29 maggio 2021

Instagram

Come avrete notato, da qualche giorno è comparso un logo Instagram. Questa è un'idea di mia figlia, che ha voluto aprire la pagina del blog su questo social.
Non è poi una brutta idea. Difatti offre delle possibilità in più in fatto di immagini e filmati. Sul blog scrivi dei post corredati di fotografie, per dare una visione più completa dell'argomento trattato. Con il GPDR e la legge sul copyright è diventato difficile trovare delle immagini libere da vincoli, da pubblicare. Non è sempre possibile fare delle fotografie originali, su cui tu hai i diritti. Anche la freccia che indica il logo è incappata in ciò. In Internet ne avevo trovate di veramente carine, ma erano tutte coperte da diritti, così ne ho fatta una con Paint, è un po' schifezza, ma è meglio di niente.
Su questo social tu pubblichi una fotografia o un filmato che chissà dove lo hai fatto, un piccolo commento ed aspetti i like. Ogni passo è slegato dal precedente.
Adesso dovremo vedere anche l'andamento di questa pagina tra like, hashtag e follower. Speriamo che abbia lo stesso successo del blog, per ora pensiamo solo ai contenuti.











Bibliografia:

 

28 maggio 2021

Giro d'Italia 103

Il logo della edizione di quest'anno

Oggi voglio elevare una protesta contro una delle cose più sentite in Italia, il Giro.
Stamattina dovevo fare un giro a sud di Novara, che era stato organizzato in maniera da tornare a casa dopo il passaggio della corsa.
Purtroppo salta un appuntamento, così arrivo a Trecate alle 12.25, poco prima della partenza da Abbiategrasso.
Non potendo percorrere la Statale o raggiungere l'autostrada, mi sono parcheggiato al Gigante e mi sono messo ad aspettare, in mezzo ai vari tifosi.
Non me lo sarei immaginato, ma sono di più le tifose rispetto ai maschi. Gli uomini sono più esagitati e sanguigni. La femmina è più tranquilla e tecnica. C'erano due signore che parlavano di rapporti e frequenza della pedalata. Ne parlavano con una certa cognizione di causa, che dava una certa impressione sulla preparazione.
Ora iniziamo con le proteste. Per far passare i Girini hanno chiuso per tre ore la Padana Superiore, dalle 10.00 alle 13.00. Non si poteva percorrerla e nemmeno attraversarla. La ex Statale 11 ha un traffico locale elevato, quasi da autostrada, quindi il blocco ha creato delle code non indifferenti, specialmente di cisterne in uscita dalla raffineria.
L'altra protesta è il comportamento del gestore della strada. Come ho detto, su questa strada c'è un discreto traffico pesante, che rovina l'asfalto in maniera non indifferente. All'inizio della settimana vi è stata una campagna di asfaltatura, purtroppo durante il giorno. La pezzatura partiva dal ponte sul Ticino ed arrivava quasi a Novara. Con il traffico alternato sulla salita dal Ticino, Martedì ci ho messo 2 ore a fare i 20 Km da Sedriano a Trecate.
Adesso non so se il gestore sia ANAS o la provincia, ma,chiunque  sia, ha dimostrato che sono più importanti i Girini rispetto ai normali utenti. Gli automobilisti ed i motociclisti possono fare lo slalom tra le buche, loro no.
La scelta di asfaltare al mattino, con il traffico pendolare, è stata proprio da incapaci. Hanno buttato il traffico nel caos per due giorni. Potevano fare il lavoro di notte, senza creare disturbo a nessuno.


Bibliografia:

 

23 maggio 2021

Intolleranza

Continuamo a scrivere post sugli effetti collaterali del COVID o sulle conseguenze dei vari lockdown e zone rosse.
Nel caso particolare parliamo di intolleranza alla guida. Nell'intento di evitare la pestilenza e la ridotta capienza del trasporto pubblico, si sono gettati tutti in strada con la macchina.
Le statistiche parlano del raddoppio del numero di macchine entranti in Milano, ma non parlano degli autisti. Alla guida troviamo autisti della Domenica, massaie represse, esagitati e ditini facili.
Spiego subito cosa intendo per ditini facili, tanto so che qualcuno salterà su a chiederlo. Ci sono dei guidatori che hanno il dito sempre sul clackson, che viene usato sempre a sproposito. Si parte da quelli di scuola romana che, un  millisecondo dopo il verde, incitano a ripartire. Si finisce a quelli che hanno paura di non essere visti e incominciano a suonare cento metri prima dell'incrocio. In mezzo ci mettiamo quelli che ritengono di aver subito un torto e suonano per protestare. Questi sono i più pericolosi. Se gli rispondi, abbassano il finestrino e si esibiscono in un profluvio di insulti non riferibili per la volgarità.
Ieri sera io ed un'altra macchina stavamo girando a destra. La macchina prima di me si ferma per far passare i pedoni sulle strisce, tutto regolare! Non per la macchina dietro che si mette a suonare in maniera stizzita. Non riferisco i commenti dei pedoni.
Altra categoria è quella dei prevaricatori, che ritengono che la strada sia loro proprietà. Così salti di coda, precedenze e stop non rispettati non si contano.
Finiamo con quelli che ritengono che il rosso del semaforo, non sia altro che una convenzione borghese.
Voi direte che tutte queste cose esistevano anche in passato. Io vi ribatto che, negli ultimi diciotto mesi, tutto è peggiorato, rendendo ancor più alienante il girare per Milano.

16 maggio 2021

Solitudine

Giovedì scorso, un fornitore mi ha chiesto di andare da una vecchietta, a vedere cosa fosse successo alla televisione.
Arrivato, mi sono reso conto che, più di un tecnico, aveva bisogno di qualcuno con cui parlare. Agli albori di questo blog, avevo scritto che certe volte vengo scambiato per il buon Samaritano, che persone mai viste, mi raccontavano tutto della loro vita.
Questa vecchietta, un'ottantenne assai vispa, ben vestita e di una certa cultura, mi ha raccontato tutto del suo matrimonio, durato sessant'anni, interrotto dal COVID. Il marito malato oncologico ormai metastatico è stato uno delle prime vittime del coronavirus. La malattia di cui era affetto gli avrebbe lasciato solo altri due anni di vita, ma almeno non sarebbe morto solo!
Mi ha raccontato anche dei figli, bloccati all'estero dalla pandemia, nei paesi dove vivono e lavorano. mi ha fatto vedere le foto dei cinque nipotini.
Tanto per finire, mi ha offerto il caffè fatto con la napoletana e due biscottini fatti da lei.
Di anziani in queste condizioni, ce ne sono a migliaia. Anche in condizioni peggiori ed anche in stato d'indigenza grave. Almeno questa aveva dei figli, lontani, con cui parlare a telefono.

11 maggio 2021

Mangiare a... Ballabio - Mexicana

L'ingresso della pizzeria
Sabato abbiamo finito i lavori di ritrutturazione nella casa di un mio amico. A mezzogiorno, di tutte le volte che siamo stati a Ballabio, siamo andati a mangiare in una pizzeria in centro al paese.
Mangiare è una parola grossa! Grazie al lockdown, potevano fare soltanto servizio d'asporto, ma Sabato ci siamo riusciti, a tornare a mangiare seduti al tavolo.
E' un locale tranquillo  condotto dai figli del fondatore, con due sale interne e dei tavolini all'esterno.
L'attività nasce nel "secolo scorso" su iniziativa di un signore calabrese che si trasferì nel Lecchese. Le recensioni gli danno del burbero, ma gli riconoscono una grande preparazione nella scelta dei prodotti e nella preparazione e nella cottura di una buona pizza.
Attualmente il locale è gestito dal figlio, che si esibisce nell'arte del pizzaiolo e da una figlia che gestisce le sale ed i tavolini esterni.
La vista dal nostro tavolo
Di messicano c'è solo il nome del locale, di una pizza e di un piatto di spaghetti. La storia tramanda che il nome venga dalla finale tra Italia e Brasile al Mondiale del Messico nel 1970. In quei giorni si apriva anche il ristorante, così il nome vuol rendere memoria a quella partita.
Noi abbiamo provato varie pizze, i primi piatti e dei taglieri di formaggi locali. Il tutto con una discreta soddisfazione del palato.
La pizza è sottile, croccante e ben cotta. Gli spaghetti sono serviti cotti al dente ed abbondanti.
Sulle pizze non posso dare un suggerimento, sono tutte buone, fatevi guidare dal vostro gusto. Della scelta primi ho provato la Carbonara e la Mexicana. Gli spaghetti Mexicana, che, pure loro, di messicano c'è solo il nome, è un piatto il cui condimento è di pangrattato tostato con acciughe e peperoncino. Se vi piace il piccante, provatelo, a me è piaciuto molto.
Potrà sembrare strano che in piena Valsassina, cioè zona di montagna, ma sembra che servano un ottimo fritto misto. Ho visto molti clienti chiederlo e mangiarlo con gusto e le recensioni avvallano la loro scelta. La prossima volta lo ordino pure io e riferirò in queste pagine.
Data la gestione estremamente famigliare, una volta, abbiamo avuto un problema di servizio lento, ma la attesa ne è valsa la pena.
Noi ci siamo arrivati su suggerimento di un "indigeno" e ci siamo trovati bene, tanto da tornarci 4 volte seduti al tavolo e 3 volte in condizione asporto per zona rossa.
La mia recensione si basa anche, su quanto letto su di un leaflet esposto vicino al banco, commenti della cittadinanza ed internet. Tutto concorda con le mie impressioni, ad eccezione di un commento trovato su Google Local Guide, ma la signora che ha scritto, prima impari la sintassi italiana e poi scriva.
Dato che le attuali disposizioni anti COVID permettono solo l'uso dei tavolini all'aperto, Sabato ci siamo accomodati in un tavolino con vista della Grigna.
 
 
Spaghetti Mexicana    
Quindi locale approvato e consigliato, da frequentare.

 





Pizza prosciutto e gorgonzola

Se lo volete provare:
 
Ristorante Pizzeria Mexicana
Via Mazzini 4
Ballabio
 
Chiuso il Mercoledì






 Bibliografia:




10 maggio 2021

Perché si dice: "Và a ciapà i ratt"?

Con l'entrata in zona arancio si rincomincia a vedere qualcuno in giro e nei negozi. Nel caso particolare si tratta del mastino Cheng, il PIA di origine cinese. Lo ho trovato con la testa nella vasca delle offerte Fresco del solito supermercato.
Dopo essersi profuso in mille salamelecchi, per avermi rivisto dopo diversi mesi, mi ha chiesto che cosa potesse significare "Và a ciapà i ratt".
Gli ho spiegato che in italiano non ha un significato logico. "Và a prendere i topi" non significa nulla, ma in dialetto milanese è abbastanza offensivo.
Chi si rivolge a te in questa maniera, ti vuole mandare a quel paese in maniera volgare, o ti invita ad andare a perdere tempo in altri luoghi.
Da qui la parola "Ciaparat", in italiano "Acchiappa topi", si vuole indicare un perditempo o una persona totalmente incapace.
Cheng, molto interessato al dialetto milanese, mi ha detto, che oltre a mettere in dubbio l'intelligenza del bulletto,  doveva rispondere con una data frase in cinese. Alla mia faccia allibita, mi ha tradotto la frase. In questo blog non posso riportare l'Italiano, perché era veramente volgare.

03 maggio 2021

Perchè si dice: "Non sentire volare una mosca"?

Nel silenzio sentire il bzzz, fatto da una mosca che vola, può dare fastidio. Ma se non lo senti significa che il silenzio è assoluto. Anche questa situazione dà fastidio.
Quindi "Non sentire volare una mosca" significa che non c'è nulla che possa penerare rumore, così da avere un bel silenzio.
Peccato che le modernità facciano, in qualunque caso, un minimo rumore. Neanche il coprifuoco è riuscito a tacitare tutti i rumori ambientali.