29 settembre 2017

Dimenticanza

Mi sono dimenticato di comunicare che abbiamo superato le 11.000 visualizzazioni. L'evento è del pomeriggio di Lunedì. Questa volta la boa è stata girata di giorno, quindi il visitatore è europeo.
Rimangono sempre i soliti misteri. Come fa ad essere da mesi come più letto il post su come si va da Ikea. Perché i lettori preferiscano commentare in altre maniere, ma non in coda ai singoli post o perchè i PIA chiedano lumi a me e non alle maestre.
E chi se ne frega di tutto ciò. Andiamo avanti così, che sono contento di queste 11.000 briciole che riesco a raccimolare nel WEB.
Grazie ancora a tutti!!!


28 settembre 2017

Un PIA di genio

Ancora una volta ci troviamo a parlare di un Piccolo Illetterato Amico. Illetterato forse, ma geniale di sicuro.
Dato i costi dei libri, si va diffondendo l'uso di fotocopiare alcuni capitoli e distribuirli in classe. Il libro lo trovi in biblioteca e fotocopi solo le pagine che servono, tanto la legge lo permette sino al 75% delle pagine, se per uso scolastico e senza fine di lucro.
Dato che sono tanti gli argomenti e rischi di dimenticare le fotocopie a casa, un ragazzino cosa si è inventato? Ha scannerizzato tutte le fotocopie, creando dei file divisi per materia ed argomento e li ha depositato in un cloud, come Dropbox, Hubic o Google Drive.
In classe, quando servono, con un tablet apre i file su quell' argomento. Non porta peso in più nella cartella. Ha tutte le fotocopie disponibili sempre e subito, senza rischio di dimenticarle a casa.
Il ragazzino a mescolato pigrizia, intraprendenza e una buona dose d'informatica, per ottenere un risultato molto pratico e di genio. A me puzza, che se continua su questa strada, farà tanta strada nella vita.

24 settembre 2017

Ostracismo vs lapidazione

Ideogramma del nome Cheng
Con questo post chiudiamo il problema posto dal PIC.
Il cinesino si chiama Cheng ed ho scoperto essere la lunga mano del Carletto. Difatti il Carletto ha pontificato che se volevano schiarirsi le idee, dovevano interpellarmi. Così Cheng è partito alla mia caccia, appostandosi al banco ortofrutta dell'Eurospin di Bareggio.
Dopo ciò ho deciso che esiste un'altra categoria di essere umani. Dopo i PIA di prima e/o seconda generazione, il PIC e le madri sputasentenze, esistono anche le GIM (ndr Grandi Illetterate Maestre). Dato la posizione che occupano, è una categoria assai perniciosa!
Le signore devono capire che con le classi multirazziali, che ci sono adesso, non possono usare il latino o fare citazioni su argomenti non previsti nei programmi scolastici.
Chiudiamo definitivamente il contendere.
Nel vocabolario Treccani abbiamo letto il significato figurato delle due parole.

Ostracismo
2. In senso fig., il comportamento con cui, nell’ambito di un gruppo sociale o politico omogeneo, le persone che esercitano il potere o dispongono di particolare influenza escludono o emarginano, spesso facendo leva su forme di coazione sociale, un loro avversario o, anche, chiunque abbia violato le regole del gruppo stesso;

Lapidare
Fig., non com., maltrattare a parole o negli scritti, bandire una crociata contro qualcuno: le persecuzioni de’ cortigiani e de’ letterati che mi andavano lapidando (Foscolo).

Cheng non mi ha riportato di cosa stesse parlando la maestra, ma secondo me è li che dobbiamo andare a cercare il nesso tra le due parole.
Molto probabilmente la maestra stava parlando del bullismo e si è espressa in maniera assai infelice. Con ostracismo voleva intendere un'azione emarginante verso un compagno con un diverso colore di pelle od un handicap, aggravata da un'azione verbale (Lapidazione) denigratoria e/o offensiva. 
Purtroppo nelle scuole italiane, ci sono dei delinquentelli, che si realizzano con azioni di ostracismo e lapidazione morale, contro compagni più deboli o presi in antipatia dal gruppo.
E' apprezzabile il parlare e il condannare azioni simili, ma va fatto in una maniera semplice e comprensibile ai nostri piccoli.

23 settembre 2017

Lapidazione

Continuamo a chiarire le ben confuse idee del piccolo cinesino.
La lapidazione era una punizione capitale molto diffusa nell'antichità. La Bibbia e la Sharia islamica dettavano delle regole sul quando e come applicarla.
Gesù Cristo la fa tramontare nell'ambito cristiano, dicendo:
"Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei"
 (cfr. Gv 8,7 Nuovo Testamento)
Ai giorni odierni viene comminata solo nei paesi islamici, che adottano la Sharia.
In cosa consiste la lapidazione? Il condannato viene avvolto in un sudario bianco o infilato in un sacco e poi sepolto nel terreno sino alla vita, se uomo, sino al petto. se donna. Poi i presenti incominciano a lanciare con violenza delle pietre, sino alla morte del condannato.
Generalmente questa condanna veniva comminata per adulterio, specialmente femminile, ma anche per prostituzione ed assassinio. Nei paesi islamici sono da aggiungere anche l'apostasia e l'omosessualità.
Il vocabolario Treccani scrive:
Lapidare v. tr. [dal lat. lapidare (solo nel sign. proprio), der. di lapis -ĭdis «pietra»] (io làpido, ecc.). – 1. Colpire a sassate, da parte di più persone, con l’intento di uccidere o anche solo di ferire la persona, sia come forma di pena capitale sia come sfogo d’ira collettiva (v. lapidazione): a grido di popolo fu lapidato (G. Villani). Per estens., colpire con pietre: su per lo Mugnone infino alla porta a San Gallo il vennero lapidando (Boccaccio). In frasi enfatiche, per indicare il furore, l’avversione, l’ostilità: erano così irritati contro di lui, che l’avrebbero lapidato; a sostenere la verità, in certi casi, c’è da farsi lapidare. Fig., non com., maltrattare a parole o negli scritti, bandire una crociata contro qualcuno: le persecuzioni de’ cortigiani e de’ letterati che mi andavano lapidando (Foscolo). 2. Nella tecnica, levigare una superficie metallica con abrasivi di grana fine, mediante apposita macchina o a mano; si dice anche, con un anglicismo, lappare.
 Per vostra informazione, Santo Stefano, primo martire cristiano, fu lapidato per blasfemia.

Bibliografia:
Per la pagina Wikipedia, clicca qui.

22 settembre 2017

Ostracismo

Ieri sera ho incontrato di nuovo il PIC, che mi ha fatto questa domanda:
"Cosa essele ostlacismo e pelché devo lanciale sassi alle pelsone?"
Mi sa che il ragazzino abbia fatto confusione tra ostracismo e lapidazione. Anche se nel significato figurato sono quasi simili, se non complementare, non sono esattamente la stessa cosa.
Dividerò l'argomento in due post, così da poter avere una completa divisione e non indurre in altre confusioni.
Cominciamo con l'ostracismo, dal greco antico ostrakismós. Nella costituzione ateniese e delle città greche che l'avevano copiata, era previsto un esilio temporaneo di 10 anni per tutti coloro che fossero stati ritenuti pericolosi per la comunità. Nel corso di una assemblea il nome del "pericoloso" veniva scritto su dei cocci di terracotta bruciati in un forno (ostraka) ed il quorum, come si dice adesso, era fissato in 6.000 votanti.
Mi viene il dubbio che Clistene, quando nel 510 ac, si è inventato questo uso, avesse una partita di anfore rotte, di cui non sapeva cosa farsene. La prima vittima fu Ipparco di Camo, circa vent'anni dopo.
A Siracusa veniva chiamato "Petalismo", dato che qui si usavano delle foglie di fico o di ulivo, come scheda di voto. L'esilio durava 5 anni.
Il vocabolario Treccani scrive:
Ostracismo s. m. [dal gr. ὀστρακισμός, der. di ὀστρακίζω «infliggere l’ostracismo», da ὄστρα-κον: v. ostrakon]. – 1. Tipo di sanzione vigente nel 5° sec. a. C. ad Atene (quindi imitato da altre città greche, tra le quali Siracusa, dove prese il nome di petalismo), consistente in un allontanamento della durata di 10 anni dal territorio della città (non implicante la perdita dei diritti civili né alcuna pena di carattere pecuniario), che l’assemblea popolare poteva comminare nei confronti di cittadini la cui attività fosse ritenuta pericolosa per lo stato, ma in pratica utilizzato, per lo più pretestuosamente, per eliminare dalla scena politica personaggi pubblici invisi alla maggioranza. È così detto dal frammento di terracotta (ὄστρακον) sul quale il nome del concittadino inviso era scritto da coloro che votavano nell’assemblea popolare. 2. In senso fig., il comportamento con cui, nell’ambito di un gruppo sociale o politico omogeneo, le persone che esercitano il potere o dispongono di particolare influenza escludono o emarginano, spesso facendo leva su forme di coazione sociale, un loro avversario o, anche, chiunque abbia violato le regole del gruppo stesso; in partic., il termine viene usato in antropologia sociale per indicare l’esclusione da una comunità di quegli individui che si siano resi colpevoli di determinate infrazioni; per estens., può trovarsi riferito anche a comportamenti, pratiche, ideologie: dare l’o. a qualcuno, perseguitarlo, ostacolarlo, emarginarlo in tutti i modi; dare l’o. a qualcosa, condannarla, metterla al bando.
Piccola polemica politica. Quello che succede in certi partiti politici italiani, contro i propri rappresentanti, non è altro che una versione moderna dell'ostracismo ateniese, senza cocci di terracotta, che lascia in cocci il partito!

Bibliografia:

21 settembre 2017

Che cosa è una cucurbitacea

Cucurbitacee, queste sconosciute.
Qui abbiamo toccato il fondo! Stamattina mi sono fermato in edicola ed il padre di un PIA mi ha chiesto che cosa è una cucurbitacea. Potrete immaginare la faccia mia e dell'edicolante, quando abbiamo sentito la domanda. Potevo immaginare che non si sapesse il significato di sciapo, ma non sapere che cosa è una cucurbitacea!
E' tragico pensare che la gente mangia qualcosa, senza sapere cosa mangi. I peponidi li mangi tutti i giorni, in specialmodo in estate. Vuoi mettere un cucumis melo con il prosciutto di San Daniele, una fetta di citrullus lanatus bella fresca o una insalata di cucumis sativo. Per esempio a me piace moltissimo la cucurbita pepo, lessa condita con olio, sale ed origanum. Mia madre adorava i fiori di cucurbita pepo fritti in pastella.
Come avrete capito stiamo parlando di volgarissimi meloni, cocomeri, zucche e zucchine, non dimenticando i cetrioli.
Come al solito si tratta di non volere usare il cervello che il buon Dio ti ha dato. Nel post di alcuni giorni fa parlavo di avere sale in zucca e, per non ripetere il nome comune del frutto, ho usato il nome scientifico della famiglia. Quindi bastava non leggere superficialmente il post. Se non hai un attacco di fancazzite acuta, ti rompi il ditino e vai su Wikipedia.
Che cosa è una cucurbitacea me lo hanno insegnato alle elementari. Il metodo Montessori è discutibile in tutto, ma non si può dire che non ti desse un minimo di cultura generale.
Comunque, per sicurezza, sono andato su Wikipedia, per rinfrescare il mio sapere su questo vegetale. Lì ho trovato la descrizione esatta della pianta. Sono delle piante erbacee annuali di origine tropicale e solo una decina si sono adattate a climi temperati. Come peso possono andare dal centinaio di grammi di una zucchina o cetriolo, al centinaio di chili delle zucche giganti. Il frutto, detto peponide, ha una scorza dura,  interno morbido e pieno di semi.
Una zucca svotata ed intagliata viene usata nella notte di Ognisanti per festeggiare Halloween. Altra cucurbitacea famosa è il Grande Cocomero di Linus.
Se trovo il tempo necessario, mi eserciterò in qualche ricetta, da pubblicare sul blog di cucina.
Buonanotte, io vado a dividere una fetta di cucumis melo con i porcellini d'India. Ne vanno pazzi.

20 settembre 2017

Sciapo

Nel post di due giorni fa, ho usato una parola in dialetto, non esattamente lombardo, di cui mi è stato chiesto il significato.
"Sciapo" parola dialettale che indica del cibo scarso di sale. Parola tipica in Toscana che viene associata al pane fatto senza sale. Andando verso sud diventa "Scipito" o "Sciapido". In Italiano "Insipido". Il contrario è "Sapido".
L'origine è ignota, si sa solo che è una contaminazione generatasi nel XVIII secolo dalla parola "Scipito".
Se rivolta ad una donna, vuole indicare persona vestita male, senza un proprio stile.
Il Vocabolario Treccani scrive:
Scipito agg. [rifacimento del lat. *exsipĭdus (da insipĭdus «insipido» con cambio di prefisso), sul modello dei part. pass. di 4a coniug.]. – Senza sapore, o poco salato; insipido: il brodo, l’arrosto è scipito. In senso fig., insulso, non spiritoso: una battuta sc.; riferito a persona, scialbo, poco espressivo, con scarsa personalità, e sim.: di Concetta si discusse sovente all’osteria. Chi la diceva scipita, chi proponeva di richiamarla presto (Pavese).

19 settembre 2017

I segni zodiacali - Bilancia

Immagine tratta da www.segnizodiacalidate.it
Siamo arrivati a parlare del settimo segno dello zodiaco, la Bilancia. Il periodo è dal 23 Settembre al 22 Ottobre e con questo segno inizia l'autunno.
E' un segno Maschile governato da Venere. La sua qualità è Cardinale e l'elemento Aria. Il colore della Bilancia è il verde, la pietra la tormalina verde ed il giorno fortunato è il Venerdì. Il segno opposto è l'Ariete.


L'oroscopo di La Repubblica scrive:
Quello della Bilancia è il primo segno della stagione Autunnale/Invernale. Le persone che appartengono a questo segno sono dotate di straordinaria intelligenza. A differenza dei Gemelli, che godono tantissimo a conoscere per il piacere di ampliare le proprie conoscenze, le persone Bilancia sono realmente interessate a modi di vivere alternativi a quelli tradizionali.
Non a caso, il segno della Bilancia è opposto a quello dell'’Ariete, che si può considerare quello più tradizionalista, essendo il primo dello Zodiaco. Alcuni astrologi considerano la Bilancia un segno di stampo femminile piuttosto che maschile, come invece proporrebbe il ciclo dello Zodiaco, proprio perché è un segno che sa mettere in dubbio le convenzioni sociali e sa proporre alternative.
Le persone della Bilancia esprimono la propria natura venusiana attraverso un incredibile amore per la giustizia. Si può definire un segno realmente sociale, perché è davvero ispirato da sentimenti di equità che non hanno alcunché di egoistico. Non stupisca il fatto che le persone della Bilancia possano avere una forte tendenza alla disobbedienza, quando si rendono conto che le regole precostituite non sono quelle che rendono davvero giustizia agli individui.
I nativi di questo segno hanno inoltre un senso estetico eccezionale. In particolare, una persona della Bilancia sarà attratta dalla poesia o dalle arti grafiche. Adora la simmetria.
Come immaginabile, in amore, le persone della Bilancia sono molto attratte dalla bellezza. A loro volta, sanno offrire questo dono alle persone di cui sono innamorate. Affinché il rapporto con un rappresentante di questo segno possa durare, l'’aspetto fisico deve essere sempre al top. 

Bibliografia:

18 settembre 2017

Perché si dice: "Avere sale in zucca"

Settimana scorsa abbiamo visto il significato di"Cum grano salis", dove ho affermato che di lì potevano derivare anche "Avere sale in zucca".
Non è proprio così. Come significato possono essere legati, ma non sono legati come origine.
La zucca appartiene alla famiglia botanica delle cucurbitaccee, vegetali generalmente gonfi d'acqua, dal sapore sciapo. Ma come si associa il sale con un vegetale che di sale ne ha poco?
Nella società contadina, la zucca svuotata e seccata veniva usata come contenitore per conservare il sale. Dato che una testa grossa e pelata veniva assimilata alla zucca, qualcuno ha pensato di associare la presenza del cloruro di sodio (ndr. sale da cucina) nella zucca svuotata, alla dimostazione di avere della materia grigia nella testa.
Fin qui tutto bene, ma le cucurbitacee possono essere usate anche per insultare il prossimo. Se zucca indica la testa, zuccone indica una persona ottusa, testarda o caparbia.
Se invece prendiamo una volgarissima anguria (95% d'acqua), dal nome botanico "Citrullus Vulgaris" (ndr Ordine botanico di Linneo), possiamo dare del citrullo ad una persona che dimostra di avere acqua al posto del cervello. Purtroppo conosco più persone citrulle che con sale in zucca.

12 settembre 2017

Perchè si dice: "Cum grano salis".

Letteralmente "Con un granello di sale". In senso figurato "Fare qualcosa con buon senso" o con discernimento.
Quindi l'animatrice del C.R.E. intendeva dire che le idee del Carletto potevano andare bene, ma che andavano portate avanti pensando a cosa si stesse facendo, cercando di non farsi male o portare disturbo o pericolo alle altre persone

Difatti il Vocabolario Treccani scrive:
Cum grano salis locuz. lat. (propr. «con una presa di sale»). – Espressione, probabilmente adattamento della frase di Plinio il Vecchio (Nat. Hist. 23, 77, 3) addito salis grano «con l’aggiunta di una presa di sale», di uso frequente nel senso fig. «con un po’ di discernimento»: le sue parole vanno intese cum grano salis, non vanno cioè prese alla lettera.
Plinio parlava di un antidoto che per fare effetto andava preso con un pizzico di sale e senza esagerare.
Con buona pace dei medici, dal significato di questa frase latina, si può far derivare anche "Avere sale in zucca", cioè fare qualcosa con intelligenza.
Da qui si possono aprire due polemiche, una sociale ed una politica. La gioventù moderna ed i politici attuali non brillano certo nell'esibizione di discernimento o intelligenza. Tante notizie che si leggono sui giornali, si potrebbero evitare se ci si comportasse cum grano salis e tanto sale in zucca.

11 settembre 2017

Cum grano salis

Non so se vi ho detto, che oltre i PIA, ora c'è anche un PIC, piccolo illetterato cinese.
Poco dopo Ferragosto, sono stato abbordato da un cinesino, quando stavo comprando la cena dei porcellini d'India all'Eurospin di Bareggio. Il ragazzino mi ferma dicendo: "Signole, Signole, lei essele il signole che sclive il blog, dove spiega ai bambini quello che non sanno? Il Calletto dile che lei sapele tutto!"
Il Calletto, al secolo Carletto, è un esaltatissimo PIA di seconda generazione, nipote di un negoziante di Bareggio, che ritiene che solo lui sa cosa é  giusto fare, tra cui leggere le stronzate che scrivo!
Insomma qual'era il motivo del contendere? Sempre a causa delle convinzioni del Carletto, l'animatrice del Centro Estivo aveva detto che le cose andavano fatte "Cum grano salis".
Immaginatevi la disperazione del gruppo di ragazzini, che non sapevano cosa la tipa volesse dire. Il Carletto, che sa cosa é  sicuramente giusto, pontificò che era necessario cattare l'amico del nonno, per chiedere cosa volesse dire la bionda.
Girando tra gli scaffali gli ho spiegato cosa intendesse la tipa. Il ragazzino contento, si è  esibito in una decina d'inchini dicendo "Glazie, glazie" e la madre ringrazia pure lei aggiungendo:"Ha lagione la signola mamma del Calletto, Lei sapele ploplio tutto!"
Ad essere sinceri, se mi rapporto con la madre del Carletto, so proprio tutto. La signora si è sempre vantata, di aver passato la maturità, con tre calci in culo ed il sei politico. Per fortuna il figlio non ha preso da lei.
Plossimamente io spiegale che significa "Cum grano salis" anche a voi. Glazie a tutti i lettoli.

10 settembre 2017

Fancazzite acuta cronica

Era una quindicina di giorni che volevo scrivere questo post, ma la mancanza cronica di tempo me lo ha impedito, come al solito.
Da anni gli studenti degli istituti tecnici devono fare un certo quantitativo di ore per tirocinio. Pure io in passato ho avuto dei tirocinnanti, che, per mia fortuna, erano abbastanza svegli.
Un mio collega é incappato in uno che proprio non ne voleva sapere niente di fare o imparare qualcosa. Il classico figlio papà, straviziato e cocco di mamma. Faceva cose senza pensare a cosa stesse facendo realmente. Gli chiedevi un caccavite a taglio e te ne dava uno a croce, solo perché di solito si usa a croce.
Un giorno lo ha portato in un cantiere, dove c'ero pure io. A metà  mattinata  lo ho trovato seduto per terra a guardare, con fare perso, una scatola murata e con un blocco prese in mano. Gli ho chiesto quale fosse il problema. Mi ha risposto che i muratori avevano sbagliato a murare la scatoletta e, quindi, le viti erano corte.
Se era un mio tirocinnante, lo avrei preso a calci in culo. Dio Santo! Non ti passa per l'anticamera del cervello, che esistono anche le viti più lunghe? Se la scatoletta viene murata a filo muro e poi ci incolli sopra una piastrella può anche essere che le viti siano corte e debbano essere cambiate con viti un centimetro più lunghe. Taccio sulle altre stronzate che detto e fatto!
Se questi sono i tecnici e gli artigiani del domani, capisco perché importiamo idraulici dalla Polonia!