27 febbraio 2023

Lo sapevi che...

Questa foto la ho scattata all'ingresso di un ipermercato della mia zona, a metà Gennaio. La cosa mi ha incuriosito assai, anche fuori dalle tradizioni e leggende metropolitane.
 

Mangiare le noci ha un effetto benefico sul nostro organismo, per il quantitativo di vitamine e omega 3 che contengono, ma non bisogna esagerare.
100 grammi di noci apportano 654 kcal e tre noci al giorno, aggiunte ad una insalata o allo yoghurt copromo la necessità quotidiana di nutrienti essenziali. Sono ricche di fibre e sali minerali, abbondano calcio, ferro, fosforo e potassio. Tra le vitamine la più importante è la tiamina. Le noci sono utili anche a disintossicare il fegato.
L'uso nella dieta quotidiana è utile per l'ipertensione ed il colesterolo. L'arginina e gli omega 3 e 6 sono un ottimo aiuto per chi soffre di disturbi cardiovascolari,
Le noci sono un’ottima fonte di proteine, vitamina A, vitamina E, B1, B2, acido folico e fibre e contengono un elevato quantitativo di antiossidanti in grado di tenere sotto controllo i radicali liberi.
Quindi sono buone anche per combattere lo stress e l'invecchiamento cerebrale allontanando il rischio di Alzheimer.
Contenendo melatonina aiutano un migliore riposo notturno e se inserite nella dieta dei diabetici tipo 2 riducono il livello d'insulina a digiuno.
L'olio essenziale estratto dalle noci, oltre ad essere ottimo come idratante e nutriente per la pelle, è un ottimo coadiuvante per l'abbronzatura. L'olio di noci grazie al’Omega 3 e l’Omega 6, che hanno proprietà antibatteriche, antiossidanti e antivirali, viene usato come balsamo per rendere i capelli più lucida e forte, curando eventuali dermatiti e forfora.
Per finire domani andate a comprare un sacchetto di noci sgusciate e mangiate il corrispettivo di tre ogni mattina.


Bibliografia:


26 febbraio 2023

Come torno a casa?


Questo è il risultato di un'ora di tormenta. Ora il cielo è tornato limpido, ma basta niente che ritorni la neve.
Domani torno in Italia e mi preoccupa lo stato delle autostrade in Germania. Una volta ci ho messo 36 ore per attraversarla.


25 febbraio 2023

Benedis la gola e él nas

Venerdì ho scritto un post sul panettone, finendo scrivendo di tenere un'avanzo per San Biagio. Una lettrice ha commentato, chiedendo perché deve mangiare un pezzo di panettone raffermo. Così è meglio chiarire.
La tradizione del panettone di San Biagio è tipicamente milanese e poco conosciuta fuori Lombardia. A Milano c'è il detto che fa da titolo al post, che in italiano suona come "(San Biagio) benedici la gola ed il naso".
Adesso vediamo di far luce sul perché di questa tradizione. Incominciamo dalla leggenda di Fra' Desiderio.
Nella settimana di un Natale, una donna portò ad un certo Fra' Desiderio, un panettone da benedire. Il frate impegnato dalle celebrazioni, disse di tornare il giorno dopo, ma la donna se ne dimenticò.
Il frate, molto goloso; dopo averlo benedetto, incominciò a mangiare dei pezzettini del panettone. La donna si ricordò del panettone ed andò al convento proprio il 3 febbraio.
Al momento di restituire la scatola ormai vuota, il frate si accorse che dentro c'era un nuovo panettone, più grosso dell'originale.  Di qui la tradizione di far benedire un panettone avanzato da Natale, nel giorno di San Biagio.

Dall'articolo del 3/2/23 su Matera News

Per stabilire chi fosse San Biagio, riporto uno stralcio di Milanoweekend
San Biagio era un medico armeno, vissuto nel III secolo d.C.: si narra che compì un miracolo quando una madre disperata gli portò il figlio morente per una lisca di pesce conficcata in gola. San Biagio gli diede una grossa mollica di pane che, scendendo in gola, rimosse la lisca salvando il ragazzo. Inutile aggiungere che, dopo aver subito il martirio, Biagio venne fatto santo e dichiarato protettore della gola.
L'articolo su cui mi sono basato per questo post, lo potete trovare, oltre su Milanoweekend, anche su Famiglia Cristiana e, per andare contro a quanto scritto all'inizio, su Matera News.
Quindi il Natale prossimo, fate avanzare un panettone per San Biagio.


24 febbraio 2023

Ma come é nato?

Dal sito panettonevergani.com
Siamo appena  arrivati alla fine del Carnevale e siamo ancora a parlare di Natale.
La stura qual'è? Una compagna di liceo di mia figlia, ci ha chiesto di portarle un panettone. A Febbraio? Forse vuole una colomba per Pasqua? No, proprio un panettone!
Per fortuna che avevo a casa un panettone di San Biagio, così abbiamo accontentato la ragassola.
Ma come nasce la tradizione di questo dolce, replicato in 100 milioni di pezzi ogni anno? Di sicuro c'è molto poco, leggende tante.
Per prima cosa chiarire che il "panetùn" come lo conosciamo oggi, è una trovata di Angelo Motta, che incominciò a produrlo industrialmente nel 1919.
Dal 2003 è un marchio registrato, legato ad un rigidissimo preliminare per la produzione. E' iscritto anche al PAT del ministero MIPAAF.
Con l'aiuto del sito Vergani, Wikipedia e un leaflet trovato sul panettone di una nota catena GDO, mi sono fatto una piccolissima cultura.
Il panettone nasce a fine del XIV secolo, 800 anni dopo la colomba, Si parla del 1395, ma non è sicuro.
L'unica cosa sicura è che nasce nella Contrada delle Grazie, che è quella parte  di Milano, posta tra Santa Maria delle Grazie ed il Castello Sforzesco.
In quell'anno viene firmato un decreto che permette ai fornai di Milano di produrre nel periodo natalizio il "Il pan del ton", vendendolo a chiunque. Il pane del tono era una pagnotta di frumento bianco, di lusso, che veniva distribuito alla famiglia dal padre, davanti al camino, alla sera della vigilia. I poveri della città potevano mangiarlo solo a Natale.
Andando avanti di una trentina d'anni troviamo un'altra leggenda. Un certo Messer Ulivo degli Atellani, falconiere di casa Sforza, follemente innamorato della figlia di un fornaio, si fa assumere come garzone dal padre di lei. Anche se era una scusa per stare vicina all'amata, si dà da fare per incrementare le vendite. Impastò la migliore farina del mulino  con uova, burro, miele e uva sultanina. Non appena misero in vendita il dolce, fu un successo che attraversò tutta la città, Per gratitudine il fornaio concesse la mano della figlia al geniale falconiere.
Arriviamo alla fine del XV secolo. Alla vigilia di Natale del 1495, nelle cucine di Lodovico il Moro si vive una piccola tragedia, si brucia il dolce del cenone. Lo sguattero Toni propose di portare a tavola un dolce che aveva fatto con gli  avanzi della dispensa. Il cuoco, non avendo alternative, lo portò a tavola.
Da dietro una tenda rimase a guardare la reazione dei commensali. Alla reazione entusiastica degli ospiti, il duca chiamò il cuoco chiedendo il nome di tale prelibatezza. Il cuoco rispose: "L'è 'l pan dal Tögn", cioè " Il pane del Toni".
Nei secoli il dolce si è evoluto generando anche una versione veneziana e di Pinerolo.
Se vi avanza uno, non buttatelo o regalatelo, ma mangiatelo a San Biagio (3 Febbraio). La tradizione narra che questa azione, protegga dai malanni della gola.



Bibliografia:
  • Per il sito Panettone Vergani, clicca qui.
  • Per la pagina Wikipedia, clicca qui.
  • Per la ricetta del panettone, clicca qui.



13 febbraio 2023

Perché si dice: "Piove sul bagnato"?

Modo di dire ormai idiomatico con significato ambivalente, negativo e positivo.
Nella letteratura italiana vi sono due poemi che riportano questa frase. per il caso negativo dobbiamo scendere nel tempo, sino al XVIII secolo, quando il poeta Passeroni scriveva
Quando succede alle disgrazie vecchie
in un uom veramente sfortunato
una nuova disgrazia, oppur parecchie,
si dice allor, che piove in sul bagnato:
sul capo a Tullio è già piovuto a secchie.
Questo è l’ottava 35 del canto XXVI del poema "Il Cicerone"
Un paio di secoli dopo Pascoli nelle "Prose", poetava così
Piove sul bagnato: lagrime su sangue, sangue su lagrime
Quindi la fortuna si accompagnerà coi fortunati, come la sfortuna perseguiterà chi non è proprio fortunato.
Gli Inglesi non hanno la fortuna di avere solo una frase per indicare la situazione favorevole o avversa. Loro dicono When it rains, it pours (Quando piove, diluvia) o It never rains, but it pours (Non è mai piovuto, ma diluvia).