25 gennaio 2021

Perchè si dice: "Acqua in bocca"?

Iniziamo una nuova serie di modi di dire. Oggi passiamo dalle mosche all'acqua che, all'incontrario del fastidio volante, deve essere sempre presente nella nostra vita.
Quando parliamo con un amico o un’amica di qualcosa di molto personale che non vogliamo che si sappia in giro, possiamo dire: “Acqua in bocca!”
Usiamo questa espressione proprio quando vogliamo chiedere di non rivelare un segreto, di non aprire bocca: se abbiamo l’acqua in bocca non possiamo parlare, quindi
 
"Shhhhh, silenzio! Acqua in bocca!!!"
 
Per l'origine ho cercato su Wikipedia, dove ho trovato questo:

Secondo il lessicografo Pietro Giacchi l'origine è da ricondurre alla storia di una donna devota ma dalla lingua lunga e maligna. La donna in confessione pregò il prete di aiutarla a trovare una soluzione impedendole di peccare. Il religioso le fornì una boccetta d'acqua di pozzo, e suggerì alla donna di versare alcune gocce in bocca ogni qual volta sentisse la necessità di parlar male degli altri. La donna fece come prescritto ottenendo risultati straordinari. Arrivò addirittura a ritenere l'acqua miracolosa.

 

22 gennaio 2021

Suonati le...!!!

Venerdì scorso ho scritto di una sceneggiata poco edificante, vista al semaforo di Bareggio. Alla fine vi avevo promesso che avrei raccontato una scenetta successa dando una lezione di guida ad una compagna di liceo.
Da premettere che la compagna di classe era una ragazza così morigerata quanto libera nel dizionario usato quotidianamente, che la macchina usata per le lezioni era FIAT 500 e che era metà Luglio, quindi tetto e finestrini aperti.
Questa macchina era un carro armato, andava sempre, ma senza cambio sincronizzato e pochi cavalli. Se non eri più che coordinato nel gioco dei pedali, la macchina non partiva ed il motore si spegneva.
Torniamo alla nostra storiella. Abbiamo detto che correva Luglio del 1974, con la macchina tutta aperta ed eravamo fermi al semaforo di Piazzale Lotto. Al verde, con poco gas e frizione mollata in maniera un po' ruvida, il motore si spense. Dalla 500 che era dietro, parte una sonora clacsonata. Al che la mia amica urla "Suonati le palle!" e riparte, dopo aver acceso il motore. Quasi in piazza Stuparich, l'altra 500 ci sorpassa ed una biondazza, capelli al vento urla "Non posso!"
Per fortuna la tipa era di spirito ed ha risposto a tono, ma un po' di tolleranza era ed è necessaria. Purtroppo per te, la strada non è solo tua e può succedere che il motore si spenga o che qualcuno faccia la gentilezza di agevolare un altro utente della strada.


La mia era una 500 F bianca


20 gennaio 2021

Wikipedia

 

Il figlio di un mio vicino deve fare una DADricerca su Wikipedia e mi ha chiesto una traccia, su cui basarsi. Per aiutarlo sono andato a ripescare un articolo, uscito su Computer Bild nel 2014.
Partiamo dal nome. Wikipedia è composta da "wiki" e "pedia", due parole di origini agli antipodi. In Hawaiano wiki significa veloce, mentre pedia deriva dall'Inglese "Encyclopedia", quindi enciclopedia da consultare velocemente.
Diversamente dall'Enciclopedia Treccani o dall'Enciclopedia Britannica, non si consulta solo, ma si scrive anche. Entro i limiti dei codici giuridici nazionali, chiunque può scrivere su Wikipedia.
Ovviamente essendo libera, bisogna leggerla "cum grano salis" e stare attenti alle fake news. Nell'articolo citato si parla di "sockpuppets", account di utenti fantasma, utilizzati da partiti, lobby o movimenti più o meno legali, per manipolare o scrivere articoli devianti con informazioni false. Per evitare ciò viene utilizzato un software di analisi per andare a cercare queste manipolazioni.
La "Libera Enciclopedia" in numeri. Il 15 Gennaio ha compiuto 20 anni e dal 2003 è gestita dalla Wikimedia Foundation, istituzione no-profit. Dal 2005 esiste anche Wikimedia Italia.
Gli articoli sono pubblicati in più di 285 lingue e tantissimi dialetti locali. La versione più cospicua, ovviamente è quella inglese, con oltre 5 milioni di articoli. A Domenica scorsa gli articoli in Italiano erano 1.667.547.
I Wikipediani italiani, cioè gli autori registrati attivi, sono oltre 2 milioni. Non sono riuscito a trovare il totale mondiale, ma sembra che siano oltre 27 milioni di articoli. Esistono anche gli utenti anonimi, che hanno molteplici limitazioni.
Nella versione mondiale l'articolo più letto è "Facebook". Nella versione italiana è "Grey's Anatomy".
Se volete contribuire, vi dovrete registrare, leggere l'articolo "Come scrivere una voce" ed incominciare a scrivere. Un minimo di linguaggio HTML serve, ma se non volete fare cose strane si scrive senza troppi problemi.

18 gennaio 2021

Perchè si dice: "Per filo e per segno"?

E' un modo di dire che vuole indicare una spiegazione o una narrazione fatta con una particolare cura, con dovizia di particolari.
Questa comunissima espressione idiomatica può essere definita così:
  • Accuratamente 
  • Minuziosamente 
  • Nei minimi particolari 
  • Dettagliatamente 
  • Meticolosamente
Il suo opposto sono le espressioni "Per sommi capi" e "A grandi linee".
Nel passato gli imbianchini ed i segantini usavano "batter la corda" per poter andare dritti nei loro lavori.
Questi artigiani quando dovevano tirare una linea diritta, tendevano su di una superficie una corda imbevuta di vernice, che lasciandola andare marcavano una traccia colorata. In questa maniera potevano verniciare delle strisce o tagliare un tronco senza andare a zig zag.
Ora come ora si usano i battifilo a gesso o le livelle laser, ma il modo di dire è rimasto nell'uso comune.
 

15 gennaio 2021

Uffa, che rompi...!

L'anno scorso ho scritto due post sulle conseguenze della pandemia sulla popolazione e dei nuovi insulti in era COVID. Purtroppo stamattina ho avuto la conferma di tutto quanto avevo scritto.
Al semaforo della COOP a Bareggio vi è una situazione viaria un pochino strana. La canalizzaione è a due corsie, quella che permette di girare in Via Roma e quella che fa andare diritto verso la Roveda. Nella corsia diritta vi è anche il rientro delle corriere dalla fermata. Sulla linea z620, la Movibus usa degli autosnodati da 18 m, che a quel semaforo fanno fatica ad uscire.
Se quando la corriera deve uscire dalla fermata, arriva un'auto con un guidatore intelligente, questi si ferma per agevolare l'uscita. Ma oggi è successo qualcosa!
Intorno a mezzogiorno una corriera riparte dalla fermata. Un guidatore gentile si ferma per farla uscire, formando una fila di quattro auto. La quinta era un suv chilometrico, con una burinozza che si è attaccata al clacson. Non lo avesse mai fatto! Si sono scatenati i più bassi istinti verbali degli automobilisti maschi.
Il più gentile è stato un "Piantala! Se la non smetti, che COVID ti colga!" Un altro ha consigliato di usare il clacson come supposta. Per finire il classico consiglio "Se hai fretta, alzati prima al mattina!"
I vecchietti scesi dalla corriera, dal marciapiede, per buon peso, si sono esibiti in una giaculatoria sessista assai volgare.
Io non commento, se no pure io mi dovrei esibirmi in volgarità, non verso la signora,ma contro gli altri presenti, voi fate pure.
Un giorno vi racconterò cosa è successo, quando ho dato delle lezioni di guida ad una mia compagna di liceo.

14 gennaio 2021

Sono preoccupato

Sono molto preoccupato da un qualcosa, che io ritengo un effetto collaterale della pandemia imperante. Dall'autunno sono calati gli incontri più o meno occasionali con i PIA, al banco ortofrutta.
Adesso sono da considerare alcune possibili giustificazioni. La prima è la regola che ad un supermercato ci si può accedere da soli, una sola persona per nucleo familiare. Così il genitore incaricato della spesa lascia il pargolo a casa. Con questa regola l'Eurospin, da novella agorà, si è trasformato nel deserto dei tartari.
La seconda è che la DAD non sia un disastro completo, che abbia insegnato qualcosa di diverso dal bieco nozionismo. Abbia insegnato a gestirsi in proprio, senza dipendere da qualcuno che ti sproni e/o aiuti.
Quindi le ricerche per scuola se le impostano loro e, sempre loro, se le sviluppano.
Un'altra giustificazione è che molti genitori abbiano cambiato supermercato. A Novembre è stato inaugurato un Penny Market a Vittuone.
All'Eurospin c'è stato un ricambio generazionale delle cassiere. Può sembrare strano, ma influisce sulla psicologia del cliente. Una è stata trasferita, un'altra ha chiesto il trasferimento, una è andata in pensione e così via. Non sono mica tutti come me che bado al prezzo, qualità e velocità d'uscita.
L'ultima volta che ho incontrato un PIA, è stata la settimana prima di Natale, al Bennet.

 

11 gennaio 2021

Perchè si dice: "Scarpe grosse cervello fino"?

Oggi ce la prendiamo con i contadini. Ovviamente nel bene, dato che questo modo di dire vuol indicare che, nonostante le scarpe grosse e pesanti, i contadini mostrano sempre acutezza ed intelligenza.
Sembra che il detto arrivi dalla bassa bresciana e che sia molto antico. In dialetto del luogo suona così:

Scarpe gròse... sèrvèl fì
 
Ma esiste anche il proverbio “Il contadino ha scarpe grosse e cervello fino” sempre con il significato che non bisogna sottovalutare l’intelligenza del contadino.
A Roma cambia un po', ma non tanto. Nella capitale suona così: “Er burino scarpe grosse e cervello fino”.
Dato che me piace il cacio con le pere, uno di questi Lunedì parleremo di:

“Al contadin non far sapere quanto è buono il cacio con le pere”

06 gennaio 2021

Scarabeo, un dritto di un cane

Scarabeo

Questo è un cane che capito tutto della vita!
Per prima cosa partiamo con un bel who is it. Scarabeo è un cane di razza Bracco di Saint Germaine, di circa 7 anni, di proprietà della fidanzata di un mio collega. Vive a Rozzano e per sport fa il pizzettaro al mercato del Mercoledì.
Io mi sono sempre domandato come i miei porcellini facciano a sapere se è un giorno feriale o festivo, ma questo li batte tutti.
Tutti i santi Mercoledì si sveglia, fa colazione ed incomincia a rompere le scatolozze a tutti per essere portato fuori.
Tutti penseranno che lo fa per fare i suoi servizi, ma sbagliano! Deve andare al mercato per praticare il suo sport preferito, l'esazione dei diritti di occupazione del suolo pubblico. A me sembrerebbe più una riscossione del pizzo, ma limitiamoci a credere che sia la TOSAP.
Primo stop è dal pescivendolo per le acciughe. Poi in farmacia per il biscotto dietetico. Di nuovo dal pescivendolo per un gamberetto. Si finisce con il panettiere per un altro biscottino. Questi sono quelli che mi ricordo, ma forse ci sono altre stazioni.
Se non riceve subito il dovuto, non abbaia. Si siede e ti guarda con scritto in fronte "Embé, quando mi dai quanto mi spetta?" Ricevuto le spettanze, passa al cliente successivo.
E' come un postino americano, pioggia, neve o tormenta non lo fermano. L'importante è arrivare!
Oggi sta incazzato nero. Essendo l'Epifania, il mercato non c'è e, così, deve rimanere a casa a giocare con la macchinina. Non è un problema, Mercoledì prossima razione doppia.

 

05 gennaio 2021

Buona Befana

La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte.
La Befana tutte le feste porta via.
Filastrocche e detti che mi sono stati insegnati quando ero bambino, sessant'anni fa!
Causa zona rossa sono ancora barricato a casa di amici, proprio per non passare le feste da solo.
Dato da mangiare al porcellino ed ai gatti, fatto mangiare il bambino, ci siamo seduti a tavola pure noi,
Con un pezzo di panettone in mano ci siamo messi a vedere il film "La Befana vien di notte" con Paola Cortellesi.
Finito il panettone mi sono a scrivere questo post ed a pensare a cosa chiedere alla cara vecchietta.
Domani spero di trovare almeno un calzino con dentro un vaccino (obbligatorio) contro il COVID.
Queste feste di quarantena sono state depressive al massimo. Uno slalom senza fine tra giorni rossi e giorni arancioni, controllando sempre di avere in macchina il permesso giusto.
La Befana, oltre a portare via le feste, dovrebbe portare via anche la pandemia, ma sarebbe un incarico troppo gravoso anche per lei. In qualunque caso ho fiducia.
Domani ricordatevi di smontare l'albero di Natale, per fine feste. Se ne riparlerà all'Immacolata 2021.


La befana di questa GIF assomiglia a quella degli spot Kinder.

04 gennaio 2021

Perchè si dice: "Far saltare la mosca al naso"?

Possiamo provare ad aprire una nuova serie di "si dice", che abbia una mosca come protagonista.
In Dicembre abbiamo dissertato sul rimanere con un pugno di mosche, oggi invece poggiamo la mosca sul naso del malcapitato di turno.
Prima di spiegare il significato vi segnalo anche la variante "Far venire la mosca al naso", con significato leggermente differente, ma non troppo.
Il dizionario dei modi di dire del Corriere della Sera dà questa interpretazione:
Provocare irritazione, dar fastidio; esasperare inducendo all'ira, come può fare una mosca che insiste a posarsi ripetutamente sul naso di qualcuno.
Quindi un tuo comportamento volontario o non, che risulta non gradito a qualcuno, con una reazione rumorosa.
Con il verbo venire, si indica un'azione volontaria ai fini di indurre una reazione violenta di qualcuno.
Concludo con un invito a non fare niente per fare incazzare qualcuno. Non per altro per evitare di prendere botte, se trovate uno particolarmente incazzoso.

02 gennaio 2021

La teoria del gruviera svizzero

 
Durante il lockdown di primavera ho letto un articolo molto interessante, su come fare a proteggersi dal coronavirus e dalle malattie infettive in genere.
Per spiegare gli otto livelli d'intervento, per la protezione dal diffondersi di un contagio, hanno usato un gruviera in fette.
Il principio è quello della unione che fa la forza. Un singolo livello d'intervento fa molto poco se non è proprio inutile. Come si vede dal disegno, man mano che si alza il livello di protezione, la diffusione del virus cala, perchè gli si chiudono le possibilità di trasmissione. Proprio come i buchi del gruviera, che si chiudono, quando tagli la fetta successiva,
Quando uscì l'articolo eravamo alla quarta fetta, ora stiamo incominciando a tagliare l'ottava fetta. Adesso rimane da sperare che almeno il 75% della popolazione voglia mangiare l'ottava fetta.