10 luglio 2018

L'Acchiappacolori

Questo e un argomento richiesto in Primavera, da una PIA femmina, l'unica ragazza nella banda del Carletto, che mi pare si chiami Federica.
La materia del contendere e che cosa sono quelli stracci che le mamme mettono in lavatrice per evitare che i vestiti cambino colore?
Non sapendone nulla, feci una ricerca, trovando la teoria sulla versione online di Focus, ed in un blog la ricetta su come farli in casa .
Per prima cosa un po' di storia. Nel 1995 la società irlandese Punch Industries lancia questo prodotto con il nome "Colour Catcher". Sono dei foglietti cellulosici impregnati con una sostanza, la cui formula ha un livello di segretezza seconda solo alla Coca Cola. In Italia sono commercializzati da Grey Flannel con il nome "Acchiappacolori". Ovviamente marchi registratissimi in tutto il mondo come anche il brevetto dell'impregnante.
Ora come funziona. Il foglietto non e altro che una calamita. La tintura rilasciata dai capi in lavaggio ha molecole carica negativa. L'impregnante, composto da sali basici, ha carica positiva. Quando il colore sciolto nell'acqua, passa vicino al foglietto, viene attirato e si fissa sullo stesso.
Ovviamente essendo una idea molto stupida e comune, nessuno ci ha mai pensato. Chi ci ha pensato, ora sta facendo dei bei soldi.
Sul blog "L'Emporio 21" ho trovato un suggerimento, sperimentato, su come farseli in casa. Il post parla di una maglietta in cotone da tagliare a dimensione dei foglietti originali, ma si può usare un qualunque straccio di cotone.
Gli ingredienti sono:
  • 1 maglietta vecchia in cotone bianco
  • 3 cucchiai di soda Solvay
  • 300 ml acqua caldissima
Sciogliete la soda Solvay nell'acqua calda, poi immergete i ritagli e lasciateli ad assorbire la soluzione. Tirateli su e strizzateli per benino. Non appena asciutti sono pronti all'uso. Sul blog trovate le foto dei risultati.

Nota ecologica. E' un prodotto abbastanza ecologico, i foglietti originali possono essere alienati nella carta, quelli clonati nell'indifferenziato. I prodotti chimici dell'impregnante originale o del clone non rilasciano agenti pericolosi per l'acqua.

Bibliografia:

Nessun commento:

Posta un commento