26 novembre 2023

Un giro a... Merlata Bloom

Oggi abbiamo avuto un'idea insana, assai insana. Con moglie e figlia abbiamo deciso di andare a fare un giro a Merlata Bloom. Non tanto che andare ad un centro commerciale durante i week end, lo ritengo un'azione da impiegato, con tutto il rispetto per gli impiegati, ma per il fatto che il posto è stato aperto una settimana fa, con un battage pubblicitario non indifferente. Vi lascio immaginare la calca.
Però mi è venuta un'idea, partire con un filone di post, intitolati "Un giro a...", dove tenterò di fare una recensione Sui centri commerciali di Milano e dintorni, magari anche di altre province del Nord Italia.

Uno delle gallerie del centro.
Data la pazzia fatta, pariamo con la new entry Life Style Center Merlata Bloom Milano.
Di questo centro penso che dovrò scrivere più post, data la sua dimensione.
Quanto sia grande non lo ho ancora capito. Si parla di 30 ettari tra coperto e spazi verdi, informazione da verificare, prima di darla per buona.
Comunque per lo sport sono stati impiegati 11.000 mq, 10.000 mq dedicati a intrattenimento e cultura, 5.000 mq di verde e sky garden e, per finire 3.100 mq di punto vendita Esselunga. Oggi mi fermerò qui, dato che ci abbiamo lasciato 2 ore per girarlo tutto.
Per prima cosa armatevi di santa pazienza. Entrare nel parcheggio è il primo ostacolo. Per accedere abbiamo dovuto fare 15 minuti di coda e siamo finiti all'opposto del centro, quindi attraversalo.
Dopo un sali e scendi con le scale mobili, arriviamo in meta. Subito ci accoglie una hostess che ci regala un mini Monopoli adattato alla Esselunga, poi mia moglie è partita in esplorazione.
La base della nostra avventura è stata la descrizione che ne fa il sito del centro commerciale, 
La proposta commerciale include 18.000 prodotti con le esclusive linee a marchio privato per soddisfare ogni esigenza di spesa. Frutta e verdura selezionata, una ricca gastronomia con eccellenze italiane e di altri paesi e le proposte della “Cucina Esselunga”, più di 200 ricette da portare subito in tavola scegliendo tra i piatti della tradizione italiana e dal mondo e i piatti vegetariani. Presenti i reparti assistiti di carne e di pesce, quest’ultimo rigorosamente fresco non decongelato e con una proposta di oltre 40 varietà di sushi. Grazie al panificio interno vengono sfornate durante la giornata più di 18 varietà di pane fresco con pizze e focacce, utilizzando ingredienti naturali. Arricchisce l’offerta Elisenda, la linea di alta pasticceria di Esselunga realizzata in collaborazione con il ristorante stellato “Da Vittorio” dei fratelli Cerea.
All’interno del negozio anche l’enoteca con oltre 800 etichette, un caveau per i vini pregiati e con la presenza di un sommelier per guidare i clienti nella scelta dei vini.
La pasticceria di Elisenda
In effetti è molto grande, con una grande offerta ed, una volta tanto, dei corridoi ampi.
L'organizzazione è leggermente diversa da quella classica di questo brand. Grazie alla superfice a disposizione hanno potuto fare qualcosa più simile ai punti vendita di livello superiore, quasi americano. Di sicuro meno caotico degli store di Eataly.
Oltre alla curiosità del nuovo, Sono venuto sin qui per scegliere il vino per il la cena della vigilia. Qui mi sono perso tra le bottiglie, in una offerta enorme da perdersi, con tanti dubbi su cosa comprare. I sommelier non li ho visti, ma ho visto l'area riservata chiusa a chiave. Dato i prezzi esposti spero che i vetri siano blindati.
Mia moglie ha percorso un corridoio alla volta, facendo la differenza con altri supermercati. Nel suo girovagare ha fatto anche la spesa per la settimana e, forse, anche per la settimana successiva.
Monopoly special edition
Qualcuno dirà "Ma i prezzi?" Sono in linea con gli altri punti vendita di questo marchio. Certo alcuni prodotti non li troverai mai negli altri punti vendita, quindi il paragone non si può fare, ma sul resto non ci si può lamentare.
Dopo due ore di girovagare abbiamo ripercorso le gallerie cammellandoci sei bottiglie di vino, la verdura per i porcellini, frutta ed un panettone.
la prossima volta proverò a stare più sul generico interessandomi solo degli altri esercizi commerciali e, magari pure del multisala Notorius.


Mia moglie in ricerca delle spezie



 

04 novembre 2023

La vera storia della Birra Raffo

In questo post voglio tentare di chiarire come i fondatori della Birra Raffo siano miei parenti, diciamo antenati perché si parla di quattro generazioni fa.
La birreria viene fondata nel 1919 dai fratelli Raffo, dicitura molto generica, ma che si presta a varie manipolazioni.
Chi erano i Fratelli Raffo? Erano cinque Stefano (il mio bisnonno), Nicola, Vitantonio, Giovanni ed uno, di cui mi sfugge il nome, morto nella Prima Guerra Mondiale. Stefano e Nicola morirono nel 1902, in un incidente di lavoro, nel tentativo di salvare tre operai. Quindi i fondatori della Birra erano solo due, Vitantonio e Giovanni.
Wikipedia riporta che il fondatore era solo Vitantonio, mentre nell'archivio Peroni salta fuori che i fondatori erano Vitantonio e Nicola (da morto?). Poco importa, quello che interessa a noi è che la birra sia di qualità.
Dopo uno stop nella Seconda Guerra Mondiale, nel 1946 riparte la produzione con al comando i fratelli Nicola (Nicolino) e Domenico (Minguccio) più, per un breve periodo il cugino Domenico (Gino) che era mio nonno, figlio di Stefano, che era stato adottato da Giovanni.
Ad eccezione di Nicolino, l'ultima proprietà Raffo li ho conosciuti tutti. Nella storia di famiglia Nicolino è ricordato per l'antipatia ed il caratteraccio, Minguccio per la tirchieria e mio nonno per l'affabilità eccessiva, che lo ha portato ad essere fregato dai primi due.
Qui inizia l'espansione sul mercato. Dopo aver stabilizzato il mercato pugliese, si espande prima in Basilicata e poi in Calabria.
Nel 1961 la famiglia Raffo la cede alla Birra Peroni che espande il mercato anche in Campania. Nel 2005 la Peroni viene venduta ai sudafricani della SAB Miller ed iniziano i primi timidi tentativi di espansione in Italia ed Europa.
Per evitare problemi con l'Antitrust Europea, nel 2016 la SAB Miller cede il gruppo Peroni ai giapponesi di Asahi che completano l'espansione sul mercato italiano.
Ora la Birra Raffo la trovi in tutti i supermercati, sia nella versione classica che nella nuova versione grezza. Vittorio, il figlio di mia cugina, la ha trovata in una pizzeria di Madrid!
Adesso capite perché a casa mia la birra è una religione?



Bibliografia:

15 ottobre 2023

Il monastero di Stella Maris

Dal sito dei Beni Culturali
Oggi arriviamo alla fine della corsa sulla linea micaelica. Anche se abbiamo percorso l'itinerario di Gerusalemme, ci fermiamo sul Monte Carmelo, vicino ad Haifa, un centinaio di chilometri a Nord.
Ormai la meta del nostro pellegrinaggio è vicina, abbiamo attraversato tutta Europa ed un mare.
Il monastero Stella Maris dei frati Carmelitani sorge sul Monte Carmelo sopra la grotta che, secondo la Bibbia, fu il ricovero del profeta Elia.
Fu fondato in epoca bizantina, quando il culto dell'Arcangelo Michele si diffuse in Palestina. Con le crociate fu fortificato e divenne sede dei Carmelitani.
Qui non ci sono state delle apparizioni di San Michele, ma nel 1230 la Madonna apparve al superiore dei frati, con l'avvio del culto dello Scapolare Carmelitano.
Nel 1291 i Carmelitani emigrarono in altri lidi, facendo ritorno solo nel 1631. Nel 1768 i frati si stabilirono nel posto attuale.
Nel 1799 il monastero fece la fine di Cassino. Fu distrutto dagli oppositori di Napoleone dato che era diventato rifugio di soldati francesi.
Il monastero attuale fu costruito da Carmelitani italiani, tra il 1823 ed il 1828, ed è caratterizzata da una cupola assai vistosa.
Nello scorrere dei post su questo argomento, alcuni lettori del blog hanno chiesto degli approfondimenti sulle ley lines, le implicazioni energetiche di alcuni posti e loro diffusione. Altri hanno chiesto anche di parlare del cammino di Santiago. Ci penserò cosi da poter evadere le richieste ricevute.