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11 maggio 2026

Perché si dice: "Piove a dirotto"

Ieri parlando al telefono con mia moglie, sono uscito con l'affermazione "piove a dirotto". Ovviamente, non essendo italiana, mi ha chiesto cosa volessi significare.
Come con i PIA, ho dato una spiegazione sommaria, rimandando il chiarimento ad un post specifico.
Per divertirmi, ho interpellato l'intelligenza artificiale che, stranamente, mi ha dato una risposta concertata.
"Piovere a dirotto" significa piovere in modo estremamente forte, abbondante e continuo, quasi come se il cielo si fosse rotto (diluviare). L'espressione descrive piogge torrenziali che scendono a scrosci impetuosi.
Nella ricerca tradizionale  ho trovato anche una battuta di Paddington che dice " I londinesi hanno 107 modi diversi per dire Sta piovendo" Non saprei che possa centrare con piovere a dirotto.
La Treccani scrive che "dirotto" si può applicare anche allo scorrere turbolento di un torrente.


22 dicembre 2025

Perché si dice: "Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi!"

Maniera di dire che unisce le due festività principali della religione Cattolica, particolarmente sentite in Italia.
Molto probabilmente deriva dal fatto che Natale è considerata come una festa in cui la famiglia si riunisce sotto lo stesso tetto. Mentre Pasqua, complice la primavera, invita ad andare in giro con gli amici, anche solo per la gita fuoriporta, specialmente a Pasquetta.
Esiste una versione che sostituisce la Pasqua con Capodanno. Non capisco il perché sostituire una festa religiosa con una laica molto terrena.
Come la giri si vuole indicare una rinascita, con la speranza di una vita nuova.

11 novembre 2025

Perché si dice:..."Puzzare come una capra"

L'espressione "puzzare come una capra" deriva dall'odore forte e caratteristico del capro, soprattutto durante la stagione degli amori. L'origine dell'odore è legata al sistema riproduttivo del maschio, che produce secrezioni aromatiche per attirare le femmine. L'uso metaforico estende questa associazione olfattiva a indicare qualcosa di estremamente sgradevole o di scarsa qualità, non solo in senso fisico ma anche morale o intellettuale.

25 agosto 2025

Perché si dice: "Mandare a Patrasso".

Con questo chiudiamo la serie dei modi di dire che indicano dei disastri.
La cittadina portuale greca non è citata con fini geografici, ma come memoria storica di un disastro.
Nel 1446 nelle acque del golfo di Patrasso, si tenne una battaglia tra la Repubblica Veneziana e l'Impero Ottomano, con la sconfitta dei Veneziani. La sconfitta fu così disastrosa che il detto incominciò a significare di andare ad affrontare un fallimento annunciato.
Ma potrebbe avere un origine più antica. Si mormora che l'origine sia nella frase latina "Ire ad patres", cioè "Andare presso i padri", cioè "Morire".
Così anche questa volta abbiamo indicato un'azione disastrosa, assai fallimentare.
C'è anche la versione veneziana "Andare a Patrasso co' tuto", che tradotto suona "Andare a Patrasso con tutto", con il significato "Lasciarsi morire".  Un'altra sconfitta contro gli Ottomani, nelle acque di Patrasso, nel 1467. La sconfitta fu così cocente, che l'ammiraglio Vittor Cappello si ritirò a vita privata e morì di crepacuore.

18 agosto 2025

Perché si dice: "Andare a scatafascio".

La dizione corretta é "Andare a catafascio", ma il popolino ha aggiunto una S.
Catafascio deriva dall'unione della parola greca  "kata" (giù) con la latina "fascis" (fascio, affastellato), con il significato di un disordine tale, da sembrare un crollo.
Quindi il significato è un qualcosa sta andando molto male e che ci si trova molto vicino al fallimento.

11 agosto 2025

Perché si dice: " Andare a ramengo"

In questa maniera si indica sempre un qualcosa finito male, ma in maniera più nobile e con una storia dietro.
Espressione tipica del sud Piemonte e dell'Oltrepo Pavese che, a seguito dell'unificazione d'Italia, si è diffusa su tutto il territorio nazionale e nel Ticino. 
"Ramengo" o anche "remengo" deriva dal nome del paese Aremengo, piccolo centro dell'Astigiano, al confine della provincia di Torino. Nell'alto medioevo venivano esiliati qui tutti i condannati per reati contro il patrimonio o bancarotta. 
Potrebbe derivare anche dal latino "ad ramingum" (allontanarsi), che indicava la condanna all'esilio di qualcuno per qualche reato. Di sicuro il nome del paese di confino nasce dal latino.
Remengo con la e, in gergo marinaresco, definisce una nave alla deriva, senza controllo, in balia delle onde.
C'è anche un lato letterario. Alcuni autori hanno usato questo modo di dire nei loro libri, utilizzando i vari significati della parola remengo.
Con il significato di rovina o malora, Dino Buzzati scrisse: "Infiniti guai che... avrebbero mandato tutto a remengo".
Cesare Pavese invece utilizzò l'accezione vagabondando: "Per tutto l'autunno era andato a remengo".
Se volete andare a remengo, turisticamente parlando, da Chivasso o da Verolengo dovete andare a San Sebastiano Po, per prendere la strada provinciale 458. Attraversate Casalborgone e Gonengo ed arrivate ad Aremengo. E' la stessa strada di Cocconato, paese dove, quando ero piccolo, andavamo a comprare i cotechini e gli zamponi freschi.

04 agosto 2025

Perché si dice: " Andare a puttane"

Nell'inverno, il PIA cinesino Cheng, sempre all'Eurospin, mi chiese la differenza tra "Andare a puttane", "Andare a ramengo" e "Andare a gambe all'aria". La spiegazione sommaria soddisfò il ragazzotto, ma adesso mi sono messo a pensare sull'esatta differenza di questi modi di dire.
In linea di massima tutti definiscono un'attività finita molto male o fallimento.
Partiamo con "Andare a puttane". Il significato letterale è di andare a divertirsi con donnette di facili costumi, ma nel significato figurato indica un'attività o una persona che è finita male o in bancarotta.
Se usato con il verbo "Mandare", indica la volontà di far finire male qualche attività.
Purtroppo non ho trovato nulla di più.

07 gennaio 2025

Perché si dice: "Pasto luculliano"?

Per dare una risposta al commento di Deni Modè, ho scomodato di nuovo il Dizionario Treccani per trovare una spiegazione migliore a quella che avrei potuto dare io.
In qualunque caso dobbiamo andare nella Roma repubblicana a cercare Caio Lucullo.
agg. [dal lat. Lucullianus]. – 1. Che si riferisce a Lucio Licinio Lucullo, uomo politico romano dell’ultima età repubblicana, soprattutto con allusione al suo fasto, che rimase proverbiale: la magnificenza dei conviti l.; quindi pranzo l., trattamento l., e sim., degno di Lucullo, sontuoso e raffinato. In gastronomia, aragosta l., aragosta spaccata a metà, gratinata e ricoperta di ostriche e di acciughe. 2. Marmo l.: tipo di marmo di tinta scura per inclusioni di sostanze carboniose, così chiamato perché, secondo la tradizione, sarebbe stato ammirato da Lucullo. ◆ Avv. lucullianaménte, con sontuosità e raffinatezza degna di Lucullo: cenare lucullianamenteun banchetto lucullianamente sfarzoso.

05 ottobre 2023

Pur sempre sono solo delle chiese!

Il cinesino Cheng, che si professa ateo, ha fatto una domanda. Che differenza c'è tra una abbazia, cattedrale o basilica? E cosa significa "elevare alla dignità di..."?
Partiamo dalla parola con la definizione trovata sull'Enciclopedia Treccani.
Le dignità ecclesiastiche, generalmente parlando, sono quei titoli beneficiali e uffici che hanno annessa una certa preminenza e giurisdizione, cominciando dagl'infimi gradi della gerarchia e salendo fino al supremo, cioè alla dignità pontificia.
Cioè se una chiesa è stata elevata a dignità di basilica minore, significa che esiste una bolla episcopale e/o della Santa Sede che certifica questo stato.
Per la definizione vediamo i nomi uno ad uno.

Abbazia - E' un tipo di monastero retto da un abate, se la comunità è maschile, o da una badessa, se la comunità è femminile. Per diritto canonico usufruisce di una certa indipendenza come ente autonomo.
Il nome deriva dal latino abbatīa, "ciò che appartiene all'abate". Spesso il potere dell'abate si estendeva anche ai fondi che circondavano l'abbazia, di il concetto di possesso.

Basilica - Nell'antica Roma, edificio per trattare gli affari, sanare le controversie ed amministrare la giustizia.
Nel Cattolicesimo è una chiesa ad almeno tre navate. Una basilica potrebbe anche godere dell'extraterritorialità, cioé essere territorio del Vaticano anche se in una nazione differente.
Nel 1989 la Chiesa Cattolica ha regolamentato le condizioni per la nomina a basilica minore
Basilica Maggiore - Sono quattro e tutte a Roma. La basilica di San Giovanni in Laterano, la basilica di San Pietro in Vaticano, la basilica di San Paolo fuori le mura e la basilica di Santa Maria Maggiore sono di quest rango. San Giovanni in Laterano ha anche il titolo di Arcibasilica, essendo la più antica.
Basilica Minore - Sono chiese denominate tali in base al regolamento già citato. L'ultimo censimento del 2015, in giro per il mondo, ne contava 1735. Per il particolare legame con la Santa Sede, qui dovranno essere celebrate tre festività: la festa della Cattedra di San Pietro (22 febbraio), la solennità dei Santi Pietro e Paolo, (29 giugno) e l’anniversario dell’elezione del Pontefice.
Basilica Patriarcale – Sono le basiliche sede di un Patriarcato o che lo siano state. Per fare un esempio San Marco a Venezia.

Cattedrale - E' la chiesa più importante della diocesi, sede della cattedra vescovile. Difatti il nome deriva dal Latino “cathedra”, che indicava proprio la cattedra del vescovo. Può essere chiamata "chiesa madre" dal latino "ecclesia major”. Dall’appellativo “Domus Dei” viene il termine italiano “Duomo” ed il tedesco “Dom”

03 luglio 2023

Perché si dice: "Can che abbaia non morde"?

Il modo di dire si rivolge a persone scorbutiche e violente che si comportano in modo arrogante e si lamentano ad alta voce. Persone che con questo comportamento si mettono in vista, ma che non metteranno mai in atto le minacce, che rimangono parole al vento, inutili.
Questa espressione deriva da un passo dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.
Le schioppettate non si danno via come confetti: e guai se questi cani dovessero mordere tutte le volte che abbaiano.
Anche se fisicamente sia impossibile che il cane abbai e morda contemporaneamente, state attenti che in una frazione di secondo può passare dall'abbaio al morso. Quindi state attenti a non prendere una mazza da baseball in testa.

19 giugno 2023

Perché si dice: "Non essere uno stinco di santo"?

Ieri a pranzo ho fatto uno stinco di maiale al forno. Mentre lo mangiavamo, mia figlia ha chiesto il perché di questo modo di dire.
Al primo impatto ci si domanda la connessione che ci possa essere tra un poco di buono, uno stinco ed un santo. Il nesso è tirato per i capelli, ma c'è!
Un santo, per definizione, è una persona virtuosa ed onesta, Nei reliquiari che troviamo nelle chiese e nei cimiteri monumentali, la prima cosa che notiamo sono le ossa dello stinco. Così abbiamo capito che cosa si intende per stinco di santo.
Quindi una persona con un comportamento non esattamente virtuoso ed onesto , non è definibile santo. Così le ossa di questa persona non erano certamente elevabili agli onori degli altari.
Il magazine "Lingua Italiana", edito dalla Treccani, c'è un articolo interessante, sull'origine del modo di dire.


Bibliografia:

12 giugno 2023

Perché si dice: "Sui generis"?

Non essendoci più i PIA a dare l'ispirazione, devo rubare qua e la qualche argomento da sviluppare.
Sabato, mentre ero in coda alla cassa del solito supermercato, due signore, di una certa età, vestite molto bene, definivano un noto artista come "sui generis". Ma cosa volevano dire?
In primis hanno dimostrato una certa padronanza del latino, perchè avevano ragione sull'originalità e atipicità dell'artista.
Vediamo la definizione del Dizionario Treccani.
sui generis /'sui 'dʒɛneris/ locuz. lat. (propr. "di genere proprio"), usata in ital. come agg. - [di persona, oggetto, pensiero e sim., fuori dalle regole: un carattere sui generis] ≈ a sé (stante), originale, particolare, singolare. ↑ bizzarro, strano. ↔ comune, ordinario, usuale. ↑ banale, scontato.
Vediamo subito che è una locuzione che in italiano si rende come "di genere proprio", ed usata come aggettivo qualificativo.
Per l'origine dobbiamo andare al periodo scolastico, ove la locuzione veniva usata per indicare un qualcosa non riconducibile ad un concetto preciso.
Visto che il post è stato impostato qualche settimana fa, non ricordo dove abbia trovato questa definizione, leggetela comunque.
L’espressione nasce in ambito scolastico, riferita a qualsiasi cosa che, non potendo essere ricondotta a un concetto o a una categoria più estesa, non ammetteva la definizione consueta tramite il riferimento al genere prossimo. Cercando di sintetizzare, la filosofia cristiana medievale classificava gli oggetti in base al loro genere (prossimo e remoto) e alla loro specie. Il genere prossimo era direttamente suddiviso in specie, mentre il genere remoto includeva al suo interno generi di minore estensione.

Per fare un esempio:

Animale è il genere prossimo della specie uomo.
Vivente è il genere remoto della specie uomo.

Qualsiasi specie non fosse riconducibile a un genere apparteneva dunque a un "genere suo proprio": era sui generis.

Con il passare del tempo l’utilizzo dell’espressione è stato esteso e la locuzione è oggi usata in generale per indicare qualsiasi cosa estremamente singolare e originale, difficilmente definibile altrimenti:

es. È proprio un tipo sui generis.

"Sui generis" viene dunque usata oggi come sinonimo di a sé stante, originale, particolare, 
 
Quindi, volendo dire, questo blog è definibile "blog sui generis".

06 marzo 2023

Perché si dice: "Fare di ogni erba un fascio"?

Considerare ogni cosa alla stessa stregua, non operando le necessarie distinzioni.
 
Il detto deriva dalla pratica non corretta di raccogliere tutte le erbe insieme senza alcuna distinzione, obbligando il contadino ad un'ulteriore cernita = inutile perdita di tempo. Ciò era valido se il contadino stesse raccogliendo cibo per gli animali, ma non utile per le ebe alimentari umane
Detto di origine molto incerta, ma chiaramente rurale diventato idiomatico nell'italiano moderno.

13 febbraio 2023

Perché si dice: "Piove sul bagnato"?

Modo di dire ormai idiomatico con significato ambivalente, negativo e positivo.
Nella letteratura italiana vi sono due poemi che riportano questa frase. per il caso negativo dobbiamo scendere nel tempo, sino al XVIII secolo, quando il poeta Passeroni scriveva
Quando succede alle disgrazie vecchie
in un uom veramente sfortunato
una nuova disgrazia, oppur parecchie,
si dice allor, che piove in sul bagnato:
sul capo a Tullio è già piovuto a secchie.
Questo è l’ottava 35 del canto XXVI del poema "Il Cicerone"
Un paio di secoli dopo Pascoli nelle "Prose", poetava così
Piove sul bagnato: lagrime su sangue, sangue su lagrime
Quindi la fortuna si accompagnerà coi fortunati, come la sfortuna perseguiterà chi non è proprio fortunato.
Gli Inglesi non hanno la fortuna di avere solo una frase per indicare la situazione favorevole o avversa. Loro dicono When it rains, it pours (Quando piove, diluvia) o It never rains, but it pours (Non è mai piovuto, ma diluvia).

15 ottobre 2022

Filippica

Demostene
Nel post "Razzismo" ho scritto che il tipo della sicurezza di un negozio, si è esibito in una filippica contro un negretto cacciato dall'esercizio. Anonimo Veneziano ed altri hanno chiesto che cosa è una filippica,
In pratica è un discorso abbastanza lungo e polemico contro qualcuno. Prende il nome da una raccolta di orazioni di Demostene contro Filippo II di Macedonia, intorno al 350 avanti Cristo.
Con questo nome si indica una raccolta di quattro orazioni, che Demostene tenne al popolo ateniese, per incitarlo alla guerra contro Filippo il Macedone, le cui mire espansionistiche minacciavano di brutto l'indipendenza della città.
Furono così famose ed accorate che pure Cicerone le copiò. Nel 44 avanti Cristo tenne in Senato una serie di orazioni contro Marco Antonio.
Cicerone attibuì questo nome in una lettera, tra il serio ed il faceto, a Bruto. per omaggiare l'oratore greco come modello di oratoria, morale e patriottismo.
Per chiudere andiamo a leggere cosa scrive in merito il Vocabolario Treccani
filìppica s. f. [dall’agg. gr. Φιλιππικός, lat. Philippĭcus]. – 1. In senso proprio, nome delle orazioni con cui Demostene incitò violentemente gli Ateniesi (tra il 351 e il 340 a. C.) alla guerra contro Filippo II di Macedonia, e attribuito poi anche, per il vigore e la violenza del tono, a quelle pronunziate da Cicerone tra il 44 e il 43 a. C. contro Marco Antonio. 2. Per antonomasia, invettiva, discorso violento e aspramente polemico; per lo più in tono scherz. o iron.: tutte le sere se ne esce con le sue f. contro il governo.
 Purtroppo i nostri politici se ne fanno un uso a sproposito, sconclusionate e senza senso.

27 giugno 2022

Perché si dice: "Calare le braghe"?

Questo è un altro modo di dire riconducibile alle pene corporali, poco dignitose, in uso nel periodo medioevale.
A punizione di vari delitti, c'era l'uso di mettere il condannato su di un tavolaccio, con le mutande calate, e poi sculacciato con delle verghe o tavole di legno.
Qui si aprono molte interpretazioni e significati. Il cadere a terra dei pantaloni dei condannati, significa il cadere della dignità umana e la perdita dei propri valori, spesso molto discutibili.
Il significato figurato principale è arrendersi, rinunciando alle cose più importanti. Questo significato è utilizzabile in politica o nel lavoro, ove qualcuno rinuncia a difendere il proprio credo, in cambio di qualche utilità occulta.
Di qui un altro significato che indica la vergogna, il valore morale che cade a seguito di una rinuncia ai propri interessi, senza una ragione valida.
in questa azione vi è anche chi ci vede anche un riferimento sessuale, ma il significato è quello di rinunciare, di dichiararsi battuti, di rinunciare a una pretesa o anche a un diritto. In ogni caso, la cosa che veramente conta è che ci si arrende con poca dignità perdendo così anche la credibilità.

20 giugno 2022

Perché si dice: "Rimanere in braghe di tela"?

La pietra del vituperio
Versione italiana di un detto originario di Padova. Nel dialetto locale si dice "So rimasto in braghe de tea".
Il significato di essere rimasto senza soldi o di non avere più niente come idee o forza di reagire alle avversità è molto chiaro, ma cosa centrano le mutande con la mancanza di soldi? Non di certo per il fatto che nelle tasche delle mutande, non si potessero trovare degli scudi.
Il fatto che una persona sia rimasta nuda con solo un paio di mutande, che nel XIII secolo erano lunghe ed in tela appunto, ha un background giuridico ed economico.
Non potrete mai immaginare chi abbia perorato questa pratica punitiva dei bancarottieri e semplici debitori, leggete e saprete.
A Padova per risolvere il problema delle carceri piene di falliti, insolventi e debitori, era stata varata una procedura, che ora chiameremmo di "stigma sociale", non più proponibile perché lesiva della dignità umana, ove il punito doveva dichiarare la propria colpa, davanti ad almeno 100 cittadini, coperto solo dalle mutande.
Padova Oggi il giorno 11 Gennaio 2016 scriveva:

Nel '200 infatti, la quantità di cittadini incarcerati per debiti, fallimento e insolvenza era diventato così elevato da indurre l'amministrazione comunale di Padova ad adottare misure più "morbide" e rapide per punire gli insolventi....una specie di depenalizzazione ante litteram. La procedura era la seguente: l'insolvente, dopo il regolare processo, veniva condannato a "Restare in braghe di tela", appunto: veniva quindi denudato, lasciandogli addosso solo le mutande, e issato sulla Pietra del Vituperio, capitello di granito attualmente visibile all'interno di Palazzo della Ragione ma all'epoca collocata in piazza Dei Frutti. Doveva quindi lasciarsi cadere tre volte sul freddo granito, sbattendo fragorosamente le natiche sulla pietra e urlando alla cittadinanza la sua colpa...

Ma chi si era interessato per far adottare questa procedura? Un certo Frate Antonio, ora più conosciuto come Sant'Antonio da Padova, prese a cuore il destino di questa categoria di delinquenti. Nel 1321 l'allora frate si presentò al Consiglio Maggiore, chiedendo la permuta del carcere in questa punizione con aggiunto l'esilio.
Se passate per Padova entrate nel Palazzo della Ragione, dove nel salone potrete ammirare la Pietra del Vituperio ed altre opere di pregio.

13 giugno 2022

Perché si dice: "La barca fa acqua"?

Con questo modo di dire si vuol indicare un affare che rischia di fallire o di una situazione che appare avviata al disastro.
Per un marinaio la peggiore situazione che può vivere, essere su di una barca che imbarca acqua, fa acqua appunto. Se non si attua un'azione forte e risolutiva si è destinati ad un naufragio sicuro.

30 maggio 2022

Perche' si dice: "Tutte le strade portano a Roma"?

Dal sito "La Citta' Immaginaria"
Un po' di tempo fa, il mastino Cheng, questa volta incontrato alla posta di Bareggio, mi ha chiesto cosa
possa significare che tutte le strade portino a Roma. Ovviamente la causa e' sempre il bullizzatore verbale, che si approfitta dello scarso background linguistico del povero cinesino. Andiamo indietro nel tempo di circa 2.200 anni fa, quando furono costruite le vie consolari.
Roma, la città eterna, è la capitale d’Italia e, come si dice in Latino "Caput mundi" in Italiano "Testa del mondo". Questa e' la traduzione letterale, ma sarebbe meglio "Centro del mondo". Infatti Roma era il centro del mondo antico e le vie consolari, le autostrade di allora, erano costruite in maniera di arrivare in centro citta' e, precisamente, al Campidoglio presso il tempio di Saturno.
Proprio dal Campidoglio veniva misurata la lunghezza di ogni strada, che veniva poi indicata con quelle che erano chiamate ‘pietre miliari’.
Prendevano il nome dal console che aveva dato ordine della costruzione o dalla citta' dove finivano. Fa eccezione la Via Salaria, che prende il nome dal trasporto di sale che avveniva su questa strada.
 
 
Bibliografia:

09 maggio 2022

Perché si dice: "Fare acqua da tutte le parti"?

Questo è un modo di dire che fa riferimento ad una barca che abbia problemi seri con lo scafo. 
Vediamo le varie possibilità, ad uno alla volta, partendo dal caso più semplice.
Se ci riferiamo ad oggetti o a cose il significato è che non funziona niente o è realizzato male.
Se viene messo in causa un ragionamento o una teoria, si vuol significare che non c'è una base logica o fondamento. Così che sia possibile mettre tutto in discussione.
In campo giustificazioni o altro tipo di scuse, si indica che è chiaramente falso e creato artificialmente.
Quindi un bel secchio bucato.