"Piovere a dirotto" significa piovere in modo estremamente forte, abbondante e continuo, quasi come se il cielo si fosse rotto (diluviare). L'espressione descrive piogge torrenziali che scendono a scrosci impetuosi.
Blog nato per scherzo, ma che è diventato qualcosa di carino e culturalmente disimpegnato. Insomma politicaly scorrect.
11 maggio 2026
Perché si dice: "Piove a dirotto"
22 dicembre 2025
Perché si dice: "Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi!"
11 novembre 2025
Perché si dice:..."Puzzare come una capra"
L'espressione "puzzare come una capra" deriva dall'odore forte e caratteristico del capro, soprattutto durante la stagione degli amori. L'origine dell'odore è legata al sistema riproduttivo del maschio, che produce secrezioni aromatiche per attirare le femmine. L'uso metaforico estende questa associazione olfattiva a indicare qualcosa di estremamente sgradevole o di scarsa qualità, non solo in senso fisico ma anche morale o intellettuale.
25 agosto 2025
Perché si dice: "Mandare a Patrasso".
18 agosto 2025
Perché si dice: "Andare a scatafascio".
11 agosto 2025
Perché si dice: " Andare a ramengo"
04 agosto 2025
Perché si dice: " Andare a puttane"
07 gennaio 2025
Perché si dice: "Pasto luculliano"?
agg. [dal lat. Lucullianus]. – 1. Che si riferisce a Lucio Licinio Lucullo, uomo politico romano dell’ultima età repubblicana, soprattutto con allusione al suo fasto, che rimase proverbiale: la magnificenza dei conviti l.; quindi pranzo l., trattamento l., e sim., degno di Lucullo, sontuoso e raffinato. In gastronomia, aragosta l., aragosta spaccata a metà, gratinata e ricoperta di ostriche e di acciughe. 2. Marmo l.: tipo di marmo di tinta scura per inclusioni di sostanze carboniose, così chiamato perché, secondo la tradizione, sarebbe stato ammirato da Lucullo. ◆ Avv. lucullianaménte, con sontuosità e raffinatezza degna di Lucullo: cenare lucullianamente; un banchetto lucullianamente sfarzoso.
05 ottobre 2023
Pur sempre sono solo delle chiese!
Partiamo dalla parola con la definizione trovata sull'Enciclopedia Treccani.
Le dignità ecclesiastiche, generalmente parlando, sono quei titoli beneficiali e uffici che hanno annessa una certa preminenza e giurisdizione, cominciando dagl'infimi gradi della gerarchia e salendo fino al supremo, cioè alla dignità pontificia.
Cioè se una chiesa è stata elevata a dignità di basilica minore, significa che esiste una bolla episcopale e/o della Santa Sede che certifica questo stato.
Per la definizione vediamo i nomi uno ad uno.
Abbazia - E' un tipo di monastero retto da un abate, se la comunità è maschile, o da una badessa, se la comunità è femminile. Per diritto canonico usufruisce di una certa indipendenza come ente autonomo.
Il nome deriva dal latino abbatīa, "ciò che appartiene all'abate". Spesso il potere dell'abate si estendeva anche ai fondi che circondavano l'abbazia, di il concetto di possesso.
Basilica - Nell'antica Roma, edificio per trattare gli affari, sanare le controversie ed amministrare la giustizia.
Nel Cattolicesimo è una chiesa ad almeno tre navate. Una basilica potrebbe anche godere dell'extraterritorialità, cioé essere territorio del Vaticano anche se in una nazione differente.
Nel 1989 la Chiesa Cattolica ha regolamentato le condizioni per la nomina a basilica minore
Basilica Maggiore - Sono quattro e tutte a Roma. La basilica di San Giovanni in Laterano, la basilica di San Pietro in Vaticano, la basilica di San Paolo fuori le mura e la basilica di Santa Maria Maggiore sono di quest rango. San Giovanni in Laterano ha anche il titolo di Arcibasilica, essendo la più antica.
Basilica Minore - Sono chiese denominate tali in base al regolamento già citato. L'ultimo censimento del 2015, in giro per il mondo, ne contava 1735. Per il particolare legame con la Santa Sede, qui dovranno essere celebrate tre festività: la festa della Cattedra di San Pietro (22 febbraio), la solennità dei Santi Pietro e Paolo, (29 giugno) e l’anniversario dell’elezione del Pontefice.
Basilica Patriarcale – Sono le basiliche sede di un Patriarcato o che lo siano state. Per fare un esempio San Marco a Venezia.
Cattedrale - E' la chiesa più importante della diocesi, sede della cattedra vescovile. Difatti il nome deriva dal Latino “cathedra”, che indicava proprio la cattedra del vescovo. Può essere chiamata "chiesa madre" dal latino "ecclesia major”. Dall’appellativo “Domus Dei” viene il termine italiano “Duomo” ed il tedesco “Dom”.
03 luglio 2023
Perché si dice: "Can che abbaia non morde"?
Le schioppettate non si danno via come confetti: e guai se questi cani dovessero mordere tutte le volte che abbaiano.
19 giugno 2023
Perché si dice: "Non essere uno stinco di santo"?
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12 giugno 2023
Perché si dice: "Sui generis"?
sui generis /'sui 'dʒɛneris/ locuz. lat. (propr. "di genere proprio"), usata in ital. come agg. - [di persona, oggetto, pensiero e sim., fuori dalle regole: un carattere sui generis] ≈ a sé (stante), originale, particolare, singolare. ↑ bizzarro, strano. ↔ comune, ordinario, usuale. ↑ banale, scontato.
L’espressione nasce in ambito scolastico, riferita a qualsiasi cosa che, non potendo essere ricondotta a un concetto o a una categoria più estesa, non ammetteva la definizione consueta tramite il riferimento al genere prossimo. Cercando di sintetizzare, la filosofia cristiana medievale classificava gli oggetti in base al loro genere (prossimo e remoto) e alla loro specie. Il genere prossimo era direttamente suddiviso in specie, mentre il genere remoto includeva al suo interno generi di minore estensione.Per fare un esempio:
Animale è il genere prossimo della specie uomo.
Vivente è il genere remoto della specie uomo.Qualsiasi specie non fosse riconducibile a un genere apparteneva dunque a un "genere suo proprio": era sui generis.
Con il passare del tempo l’utilizzo dell’espressione è stato esteso e la locuzione è oggi usata in generale per indicare qualsiasi cosa estremamente singolare e originale, difficilmente definibile altrimenti:
"Sui generis" viene dunque usata oggi come sinonimo di a sé stante, originale, particolare,es. È proprio un tipo sui generis.
06 marzo 2023
Perché si dice: "Fare di ogni erba un fascio"?
13 febbraio 2023
Perché si dice: "Piove sul bagnato"?
Quando succede alle disgrazie vecchiein un uom veramente sfortunatouna nuova disgrazia, oppur parecchie,si dice allor, che piove in sul bagnato:sul capo a Tullio è già piovuto a secchie.
Piove sul bagnato: lagrime su sangue, sangue su lagrime
15 ottobre 2022
Filippica
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| Demostene |
filìppica s. f. [dall’agg. gr. Φιλιππικός, lat. Philippĭcus]. – 1. In senso proprio, nome delle orazioni con cui Demostene incitò violentemente gli Ateniesi (tra il 351 e il 340 a. C.) alla guerra contro Filippo II di Macedonia, e attribuito poi anche, per il vigore e la violenza del tono, a quelle pronunziate da Cicerone tra il 44 e il 43 a. C. contro Marco Antonio. 2. Per antonomasia, invettiva, discorso violento e aspramente polemico; per lo più in tono scherz. o iron.: tutte le sere se ne esce con le sue f. contro il governo.
27 giugno 2022
Perché si dice: "Calare le braghe"?
20 giugno 2022
Perché si dice: "Rimanere in braghe di tela"?
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| La pietra del vituperio |
Nel '200 infatti, la quantità di cittadini incarcerati per debiti, fallimento e insolvenza era diventato così elevato da indurre l'amministrazione comunale di Padova ad adottare misure più "morbide" e rapide per punire gli insolventi....una specie di depenalizzazione ante litteram. La procedura era la seguente: l'insolvente, dopo il regolare processo, veniva condannato a "Restare in braghe di tela", appunto: veniva quindi denudato, lasciandogli addosso solo le mutande, e issato sulla Pietra del Vituperio, capitello di granito attualmente visibile all'interno di Palazzo della Ragione ma all'epoca collocata in piazza Dei Frutti. Doveva quindi lasciarsi cadere tre volte sul freddo granito, sbattendo fragorosamente le natiche sulla pietra e urlando alla cittadinanza la sua colpa...
13 giugno 2022
Perché si dice: "La barca fa acqua"?
30 maggio 2022
Perche' si dice: "Tutte le strade portano a Roma"?
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| Dal sito "La Citta' Immaginaria" |
possa significare che tutte le strade portino a Roma. Ovviamente la causa e' sempre il bullizzatore verbale, che si approfitta dello scarso background linguistico del povero cinesino. Andiamo indietro nel tempo di circa 2.200 anni fa, quando furono costruite le vie consolari.
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