottobre 2018

Mangiare a... Praga - Havelska Koruna

Una delle sale interne
Questo è il ristorante dove siamo andati a mangiare il Mercoledì. Mia figlia ci era già andata con le professoresse accompagnatrici il primo giorno a Praga.
In effetti è un self service con cucina tipica ceca. Il ristorante è composto da due locali arredati stile birreria della vecchia Germania Est e da un patio, ricavato da un piccolo cortile interno.
L'organizzazione del self mi ha fatto pensare al ristorante di IKEA, più in piccolo.
A me è piaciuto il sistema della gestione del conto. All'ingresso una cameriera ben piazzata ti mette in mano un modulo formato A5, che devi consegnare ogni volta che prendi un qualcosa. L'incaricato te lo restituisce insieme al piatto desiderato, dopo aver scarabocchiato qualcosa. Uscendo dal ristorante passi dalla cassiera, che dopo aver interpretato gli scarabocchi, ti fa il conto.

La coda dei clienti
A causa della mia nota idiosincrasia con il pollo, non mi sono arrischiato con piatti di contenuto ignoto e mi sono orientato su una classica schnitzel (cotoletta) con patate lesse. Pure qui la birra era Pilsner Urquel alla spina. Non mi ricordo cosa abbia preso da mangiare mia figlia.
La cotoletta di maiale era chiaramente fritta nello strutto, perché era cotta uniforme e la panatura croccante senza segno di unto. La ho digerita senza troppi problemi, perché non era per niente unta.
Le patate le ho dovute mangiare lesse e basta, perché di olio non ce ne era segno in tutto il ristorante.

Le vetrine e l'insegna
Il bello di questo locale è che nessuno ti fa fretta. Mangi e rimani al tavolo a riposare, dopo le camminate su e giù per i colli della città.
Pure qui Marysia ha attaccato discorso con una signora che si era seduta al nostro tavolo. La signora aveva dei commerci in giro per l'Europa e parlava un Inglese molto chiaro. Non so perché ci avesse scambiati per Sudamericani, dire che si nota la differenza tra l'Italiano e lo Spagnolo! Comunque ha fatto i complimenti per l'Inglese di mia figlia.
Il conto era nella media, senza addebiti di voci dubbie. Il personale è molto gentile e professionale. La location è un po' ageé e minimalista, ma funzionale ed in stile con il quartiere.
Io direi che anche questo ristorante è approvato e possa essere consigliato.

L'indirizzo del locale:
Havelska Koruna
Havelska 23/501
110 00 Praga 1

27 settembre 2018

Mangiare a... Praga - 3+3+3

La sala principale
Il pranzo era uno dei momenti di libertà in questa gita. Con mia figlia ne approfittavano per vedere qualche altro posto e fare una inchiesta di mercato sui ristoranti.
A dir la verità ero un po' prevenuto sui ristoranti cechi, tutti mi avevano detto che i prezzi erano a buon mercato, ma che si mangiasse schifosamente male. Ho scoperto che alla fin fine era tutto all'incontrario. Prezzi  italiani e qualità non eccelsa, ma mangiabile.
Il Martedì eravamo a Mala Strana, nei dintorni del ponte Carlo, nella zona che si dice essere infestata da dei fantasmi, tra il guardare le vetrine e tentare di vedere una chiesa, ci siamo letti menù e prezzi di alcuni ristoranti del quartiere. Alla quarta lumata abbiamo deciso di entrare nel ristorante chiamato 3+3+3, che era anche abbastanza affollato.
Il ristorante è composto di due sale una all'ingresso, ove vi è anche il bancone del bar ed una interna. Non ci sono tanti  tavolini e sono quasi tutti da due posti. Noi ci siamo seduti nella prima sala in un tavolino centrale ed abbiamo iniziato subito le consultazioni su cosa ordinare.
La scelta è caduta su di un piatto unico di filetto di manzo cotto come lo facciamo in Italia per i bolliti misti, in una crema di panna, cipolle e funghi, con contorno di knedliki.
Comunque nel menù vi erano anche altri piatti abbordabili dai palati italiani, quasi tutti a base di carne. Ottima varietà di zuppe, salsicce e stinchi di maiale.
La birra alla spina era bionda di Pilsner Urquell, in bottiglia si possono trovare anche altre marche.

Il pupazzo all'ingresso
Intanto che mangiavamo, al tavolino alla nostra sinistra, si sono sedute due ragazze sulla trentina, che hanno cominciato a consultare il menù, bofonchiando qualcosa in americano e guardarci nel piatto. Ad un certo punto quella dal lato di Marysia ha detto ad alta voce che bisognava scoprire il nome del nostro piatto che sembrava invitante. Al che Marysia si intromette e indica loro il piatto sulla lista.
Iniziamo a chiacchierare con le due tipe, scoprendo che la bruna arrivava da Washington e la bionda da San Francisco.

Per chiudere sul ristorante, lo consiglierei con alcune raccomandazioni. Su Trip Advisor ci sono recensioni che non condivido sulla qualità dei piatti offerti, ma concordo sui commenti fatti a riguardo della proprietà e dei conti. 
I proprietari sono due, uno in cucina ed uno che serve. Quello che è in sala è un po' antipaticuccio, sembra quasi che ti faccia un piacere a servirti. Mentre stai consultando il menù, continua a venire chiedendo di ordinare. All'ingresso ed all'uscita neanche uno straccio di saluto.
Sul conto c'è una maggiorazione del 15% con la dicitura "Our suggestion". Il tipo ne ci ha consigliato, ne ci parlato. Suggerimento di che? Per me è una sorta di mancia obbligata, che viene aggiunta d'ufficio, dato che è fuori dal conteggio dell'IVA.
Pure qui come in altri ristoranti il pane è considerato un contorno.


Indirizzo del locale:

Restaurace 3+3+3
Tomasska 14
Praga 1

25 settembre 2018

Praga - Il Ponte di Carlo

Questo post lo volevo intitolare: "Il Ponte Carlo, incrocio tra magia e legenda" e lo pubblico nella settimana successiva al viaggio a Praga.
Perché  questo ritardo? Mi sono dovuto informare per bene, data l'importanza storica del sito.

Un acquerello trovato in Internet

Il ponte unisce la Città Vecchia con Mala Strana, attraversando la Moldava in un tratto dove il fiume è largo 500 metri e andò a sostituire il Ponte di Giuditta, distrutto nel 1342, a seguito di una disastrosa alluvione.
Il ponte non si è chiamato così sin dalla sua costruzione, ma ha preso questa la denominazione (Karlův most) nel 1870, su suggerimento di uno scrittore boemo che trasformo il Ponte di Pietra in Ponte di Carlo.
La costruzione del ponte iniziata nel 1357 su commessa del Re Carlo  IV di Boemia, Imperatore del Sacro Romano, allo stesso  architetto che aveva curato la costruzione della Cattedrale di San Vito e del Castello di Praga, è cosparsa da una pleiade di leggende e maledizioni.

Il primo legame magico sono i numeri della posa della prima pietra.
Carlo IV pose la prima pietra alle 5,31 del mattino del 9 Luglio 1357. L'ora e la data non furono scelte per caso. Se noi scriviamo i numeri nel seguente modo: 1 3 5 7 (anno) 9 (giorno) 7 (mese) 5 3 1 (ora), otteniamo una scala crescente ed una decrescente, con il numero 9 al vertice. Le scale sono di numeri primi dispari, il 9 può essere la somma delle cifre componenti l'orario della posa, ma anche il quadrato del 3, numero indicante la Trinità.
Un altra leggenda giustifica la solidità del ponte. Carlo IV richiese a tutti i villaggi di raccogliere ed inviare a Praga tutto l'albume che potessero raccogliere. L'albume doveva servire a rinforzare la malta usata per cementare le pietre di arenaria con cui è costruito il ponte.
Si narra anche, che un villaggio inviò uova sode, per paura che le uova si potessero rompere durante il trasporto.

Marysia segue le leggende, non si sa mai!








Ma vediamo qualche leggenda che ha effetto sul turismo moderno. Andando verso Mala Strana, sulla spalletta destra, circa a metà del ponte, c'è la statua di San Giovanni Neponuceno. Il santo è stato fatto uccidere da Venceslao IV, smembrato e buttato nel fiume. Tutto ciò a causa del rifiuto del santo di rivelare quanto saputo in confessione dalla regina Sofia. Nel punto del ponte da dove fu buttato il corpo del santo, fu posta una croce con cinque stelle. Ognuna aveva incisa una lettera della parola "Tacet" (tacque). Se tu tocchi le stelle con le dita di una mano ed esprimi un desiderio, questi si dovrebbe realizzare.
Sempre con questa statua puoi avere anche altri benefici. Se tocchi il cane, che è sulla parte sinistra del basamento, prima o poi tornerai a Praga. Invece se tocchi il bambino sulla parte destra, avrai  dieci anni fortunati.
Ci provo pure io
Chiudiamo con i Vodink, i folletti verdi che vivono nelle acque della Moldava. La leggenda narra che vadano in giro a carpire le anime dei suicidi, per chiuderle in grossi pentoloni posti sul fondo del fiume.
Ma sono anche incazzosi. Uno di questi folletti arrabbiato con un carrettiere, reo di aver sporcato l'acqua del fiume con le ruote del suo carro, Ha aspettato che i cavalli si fermassero per abbeverarsi, per portare via l'anima dell'uomo e chiuderla per sempre nel suo pentolone.
Alla notte, quando l'ultimo turista se ne andato via, sembra che le statue si muovano, che parlino, che si mettano comode. C'è chi sostiene che, quando sull’isola di Kampa (isola sita nel cuore della Moldava, nel centro di Praga) nasce un bambino, si animino per festeggiarlo e proteggerlo.



20 settembre 2018

Praga - Il rientro a casa

Così siamo arrivati al Giovedì, giorno del ritorno in Italia, ma è anche il giorno in cui si tirano le somme del viaggio, sia nel bene che nel male.
Il maggior contro è legato alla defaillance dell'app Ryanair. Non funzionando più si è creata la necessità di stampare la carta d'imbarco.
Sembra strano, ma negli alberghi di Praga non ci sono stampanti o, perlomeno, lo fanno credere. Anche degli altri signori, ospitati in un albergo del centro, hanno avuto lo stesso problema.
Ieri ho sbattuto via mezzo pomeriggio, cercando inutilmente un Internet Caffè o copisteria, scoprendo che fuori dei luoghi turistici nessuno parla Inglese e che gli indigeni sono pure assai maleducati. In una show room T-Mobile sono stato pure mandato a fan culo. Poi dicono di noi Italiani!!!
Per fortuna i pro sono tantissimi. La città è molto bella, ben tenuta, turisticamente molto interessante. Qui vedi che la storia ha una vita legata alla diversità dei popoli. Già a Cracovia mi ero reso conto che la civiltà mitteleuropea è diversa da la nostra mediterranea. Anche se gli Austro-Ungarici sono stati anche nel Nord Italia.
La navetta Ryanair è stata perfetta. All'andata sono stato coinvolto nel ritardo del volo da Londra, ma stamattina era davanti all'albergo alle 7,40 ad aspettarmi. E' un funzionamento molto semplice. Aggruppano 6 passeggeri che arrivano con lo stesso volo o con più voli che arrivino nell'arco di 15 minuti e poi li distribuiscono nei vari alberghi. Alla partenza fanno lo stesso raccogliendo i 6 passeggeri ai loro alberghi.
L'albergo è poco più di un bed & breakfast, pulito e relativamente tranquillo. A Cracovia avevano il tram che passava sotto la finestra, Qui c'erano i treni che passavano in velocità al di là del campo sportivo.
L'albergo è situato all'interno del centro sportivo dello Slavia Praga, che, con lo Sparta Praga, è una delle squadre calcistiche della città. In origine era il residence per i calciatori in ritiro.
La colazione era a buffet con poca varietà, ma abbondante. La cena era di catering che mi ha creato qualche problema quando è arrivato solo pollo.
Qui ho visto finalmente un Wi-Fi mesh che funzionasse realmente. Sono riuscito a telefonare a mia moglie con il VoIP, quindi gratis senza pagare.
Un altro pro è stato il clima. Si partiva a mattino con un certo freschetto e si andava verso il caldo, ma con un leggero venticello, che non dispiaceva, che toglieva l'umidità.
 


< Il Duty Free al T"/C



Il tarmac del terminal 2 >




Vi chiederete come è finito con la carta d'imbarco. Arrivato all'aeroporto, mi sono diretto alla Ryanair, dove mi hanno dirottato ai banchi del check in, dove ho trovato altre persone con lo stesso problema. Mi hanno chiesto un documento ed il numero di prenotazione. Mi hanno stampato la carta e taggato il trolley.






19 settembre 2018

Praga - Il terzo giorno

Il monumento a Franz Kafka
Siamo arrivati al giorno che chiude la gita a Praga. Nel pomeriggio la scolaresca è ripartita per Opole e domani mattina prenderò il volo che mi riporta in Italia.
La mattinata è passata andando in giro per la città vecchia a vedere le ultime cose e salire sulla Torre dell'Orologio.
Prima fermata Il monumento a Kafka, di fronte alla Sinagoga Spagnola. Poi siamo saliti sulla Torre dell'Orologio, per vedere i tetti di Praga.
Per Torre dell'Orologio si intende la torre dove è stato costruito l'orologio astronomico di Hanuš di Růže. E' alta 69 metri e si sale a piedi o con due ascensori. Salendo a piedi ci si imbatte in una idea molto carina ed intelligente. Gli ultimi quattro metri della salita si fanno passando su di una scala a chiocciola. Per evitare che i turisti in discesa possano bloccarsi a causa di chi sale, hanno fatto un senso unico alternato, regolato da un semaforo. con il verde la scala è tua, con il rosso devi aspettare il tuo turno.
La chiesa di Santa Maria di Tyn
La vista dalla balconata, che è a circa 60 metri dalla piazza, è molto bohemieme, sembrano le soffitte di Parigi viste da Notre Dame.

Staroměstské náměstí dalla torre








I tetti della Città Vecchia





Rimessi i piedi a terra, c'è stato un piccolo briefing per la gara tra le due classi che in due ore si dovevano procurare quante più informazioni possibili sulla città. Dato che mia figlia non faceva capo a nessuno delle due classi, è stata messa in libertà sino alle 15,00.
Ne abbiamo approfittato per vedere ancora qualche cosa, comprare i magnetini ricordo e mangiare.
Dopo mangiato siamo andati a fare un giro al mercato di Havelska e visitare i cortili della Città Vecchia.
Alle 15,10 gli studenti, Marysia e le quattro Professoresse sono partite per Opole, seguendo l'ombrellino grigio della guida.

La Sinagoga Spagnola

Chiesa dello Spirito Sant
Il mercato di Havelska
L'ingresso di un cortile di Praga






















Dopo la partenza, mi sono diretto al cippo in ricordo di Jan Palach, lo studente che si diede fuoco per protestare contro l'invasione russa, che chiuse la Primavera di Praga.

Il cippo in memoria di Jan Palach e Jan Zajic
Il resto del pomeriggio lo ho sbattuto via a cercare di risolvere il problema del boarding pass Ryanair.
In serata sono tornato in centro per andare a mangiarmi un piatto di prosciutto di Praga e vedere i Palazzi che Ballano.

Vista dalla strada
Vista da fiume


18 settembre 2018

Praga - Il secondo giorno

L'ingresso del castello
La seconda giornata è stata dedicata alla visita del quartiere di Mala Strana e del castello. Giornata piena e di corsa. Qui le guide si spostano a passo di maratona per soffermarsi di più nei vari luoghi, ma per starci dietro devi essere allenato assai.
La guida arrivata dalla Polonia ci lasciati in mano di uno specialista di questa parte di Praga. Io e mia figlia abbiamo affibbiato un sopranome al tipo, lo chiamavamo "Lo zoppetto", a causa di ferite alle gambe e relativo bastone.
Ma che cosa gli era successo? Era un infortunio sul lavoro. Qualche tempo fa stava accompagnando un gruppo di Polacchi in un luogo fuori Praga. L'autista del pullman non ha visto un TIR e ci è finito addosso. Così la guida si è ritrovata all'ospedale. Ci ha raccontato anche, che si era trasferito a Praga, per seguire la fidanzata di allora, che dopo un po' lo ha piantato. Tipico, no?
Tra le 10,00 e le 13,30 ci ha portato in giro per la collina di Praga dove è il quartiere di Mala Strana, dal castello sino al ponte Carlo, passando dalla casa di Frank Kafka.

La sala dei banchetti
Non posso fare un gran riassunto, perché a mala pena ho capito la metà di quello che ha detto. Anche se parlava un Polacco molto semplice e chiaro, io non sono in grado di stare dietro ad un discorso. Ogni tanto Marysia traduceva.
L'ingresso al castello è regolamentato per ragioni di sicurezza. Prima della biglietteria si deve passare al metal detector come in aeroporto. Via tutte le monete, borse, macchine fotografiche e cinture, che vengono passate ai raggi X. A me hanno fatto togliere anche le scarpe.
In biglietteria mi sono ritrovato con un ticket "Insegnanti". Ho chiesto il perché al tipo, che mi risposto di lasciar perdere. Ho ribadito: "Insegnante di che?" La risposta è stata: "Di Italiano, naturalmente!". Speriamo che Pani Joanna non si incazzi che le porto via il lavoro, nelle gite!
Nella Galleria d'arte non siamo entrati e siamo andati subito al Duomo, alla Cattedrale di San Vito. E' una chiesa a tre navate con abside in Neo Gotico, realizzata in circa 600 anni di lavoro. Qui viene conservata la testa di San Luca Evangelista ed è luogo di incoronazione e sepoltura di una quindicina di re boemi.

Il gruppo nella Basilica di San Giorgio

Di qui siamo passati alla Basilica di San Giorgio, chiesa abbaziale dell'omonimo convento. Essendo stata costruita nel X secolo è la chiesa più vecchia nell'area del castello. Alla chiesa originale in stile romanico, furono fatte delle aggiunte i stile gotico, per ripristinare le parti andate distrutte a seguito di assedi ed incendi. Nel XVII secolo fu realizzata la facciata in stile barocco. Qui riposano le spoglie di Santa Ludmilla di Boemia.

< Il rosone della facciata della Cattedrale visto dalla navata centrale

Il rosone della facciata della Cattedrale visto dall'esterno >




< Il fianco destro della Cattedrale con la torre campanaria







 La navata centrale della Cattedrale e l'abside con la vetrata >
< L'organo a canne della Cattedrale










Il Vicolo d'oro
Per uscire dal Castello abbiamo percorso il Vicolo d'oro, budello tipo carruggio ligure, dove sulla sinistra si potevano trovare le botteghe degli artigiani ed armaioli di corte.
Passata la scalinata che chiude il vicolo, abbiamo iniziato la discesa verso il fiume Moldava ed il resto del quartiere.
E' una strada che scende a tornanti, circondata da giardini e vigne. Non sono riuscito a capire se è uva da tavola o da vino. I cartelli dicevano di tutto , ma non davano questa informazione.
Arrivati alla base della collina, siamo entrati nei giardini di Valdstejn. Il palazzo Wallenstein, il nome in Tedesco, attuale sede del Senato della Repubblica Ceca, ha un giardino  con fontana dove puoi trovare fagiani a piede libero ed una voliera enorme dove ho potuto vedere un Gufo Reale, solo e soletto.


La fontana dei giardini di Valdstejn








Dopo un piccolo riposino sulla scalinata del palazzo, abbiamo ripreso la strada e ci siamo diretti alla casa museo di Franz Kafka. Pure qui non siamo entrati per ragioni di tempo.
La fontana del filmato si trova nel giardino della casa di Franz Kafka e dovrebbe rappresentare un pensiero dello scrittore in una maniera assai esplicita. Speriamo che l'algoritmo di Google non me lo censuri!


Girando per le vie del quartiere siamo arrivati al Ponte di Carlo (ndr. IV di Boemia), dove c'è stato il rompete le righe per il pranzo. Data la particolare storia del ponte, ho deciso che scriverò un post solo per lui.

Praga - Il primo giorno

La movida in Staroměstské náměstí

Questo è un viaggio organizzato dal Liceo di mia moglie, a cui sono stato invitato a partecipare. In origine mia moglie doveva essere una delle quattro insegnanti accompagnatrici, ma a causa dell'improvvisa operazione della madre, ha dovuto rinunciare. Così è finito che dalla Polonia è partita solo mia figlia ed io dall'Italia.
Del primo giorno non c'è molto da raccontare. Mattino viaggio con Ryanair da Bergamo, arrivo in albergo alle 15,00. Dato che per un'ora non era conveniente andare in centro, ho aspettato la comitiva tornasse dal centro città.
Dopo cena siamo andati in centro a vedere la movida locale, vi lascio immaginare la scena di 50 persone che salgono su di un tram e poi ne scendano. Vicino all'albergo c'era il capolinea della linea che passava per il centro, salita la comitiva il tram è pieno per metà. A Mustek scende la comitiva, il tram riparte vuoto.
Il primo stop è in gelateria. Un'insegnante che non aveva prestato attenzione a cosa le veniva proposto, si ritrova in mano un maxi gelato messo in un trdniky. Mezz'ora dopo era ancora a mangiar gelato.
"Massaggi Thailandesi"
Seconda fermata al cantiere dei restauri dell'orologio astronomico, poi cazzeggio libero per le viuzze ed i negozietti tipici.
Girando per le vie del centro storico ne ho visto di tutti i colori e gusti. I luoghi dedicati a presunti "Massaggi Thailandesi" erano inflazionati, tanti ce ne erano. Un altra attrazione inflazionata erano i piccoli musei privati. Qui a Praga ogni scusa è buona per aprire un museo, tanto l'Americano o il Giapponese gonzo lo trovi sempre. Ho visto pure un "Museo del giocattolo erotico", con delle locandine a strada che erano degni di YouPorn.
A riguardo turisti gonzi, con mia figlia abbiamo fatto la solita statistica sulle provenienze. Lasciando perdere gli Spagnoli e gli Italiani, che sono come il prezzemolo, abbiamo constatato che c'erano pochi Americani, Giapponesi e Russi. Tanti Cinesi, Malesiani ed Indiani.
Un altra cosa che ho notato, che qui si mangia dappertutto ed a tutte le ore. Qui dovrebbero venire ed inorridire i sindaci di Firenze e Venezia, con le loro ordinanze contro il cibo in strada.
Prima di tornare al punto di ritrovo, abbiamo deciso di omologarci agli altri turisti ed abbiamo fatto una pazzia. Ci siamo fatti un selfie!!!
Tornati in albergo, contrappello e tutti in branda per le 23,00. Stile militare ovvio!!!

Una pazzia ispirata dall'aria di Praga

30 luglio 2018

Mangiare a... Opole - Antica Trattoria

La veranda sulla strada
In occasione del trigesimo del mio compleanno, abbiamo deciso di andare a mangiare una pizza da Ostrowek. il 28 abbiamo soprasseduto causa un concerto all'Anfiteatro. Ieri si e' sentita male la nonna ed oggi il ristorante era chiuso per turno settimanale. Quindi necessitava un cambio destinazione.
Era tempo che volevamo provare due ristoranti di  cucina italiana. Dopo consulto a tre abbiamo scelto "L'Antica Trattoria". Il ristorante e' sulla strada che porta alla Chiesa di Maria Vergine, un  isolato prima della scalinata.
La sala interna
Il ristorante e' organizzato con una veranda esterna, Una cucina a vista con il forno a legna ed un locale interno. Mal contati saranno una cinquantina di coperti.
Entrati siamo stati accolti da due camerieri che ci hanno portato al tavolo. Dato che era in un settore dove non arrivava l'aria condizionata, abbiamo chiesto il cambio con un altro. Il cameriere dopo averci portato ad un altro tavolo, ci ha chiesto scusa per i menù che erano solo in polacco ed inglese. Nie ma sprawe, non c'è problema. Per fortuna che non c'erano i menù in italiano, già cosi abbiamo trovato due errori. "Capricciosa" aveva una esse in più e dolce era scritto in spagnolo.
Abbiamo deciso di fare come nel programma "4 ristoranti", abbiamo ordinato tre pizze diverse e ce le siano fatte girare. Abbiamo aspettato circa 15 minuti per avere le nostre pizze.
Le pizze erano come a Napoli, centro molto fine e bordo alto. La pasta era morbida e ben cotta. Come tutte le pizze fatte all'estero e' stato usato il formaggio giallo al posto della mozzarella.
L'ingresso
Mia moglie ha ordinato una "Capriciossa", con funghi, olive, carciofini e prosciutto cotto. Mia figlia una "Tonno", fatta con tonno e cipolla di Tropea. Per ultima la mia "Romana" con salame piccante, grana e gorgonzola. Poi come nel programma di Borghese abbiamo scommesso sul conto, sbagliando tutti. Per tre pizze, una birra media, un succo d'arancia ed un acqua minerale, abbiamo speso 90 Zloty (circa 22,5 Euro).
Il locale e' stato approvato, ma si e' giocato le cinque stelle sui coltelli da affilare ed un giro di mosche rompiscatole.

Indirizzo del ristorante:

Antica Trattoria
ul. Sw. Wojciecha 7
45-015 Opole


Bibliografia: