25 aprile 2017

Le ferrovie polacche migliorano?

Elettrotreno Newag Impuls II
Ieri sono rientrato dalla Polonia con la solita sequenza di mezzi. Il primo passaggio è via treno, che per orari è sempre un terno al lotto.  Domenica sera sono andato in stazione con mia moglie, per comprare il biglietto. La procedura è cercare il treno che potrebbe andare bene e comprare il biglietto per il treno prima. Non per altro per coprirsi le spalle da eventuali cancellazioni o ritardi.
Purtroppo il treno eligibile era un "Regio", cioè un treno interregionale, che ad essere gentile è da definire "Carro bestiame" per vetustà, scomodità e sporcizia. I nostri pendolari li dovrebbero  provare, per scoprire che c'è di peggio rispetto ai nostri "Locali".
Ma oggi c'è una sorpresa! Alle 15.05 arriva puntualissimo un treno di ultima generazione, grigio Mercedes, con sedili imbottiti in panno e, leggete e non credete. Internet. OK un WI-FI che a malapena arrivava ad 1Mbps di banda, ma c'era.
Il materiale rotabile era un tre casse intercomunicanti, con climatizzazione, ottima insonorizzazione, come ho già scritto grigio Mercedes all'esterno e grigio perla all'interno. Dimenticavo i sedili, blu marine in panno vellutato e finta pelle grigio topo. Il treno è un progetto totalmente polacco della Newag ed il modello è Impuls II, che in Italia è usato dalle Ferrovie del Sud-Est, in Puglia, e dalla Ferrovia Circumetnea in Sicilia.

Interno treno
Come servizi all'utenza c'era il WI-FI, la possibilità di acquisto del biglietto a bordo e dei monitor che facevano vedere dove era il treno lungo il percorso, spot pubblicitari, filmati vari, ora e velocità. Una vocina annunciava in Polacco ed Inglese le varie stazioni.
Nonostante le 15 fermate in 85 Kilometri, ci ha messo solo 7 minuti in più rispetto ad un "Intercity". Ciò significa che guadagna 25 minuti rispetto al vecchio "Carro bestiame".
Che si siano messi sulla buona strada?

24 aprile 2017

Perché si dice: "Tenere un piede in due scarpe"?

Maniera di dire che indica un atteggiamento alquanto ambiguo.
Questa è  l'interpretazione che ne dà il Vocabolario Treccani. Difatti scrive:
Tenere il piede in due staffe (meno comume tenere due piedi in una staffa, o anche tenere un piede in due scarpe, o due piedi in una scarpa), tenere un contegno ambiguo.
Wikipedia lo interpreta come indecisione o imbarazzo di una persona.
Due piedi in una scarpa/Due piedi in una staffa
Non decidersi tra due possibilità (ma è più corretta la frase "un piede in due scarpe"). Più usata invece col significato di sentirsi in difficoltà o in imbarazzo nei confronti di una persona per aver commesso qualcosa (stare con due piedi in una scarpa).
Come la metti non cambia molto. Di persone che ne han fatto uno stile di vita, di questo modo di dire, purtroppo ne conosco tante!
Vi sono varianti con staffe al posto delle scarpe, come nella citazione Treccani, con un significato più pesante nei confronti della persona interessata.

21 aprile 2017

Uccellini canterini 2

Imbarcata all'alba, la figlia sull'aereo per Malaga, mi sono dedicato alla ricerca dei sette uccellini canterini.
A dir la verità alle sei del mattino, qui è già giorno fatto. Siamo all'inizio del fuso orario del Centro Europa, mentre Bardonecchia è la fine. Quindi c'è un'ora di differenza come luce, tra Opole e Milano, ma questo e un argomento che tratteremo in un altro post.
Nel post "Uccellini canterini" 


1. Stazione ferroviaria
Agli albori del Festival della Canzone Polacca, era il punto di arrivo dei cantanti.
e dei loro fan. La pagina del sito comunale scrive che, a quell'epoca, il ristorante della stazione era l'unico posto della città aperto alla mattina presto, dove i supporter potevano mangiare e bere prima di ripartire.



2. Hotel Mercure
Questo e il nome attuale dell'albergo. Quando lavoravo ad Opole si chiamava Hotel Opole ed all'epoca del primo festival il nome era Hotel della Ferrovia. nel 1963 non era molto capiente e solo i maggiori Big della canzone potevano essere ospitati. Qui Maryla Rodowicz, Zbigniew Wodecki e Wlodzimierz Korcz si esibivano in improvvisate jam session lungo i corridoi dell'albergo.

3. La collina dell'Università
Nella pagina"trasa festiwalowa" del sito comunale, si parla della collina, ma in effetti bisognerebbe parlare di "Parco dell'Universita". In questo parco vi sono alcune statue che celebrano cantanti e poeti polacchi. per saperne di più leggete il post "Le statue a passeggio".







4. Il ristorante "Pod Pajankiem"
Questo ristorante non esiste più. Non c'era già più quando vivevo ad Opole, alla fine degli anni '90.
Il ristorante occupava tutto in primo isolato di di Ul. Osmanczyka . Adesso i locali sono divisi tra un ristorante ed una birreria. Proprio nella attuale birreria vi era un palco dove si esibivano i cantanti, in un tipo di dopo festival.






5. La Walk of Fame
41 anni dopo il primo festival, il 28 Maggio 2004 viene murata la prima targa in bronzo a ricordo di Czeslaw Niemen, da allora sono state murate 48 targhe.
Sono poste alle spalle del municipio, sul tratto di marciapiede che unisce Ul. Krakoska con  Ul. Osmanczyka. Per ulteriori informazioni leggete il post "Walk of Fame".

6. La Fontana musicale
Nel corso della ristrutturazione del laghetto artificiale, posto tra la Torre dei Piast e l'Anfiteatro, e stata installata una fontana che fa uno spettacolo di "Son et Lumiere". Dal 1 Maggio al 1 Ottobre, dopo il tramonto ci sono tre spettacoli, in cui la fontana regola i getti e cambia colore a tempo di musica. I lavori sono stati finanziati dalla Comunita Europea con ampia contestazione della cittadinanza sui costi eccessivi dell'opera.





7. L'Anfiteatro
Questo è l'ultimo stop di questo percorso. Karol Musiol diede l'incarico all'architetto Florian Jesionowski, di realizzare un complesso, utilizzabile per concerti, congressi o altre manifestazioni pubbliche. Si pensava a tutto, ma non ad organizzare il festival.
Nel Febbraio 1963 Jerzy Grygolunas e Mateusz Swięcicki, due giornalisti musicali dell'epoca, gli proposero il festival, che inaugurò l'anfiteatro il 19 Giugno 1963.
Monumento a Karol Musiol
Karol Musiol è stato sindaco di Opole negli anni '60. Rieletto più volte, ha potuto portare a termine perecchie opere, tra cui l'anfiteatro.
La sua volontà portò in città il Festival della Canzone Polacca, che ancora oggi si svolge nel mese di Luglio.