05 settembre 2016

Perche' si dice: "Oggi c'e' una canicola"?

I popoli antichi erano grandi conoscitori della volta celeste, soprattutto perché grazie alla periodicità
dei fenomeni astronomici potevano elaborare calendari legati ai lavori agricoli e garantirsi possibilmente un buon raccolto.
Fenomeno che non poteva sfuggire agli antichi abitanti della terra era la stella Sirio: la prima a levarsi in cielo tra luglio e agosto. Questo fatto era di buon auspicio per il tempo che segue il raccolto.
Sirio, stella più luminosa del cielo, è anche nota come la “stella del cane”. Infatti fa parte della costellazione del Cane Maggiore, il cane del cacciatore Orione, che si erge sulle zampe posteriori, vicino al suo padrone. Presso molte culture, la stella è stata spesso associata alla figura di un cane, ed è spesso indicata come foriera di sciagure. Presso i Greci si riteneva che il suo scintillio potesse danneggiare i raccolti, portare forte siccità o persino causare e diffondere epidemie di rabbia; il suo nome deriva infatti dal greco antico Σείριος [séirios], che significa splendente, ma anche ardente, bruciante. I Romani erano invece soliti sacrificare un cane assieme ad una pecora e del vino, allo scopo di prevenire gli effetti nefasti di questa stella. I giorni in cui queste cerimonie venivano consumate, all'inizio dell'estate, erano detti Giorni del Cane, e la stella Sirio Stella Canicula:
Per estensione il termine latino Canicula è stato poi utilizzato proprio per indicare quei mesi torridi e caldi che arrivano ogni anno nei mesi di maggior splendore di Sirio.
La Treccani scrive:
canicola (ant. canìcula) s. f. [dal lat. canicŭla «cagnolino» (dim. di canis «cane»), nome dato anticamente, e ancora oggi nell’uso letter., alla stella Sirio del Cane maggiore]. – Il periodo del massimo caldo, corrispondente all’epoca nella quale il sole ha appena oltrepassato le costellazioni del Cane maggiore e del Cane minore; per estens., caldo torrido, secco, o anche il sole ardente delle ore più calde nel periodo canicolare: erano i giorni, avvicinandosi San Lorenzo, che la c. sfogava l’estrema sua forza, e il cielo sfatto in sole verberava la terra affocata (Bacchelli); i suoi contadini ... si aggiravano sotto la c. curvi (Pavese).

Bibliografia:
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