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26 dicembre 2025

Museo Lavazza

Come le mattine delle ultime vigilie di Natale, ci siamo dedicati alla visita di un museo torinese.
Quest'anno la scelta è caduta sul Museo Lavazza, raccolta di cimeli della famosa marca di caffè.
Il museo si trova nel centro direzionale Nuvola Lavazza, nel quartiere Borgo Aurora, in Via Bologna.
Il museo, aperto nel 2020 su progetto dell'architetto Appelbaum, occupa 1.200 mq, su due piani e si visita con un percorso circolare di circa 1 ora.
120 anni di storia e tre generazioni, dalla drogheria in cui tutto è iniziato sino alla realtà impenditoriale attuale.
Tanti cimeli mi hanno ricordato la mia gioventù, quando i cartoon della Carmencita ed il Caballero imperversavano in tutti i Caroselli con il loro amore osteggiato dal cattivo di turno.

La Bianchina delle consegne
All'ingresso, dopo aver fatto il biglietto, ti viene consegnata una tazzina "intelligente", che ti permette di accedere ai contenuti interattivi e generare un piccolo ricordo elettronico della visita.
Poggiando la tazzina su dei piattini illuminati, vengono memorizzate delle cartoline, riguardanti l'argomento trattato in quella zona specifica.
Nell'area Atelier è possibile fare delle foto ricordo, che ti verranno inviate via mail, previa registrazione, ovviamente.
Il museo è diviso in 5 aree tematiche con contenuti specifici ed installazioni interattive.
  • Casa Lavazza 
  • La Fabbrica
  • La Piazza
  • L'Atelier
  • L'Universo
Nell'area "Casa Lavazza" viene illustrata tutta la storia della casa dall'inizio nel 1895 sino ai giorni nostri, citando anche le varie sponsorizzazioni sportive succedutesi negli anni.
Ne "La Fabbrica" vieni a conoscenza del percorso fatto dal chicco di caffè dalla pianta al contenitore sottovuoto. La differenza tra i vari tipi di caffè, le prime lavorazioni, il trasporto, la torrefazione e la macinatura. Per finire al tipico sacchetto rosso sottovuoto.
"La Fabbrica" mostra tutte le macchine da caffè dalla prima alla fine del 1800 alla macchinetta realizzata per permettere a Samanta Cristoforetti di bersi un espresso sulla ISS.
Ne "L'Atelier" trovi tutto quello che lega il brand alla moda, ai calendari e gli spot pubblicitari.
Nell'area "L'Universo" ci dovrebbe essere un ambiente immersivo quasi onirico del mondo caffè. Purtroppo quando l'abbiamo visitato c'era un guasto, quindi non posso fare una descrizione.
Alla fine del percorso viene offerto un caffè espresso o un bicerin

Il caffè alla fine del percorso





Bibliografia:

23 ottobre 2025

Choco Story Torino

Dopo la visita al museo del cioccolato Lindt di Zurigo, siamo andati al corrispondente di Torino.
Ovviamente non è nulla in confronto con quello di Zurigo, ma a livello divulgazione, su cosa c'è dietro ad una tavoletta di cioccolata, va benissimo. Nelle "sale" si racconta come è nata la cioccolata gianduja, dei famosi cioccolatini torinesi.
Ho scritto sale tra virgolette, perché il museo è ricavato nelle cantine della pasticceria Pfatish, ove negli anni '20 del secolo scorso, si producevano i giandujotti.
Questa è la 12a sede di questa catena di musei, dedicati alla cioccolata. Sono in quasi tutto il mondo, Europa, Messico, Libano.
Le prime sale sono dedicate alla coltivazione del cacao, alla sua prima lavorazione e spedizione.
Per seguire il viaggio del cacao, sono esposti oltre 700 oggetti, dai Maya al giandujotto, passando dal '800 e '900. Per i più piccoli ci sono anche dei giochi interattivi.

Le tazze in ceramica
Poi si passa alla storia della diffusione e preparazione presso l'aristocrazia sabauda. Ci sono due pareti dove sono esposte varie tazze in ceramica ed i bricchi con cui veniva preparata la cioccolata calda.
Andando avanti viene spiegata le differenze tra il cioccolato amaro, al latte e bianco, sino alla preparazione della cioccolata per i giandujotti.
Per guardare tutto ci vuole un'ora ed alla fine del percorso emergi nel retro della pasticceria Pfatish di Via Sacchi.



Anche questo museo è visitabile con la card Abbonamenti Musei Piemonte / Valle d'Aosta o Extra.

Quanto sono bello!


Bibliografia:




22 ottobre 2025

La Reggia di Venaria Reale

La Reggia vista da Piazza Repubblica
Grazie alla trasferta per un convegno sul mal di pancia dei gatti, abbiamo fatto un giro alla Reggia di Venaria Reale. Era quasi un anno che ci stavamo pensando, così abbiamo approfittato per mettere in atto l'intento.
Il luogo fa parte delle residenze reali sabaude ed insieme a Stupinigi è una delle più conosciute. E' anche quella che ha avuto una storia recente molto travagliata.
I lavori iniziano nel 1658, sotto la spinta di Carlo Emanuele II, l'architetto Amedeo di Castellamonte da il via ai lavori per un luogo per il piacere e la caccia dell'enturage sabaudo. nel 1699 Vittorio Amedeo II incarica l'architetto Michelangelo Garove di trasformare i giardini da stile italiano a francese stile Versailles. Nel 1716 Filippo Juvarra riceve l'incarico per l'ampliamento, con la creazione della Galleria Grande, la Cappella di Sant'Uberto e la Scuderia.
Ulteriore ampliamento nel 1739, quando l'architetto Benedetto Alfieri creerà le gallerie di servizio per andare da un'ala all'altra o al maneggio coperto.
Nel 1798, a seguito delle guerre napoleoniche, viene trasformata in caserma ed i giardini distrutti, per far posto ad una piazza d'armi.
Il declino prosegue per 200 anni, sino al 1999, quando inizia un grande restauro per il ricupero funzionale del sito.
Dal trasferimento del Battaglione Logistico Cremona, sino agli inizi dei restauri, la Reggia è stata preda di vandali, che si sono portati via tutto quanto potesse essere riutilizzato.
I lavori di restauro dureranno sino al 2007, quando la Reggia tornò ad essere visitabile nella sua interezza.
Il salone grande
Nel 1997, la Reggia era stata dichiarata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.
Il restauro ha interessato anche il Borgo Antico ed il Castello della Mandria con il suo parco.
Noi siamo andati a piede libero, fuori dalla visita guidata, mettendoci un'ora e mezza per vedere il corpo centrale e la chiesa di Sant'Uberto.
Un'altra oretta per vedere i giardini, ripromettendoci di tornare a primavera, con le piante in fiore.

Verso i giardini
Per le scuderie tenete libera mezz'ora, non c'è molto da vedere. Il bucintoro sabaudo e tre carrozze reali.
Le spiegazioni che trovi lungo il percorso sono esaurienti e molto ben fatte, solo i cartelli indicatori del giardino non sono molto chiari.
Anche i cartelli per andare verso l'uscita di Piazza Repubblica dalle scuderie, inducono in errore, tanto che ci siamo persi con degli altri visitatori.
E' da vedere sicuramente, l'ora e mezza di viaggio da Milano, ne vale la pena. Qui si vede come era il mondo Savoia prima del regno d'Italia, in piena espansione e splendore.

I soffitti
Adesso siamo programmando altre due visite. La Palazzina di Caccia di Stupinigi e il Castello Reale di Racconigi. Quest'ultimo è più difficoltoso, essendo oltre Carmagnola in provincia di Cuneo. Ci vuole più tempo per il viaggio.
Come ho già scritto, a primavera ci torniamo per il giardino e, magari andremo anche al Castello della Mandria con annesso parco.
Per altre fotografie, andate alla pagina Instagram dedicata a questo post.

Anche la reggia ed i giardini sono visitabili con la card Abbonamenti Musei Piemonte / Valle d'Aosta o Extra.













Bibliografia:

26 marzo 2024

Fetta di polenta

Settimana scorsa non ho parlato del Palazzo Scaccabarozzi, comunemente conosciuto come Fetta di polenta.
Pure qui c'è di mezzo l'architetto Antonelli, lo stesso della Mole Antonelliana o della cupola di San Gaudenzio.
La leggenda narra, che la moglie avesse portato in dote un pezzo di terreno, ritenuto dai più come inutile. Difatti un appezzamento di 16 m x 5 m x 54 cm, più che un prato non puoi fare.
Siamo nel quartiere Vanchiglia, all'angolo tra via San Maurizio e Via Giulia di Barolo, 500 m dalla Mole. Nel 1840 la società di cui faceva Alessandro Antonelli incomincia a costruire su quello sputo di terreno. E' poco più di scommessa!
Ma di piccolo ha solo la pianta! La palazzina attualmente è alta 24 metri e conta 9 piani, 2 interrati e 7 in elevazione. Gli interrati ed i primi 3 piani furono completati nel 1840. Nel 1881 fu fatta una sopraelevazione aggiungendo gli ultimi tre. L'impronta a terra e di soli 39 mq, in pratica un monolocale.
Dato che i menagramo di allora scommettevano per un crollo, Antonelli ci abitò per anni, con la moglie Francesca Scaccabarozzi, da cui deriva il nome del palazzo.
Alla faccia loro lo stabile sopravvisse allo scoppio di una polveriera a Borgo Dora (1852), un terremoto (1887) ed ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
Lo sfruttamento degli spazi è degno di una IKEA ante litteram. Nel lato di 54 cm è stata ricavata la canna fumaria e la scala è propria ridotta ai minimi. Dato che le stanze sono trapezoidali, è stato necessario realizzare le mobilie su misura. Se andate sul blog "Urban File", c'è una pagina con foto e disegni degli interni.
Il nomignolo viene dalla forma a fetta e dal colore giallo ocra, che fanno pensare proprio ad una fetta di polenta.
Il palazzo ha avuto anche una sua visibilità nella storia d'Italia. Nei locali del pianterreno ebbe la sede il "Caffè del Progresso", punto di raccolta di carbonari e cospiratori sino all'unità d'Italia.

Oltre alla famiglia di Antonelli, anche Niccolò Tommaseo abitò nella Fetta di Polenta. Ci abitò nel 1859, quando stava scrivendo un dizionario della lingua italiana.







Questo è il lato di 56 cm che ospita la canna fumaria, lo scarico fognario e le condotte dell'acqua potabile.


















Bibliografia:

16 marzo 2024

Il Parlamento subalpino

Il Parlamento Subalpino

Il Parlamento Subalpino nome comune del Parlamento del Regno di Sardegna, istituito con lo Statuto Albertino, era un sistema parlamentare bicamerale perfetto.
Ieri pomeriggio ci siamo dedicati alla Camera dei Deputati, che è stata ospitata a Palazzo Carignano sino al 1864, a seguito del trasferimento della capitale del neonato Regno d'Italia.
Attraverso l'abbonamento ai musei del Piemonte, mia figlia ha trovato una visita guidata al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano ed al Parlamento Subalpino.
La camera dell'assemblea è situata nella parte seicentesca del Palazzo Carignano, ad opera di Guarino Guarini. L'architetto Carlo Sada la ricavò dal salone delle feste, sita nella parte bombata della facciata di Piazza Carignano.
Ci si arriva passando per le sale del museo, attraversando la storia del regno di Sardegna e del casato Savoia. Descrivere gli eventi  di 100 anni di storia è un po' difficile, specialmente nelle poche righe di un post.
Nel 1898 il Parlamento Subalpino fu dichiarato monumento nazionale. Qui si sono svolti gli atti principali e fondanti dell'Unità d'Italia. Qui Carlo Alberto concesse lo Statuto Albertino, che è rimasto in vigore sino alla promulga della Costituzione della Repubblica. Sempre qui Vittorio Emanuele II proclamava la nascita del Regno d'Italia.

La scalinata dei Gonfaloni











Gli affreschi di una sala












Bibliografia:
  • Per la pagina Instagram del post, clicca qui.
  • Per la pagina Wikipedia sul Parlamento Subalpino, clicca qui.
  • Per la pagina Wikipedia su Palazzo Carignano, clicca qui,

15 marzo 2024

Il Monte dei Cappuccini

 
La chiesa dei Cappuccini
Questo è stato un Venerdì culturale. Siamo andati a Torino, oltre per far visita a nostra zia, per vedere delle mostre. Mio fratello e la moglie avevano programmato di vedere la mostra di Robert Capa, mia figlia la mostra su Tim Burton al Museo del Cinema. Per chiudere la giornata, al pomeriggio abbiamo aggiunto una visita guidata al Parlamento Subalpino.
Ma che ho fatto io al mattino? Sono andato ai Cappuccini, era tempo che volevo tornarci. Pensato che ci ero stato alle elementari, negli anni '60.
E' un bel posto. Dal sagrato vedi la skyline di Torino, con una vista, se sei fortunato, sino al Gran Paradiso. Purtroppo il grattacielo di Intesa San Paolo rovina tutto.
Il nome reale è Santa Maria al Monte dei Cappuccini, bella chiesa tardo rinascimentale manierista con interni barocchi. Consacrata nel 1656, in occasione di una visita di Cristina di Svezia.
Costruzione molto travagliata per morte degli architetti, l'epidemia di peste del 1630 ed eventi bellici, ma completata con l'ausilio dei meglio nomi dell'arte, che esercitavano a Torino nel XVII secolo.
Presa a cannonate dagli Austriaci e dai Francesi, nei vari assedi di Torino e bombardata dagli Inglesi nella Seconda Guerra Mondiale è sempre risorta.
Il Monte dei Cappuccini è una collina di 325 metri, sul lato destro del Po, di fronte a Piazza Vittorio e Via Po. Di qui è facile controllare la città vecchia, con ottimi possibilità di portare avanti un assedio. Nella Seconda Guerra Mondiale all'interno della collina, fu ricavato un rifugio antiaereo di cospicue dimensioni. Ora i locali ricavati ospitano un laboratorio di fisica nucleare.
Il dopoguerra portò vari cambi sulla collina. Dismessa la funicolare, perché i danni erano tali, da rendere non economico il ripristino. Nei locali della birreria adesso c'è un ristorante e parte del monastero è occupato dal Museo Nazionale della Montagna.
Nel 1960 al posto della stazione alta della funicolare, è stata posta la statua della Vergine, dedicata ai lavoratori torinesi. La recinzione viene dalla grotta di Lourdes, che la diocesi francese regalò i lavoratori FIAT nel pellegrinaggio del 1958.
Dato che non ci sono parcheggi vicini, conviene salire a piedi dalla Gran Madre.

La Cupola











 

L'altare maggiore














Bibliografia:

13 agosto 2023

Superga

Per chiudere la giornata, ieri siamo andati anche a fare un giro a Superga. Basilica costruita su di una collina come ex voto da Vittorio Amedeo II di Savoia.
Il posto è conosciuto per il duisastro aereo in cui morirono tutti i calciatori del Grande Torino.
 
La basilica di Superga
Per dar seguito al voto, Vittorio Amedeo II affida progetto e lavori all'abate Filippo Juvara, che, nel Maggio 1716, apre il cantiere.
Il primo ostacolo fu la conformazione della collina, non proprio adatta all'erezione di una basilica.
In un anno, 100 operai con pale, picconi e carriole riuscirono a spianare il colle abbassandolo di 40 metri. Nonostante tutto il 20 Luglio 1717 viene posta la prima pietra. Il 12 Ottobre 1749 la basilica venne consacrata, alla presenza di Carlo Emanuele II.
Nei sotterranei della "Real Basilica di Superga" vi sono le tembe dei reali Savoia, Dopo il trasferimento della capitale a Roma, i reali sono sepolti al Pantheon.
Dato lo stato pietoso della strada che dal Rione Sassi risaliva la collina, nel 1884 fu inaugurata una funicolare, trasformata in tramvia a cremagliera nel 1934.
Per la storia e le vicissitudini della basilica vi rimando alla pagina Wikipedia.

Il memoriale del Grande Torino
Il 4 maggio 1949, l'aereo che trasportava il Grande Torino, si schianta contro la collina, alla base della basilica.
Recenti indagini, hanno stabilito che lo schianto fu dovuto ad un altimetro bloccato ad una quota più alta.
La tragedia ebbe un così tale seguito, che furono modificate le rotte di atterraggio a Caselle. Per paura la trasferta in Brasile, per il campionato del mondo, avvenne via nave.
Al funerale parteciparono oltre un milione di cittadini, arrivati da tutta Italia.


Bibliografia:




25 dicembre 2022

Alla ricerca dell'albero di Natale - Torino

Piazzetta Reale a Torino

Ricuperata in stazione la nipote, dovevamo aspettare le 20,30 per la cena. Come impegnare due ore? Andiamo a vedere come si festeggia il Natale a Torino.
Piccola ricerca su Internet e scopriamo che l'albero di Natale è in Piazzetta Reale, che al Duomo hanno realizzato un calendario dell'Avvento e che alle Vallette si può vedere un presepe.
A dir la verità non è solo un albero, ma un piccolo boschetto. Uno grande ed una decina piccoli, alti sino a due metri.
Parcheggiata la macchina in Piazza Carlo Felice, ci siamo fatti una vasca in Via Roma, per andare in Piazza Castello ed arrivare al cospetto dell'installazione.
Un po' una tristezza con tutti i negozi chiusi, che non hanno riaperto nel pomerigio. Prima del lockdown era uso chiudere alle 18.00, ma ora si chiude nelle prime ore del pomeriggio o non si riapre se hai l'orario spaccato.
Il comunicato ufficiale definisce l'installazione così
L’albero di Natale svetterà al centro di un poetico boschetto – allestito in piazzetta Reale – di 20 Abies nordmanniana di varie dimensioni. Tutti gli alberi, contenuti in vasi, saranno illuminati di bianco da luci led. Un progetto che mette insieme tradizione, innovazione e rispetto per l’ambiente.
 
Il calendario dell'Avvento
Il Calendario dell'Avvento è stato allestito in Piazza San Giovanni, sul fianco destro del Duomo. Dal 1 al 24 I Vigili del Fuoco hanno aperto una casella al giorno, utilizzando un autocestello.
Alle 17,30 i bambinetti del quartiere si sono dati l'appuntamento per vedere l'apertura della casella del giorno.
 
 
 
 
 
 
Le luminarie in Via Roma
In via Roma le luminarie rappresentano i segni zodiacali, almeno penso, ed un cielo stellato.
Lungo la strada vi sono parecchie sfere, di dimensione più piccole di quelle di Via Po.

19 febbraio 2022

Il Museo del Cinema - Torino

La Mole Antonelliana
Domani con mia figlia andremo a fare un giro a Torino. Abbiamo messo insieme un po' di cose. Visita alla sorella di mia madre, consegna di un quadro di mia cognata per una mostra e, per finire, un giro al Museo del Cinema.
Ci eravamo già andati cinque o sei anni fa, sempre nel periodo di Carnevale, così si è deciso di tornare a visitarlo. Magari c'è qualche novità.
Dal 2000 il museo è ospitato nella Mole Antonelliana, Monumento simbolo di Torino. Non vi faccio la storia della location, è descritta molto bene in Wikipedia. Dalla progettazione alla realizzazione ha avuto una vita assai travagliata. Due nubifragi ne mettono in pericolo l'esistena. Nell'Agosto del 1904, crolla il Genio Alato, che rimane in equilibrio in un terrazzino sottostante. Nel Maggio 1953 per una tromba d'aria crollano gli ultimi 47 metri, che si abbattono nel giardino degli uffici RAI, sottostanti alla torre.
Vi dico solamente che fu l'edificio in muratura più alto del mondo dal 1889 al 1908 (m 167,5), e sino alla costruzione del Grattacielo della Regione Piemonte (m 205), era la costruzione più alta di Torino. Per una manciata di centimetri è davanti al Grattacielo Intesa San Paolo (m 167,25).
Comunque anche il Museo del Cinema ha avuto una gestazione travagliata. Se ne incomincia a parlare nel 1941, ma solo nel 1946 si potrà vedere qualcosa.
Da quest'anno sino al 1953 si vivrà di mostre temporanee in varie location, ma prevalentemente nel tunnel di Via Roma.
Dal 1958 al 1983 il museo sarà ospitato nei locali di Palazzo Chiablese. Poi passerà ai locali del cinema Massimo. Nel Luglio 2000 si arriva nella Mole, con grande successo di pubblico. Nel 2006, in occasione delle Olimpiadi Invernali, verrà rinnovato l'allestimento.
Ritornate sul post Lunedì, per vedere le fotografie, che farò di sicuro.

La statua del dio Moloch realizzata nel 1914 per il film Cabiria.
La statua è situata su di un lato dell'Aula del Tempio. Oltre all'area destinata a questo film, ve ne sono diverse dedicate a vari generi cinematografici.






In questi giorni vi è anche una mostra tematica su Diabolik, famoso personaggio dei fumetti creato dalle sorelle Giussani.








L'Aula del Tempio con l'ascensore che sale verso il Tempietto.










Bibliografia:
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