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08 maggio 2026

Il diavolo veste Prada

La mega scarpa di fronte alla Rinascente
Approfittando di alcune situazioni favorevoli mi sono dedicato all'evento del momento, la visione del sequel de "Il diavolo veste Prada".
La dovuta premessa è che conoscevo l'esistenza del film, ma non l'avevo mai visto. Lo ho visto per la prima volta, quindici giorni fa, ripescandolo dalla biblioteca di SKY.
I primi contatti con il sequel, sono stati i ripetuti scontri con i vari set, sparsi qua e là per città
Passato un anno si è incominciato a parlare della prima milanese del film. Sono comparse scarpe rosse un po' dappertutto, poster di Miranda ed una edicola.
Un'edicola tutta rossa sbucata dal nulla in Piazza Giovane Italia, vicino a Santa Maria delle Grazie, dove per più giorni sono state distribuite delle copie di Runway, la rivista diretta da Miranda Priestley. Mercoledì, approfittando di un lavoro a non più di 500 metri, sono andato a cercare una copia per mia figlia. Per fortuna sono andato a mezzogiorno, c'erano già almeno 200 persone. Quando sono andato via con la mia copia, la coda arrivava in Via XX Settembre, 300 metri di coda, per 960 copie in tutto. 

La copertina della mia copia
Quello che mi ha meravigliato è stata l'età media delle persone in coda. Dall'alto dei miei 71 anni, pensavo di essere  il solito tardone in mezzo a ragazzini urlanti, Alla faccia della immaginazione i giovani c'erano, ma la maggioranza erano nonni e signore elegantemente vestite con cane al guinzaglio.
Ovviamente erano lì per conto di nipoti e/o figli, ma non mi meraviglierei, che fossero in coda per loro interesse.
Per inculturirmi e capire il perché del grande successo avuto, ho fatto alcune ricerche.
La prima scoperta è stata come è nato il titolo. Quando Lauren Weisberger incominciò a scrivere il primo libro, cercò un titolo che potesse essere funzionale e facilmente memorizzabile. La scelte cadde sulla rivisitazione di un vecchio dettio inglese. "The devil wears black" (il diavolo si veste di nero) vuol significare che l'apparenza e gli abiti possano nascondere la vera natura di una persona. Sostituire black con un brand dell'alta moda ti cala nel mondo del fashion di New York.
Ma perché proprio Prada? Ci voleva un marchio breve, che non venisse storpiato troppo dalla pronuncia inglese o generasse querele. Quindi Armani, Valentino o Versace si autoescludevano. Gucci non andava bene, perché la memoria dell'assassinio di Maurizio Gucci era ancora viva. La cronaca nera non aiuta. Così la scelta cadde su Prada.
Questa firma era ed è simbolo di un'eleganza un po' borghese, snob, d'elite ed intellettuale. Io direi che calza a pennello al personaggio di Miranda Priestley.


Bibliografia:
  • Per la pagina Instagram del post, clicca qui.
  • Per la pagine Wikipedia del film "Il diavolo veste Prada", clicca qui.
  • Per la pagine Wikipedia del film "Il diavolo veste Prada 2", clicca qui












12 aprile 2020

The Last Supper: The Living Tableau

Sul Corriere TV del 8 Aprile è stato pubblicato “The Last Supper: The Living Tableau”, opera del regista Acosta, con la fotografia di Storaro, scenografia di Ferretti ed il decor di Lo Schiavio. Un bel po' di premi Oscar messi insieme.
In origine questo filmato di 9 minuti, doveva essere proiettato oggi sulle pareti di alcune basiliche romane, ma il lockdown ha fatto saltare l'evento.
Vedere l'Ultima Cena di Leonardo che si anima fa una certa impressione, ma va vista per la qualità dell'idea e l'ottimo risultato ottenuto.


Bibliografia:

15 maggio 2018

Attrici in carne

Il fratello di un PIA, mi ha fatto chiedere il significato di alcuni aggettivi che vengono appioppate ad attrici un po' in carne. Il suo e' un interesse professionale, in quanto frequenta un istituto superiore ad indirizzo cinematografico, ma, mi domando come al solito, perché non lo ha chiesto agli insegnanti?
Ho fatto due ricerche, senza sbattermi più di un tanto, e sono arrivato alla conclusione che sono sinonimi che indicano donne di forme generose, ma non sfatte.
Partiamo con la prima, che e' anche la più "anziana".


Maggiorata:  Termine coniato nel 1952 da Vittorio De Sica, per descrivere Gina Lollobrigida, in un film di Alessandro Blasetti. Il termine indica una una certa prosperità del seno unita alla rotondità dei fianchi. Le forme devono essere tutte naturali, dato che allora non esisteva il ritocchino.
Tipiche rappresentanti oltre alla Lollobrigida sono Lucia Bose e Marisa Allasio in Italia e Mae West negli Stati Uniti. Le Italiane escono tutte dalle selezioni di Miss Italia.


Formosa: Il dizionario Garzanti recita:
f. -a; pl.m. -i, f. -e
detto di persona, che ha forme del corpo appariscenti e ben fatte: una ragazza formosa | usato anche per cortesia per non dire grasso, specialmente riferendosi a donne | detto del corpo o di una sua parte, grande e ben modellato: fianchi formosi
Etimologia: ← dal lat. formōsu(m) ‘bello’, deriv. di rma ‘bellezza’.
Quindi si può leggere che e' un chiaro sinonimo. A correzione del dizionario l'uso moderno deriva dal Portoghese "Formoso", che significa "Molto bello".


Carrozzata: In questo caso le rotondità e la balconata sono ottenute ricorrendo al chirurgo estetico. Alla fine anni '90 abbiamo avuto una camionata di esempi di queste artificiosità.


Curvy: Questa e' la versione XXI secolo dello stesso concetto "Maggiorata", più politcally correct. In questo caso e' conosciuta la taglia, che deve essere una 44. Per rientrare in questa categoria,  deve essere tutto di madre natura.
La regolamentazione sulle sfilate imposta dalla Comunità Europea e le rivendicazioni di alcune modelle, appartenenti a questa categoria, ha portato al successo questa taglia, che si e' imposta specialmente nella moda e nelle fiction.
La seconda classificata a Miss Italia 2016 era curvy. Dal 2017 c'è anche la sezione "Miss Italia Curvy".


Queste sono le parole legate alla domanda ricevuta. Potremmo aggiungere anche "Procace" e "Giunonica", ma vi consiglio di evitarle. Non sono proprio gentili nei riguardi delle signore.


Bibliografia: 
  • Per la pagina Wikipedia sull'argomento "Maggiorata", clicca qui.
  • Per l'articolo de "Il Fatto Quotidiano, clicca qui.

04 luglio 2017

E' morta Solvi Stubing

Continuamo con i necrologi. Sempre il 3 Luglio è morta Solvi Stubing, la bionda cavallona teutonica, diventata famosa con gli spot della Birra Peroni, andati in onda nei "Carosello".
Con la battuta "Chiamami Peroni sarò la tua birra" ha rincoglionito i maschietti italiani di tutte le età.
Per i giovani italiani degli anni '70, rappresentava la donna desiderata e proibita. Per me ricordava qualcosa di familiare, specialmente quando reclamizzava "Peroni Nastro Azzurro".  Di questo ne parlerò in un altro post.
Pure lei si è fatta le ossa con il genere comico. E' apparsa in parecchi film di Ciccio e Franco o "Operazione San Gennaro" con Totò e Nino Manfredi. Nel 1976 recita nel "Casanova" di Fellini.
Grazie alla sua procacità l'abbiamo vista anche su copertine di Playmen e Playboy Italia.
Dopo l'ultima apparizione cinematografica del 2006, si occupava di promozione cinematografica e produzione di trailer destinati alla televisione.

Bibliografia:
Per l'articolo sul Corriere Online, clicca qui.
Per la pagina Wikipedia, clicca qui.



03 luglio 2017

E' morto Fantozzi

Paolo Villaggio interpreta il Ragionier Fantozzi
Continuano i lutti nello spettacolo! Stamattina ho acceso la televisione mentre facevo colazione, sul Telegiornale di RAI1, dato che "Buongiorno Regione" è finito, e la giornalista ha letto un lancio di agenzia con la morte di Paolo Villaggio.
Lui è un altro rappresentante di quella generazione di attori, nati con parti comiche al Derby Club, che hanno dato il meglio di se, con parti serie e/o drammatiche.
Di lui si ricordano i personaggi comici come il Professor Kranz, cattivissimo, sadico, quasi nazista, che esordiva con la frase "Chi viene voi adesso?". Sempre alla RAI seguirà il nevrotico Giandomenico Fracchia.
Ma la consacrazione letteraria e cinematografica arriverà con il Ragionier Ugo Fantozzi, rappresentazione dello sfigatissimo impiegatuccio italiano degli anni '60.
In teatro si esibirà con "La locandiera" di Goldoni e, con Benigni, reciterà ne "La voce della Luna" di Fellini.
E' stato anche paroliere di canzoni di successo, scritte su musica di De Andrè. La più famosa è la pluricensurata e querelata "Carlo Martello, ritorna dalla battaglia Poitiers".
E' morto di una forma di diabete, che non si è voluto curare. Bene informati mormorano che sia una scelta causata dalla morte del fratello gemello Piero, professore alla Normale di Pisa, avvenuta nel 2014.
Per me Paolo Villaggio ricorda l'epoca del liceo, la fine del boom economico e l'inizio della congiuntura. Allora c'era solo la RAI e ti dovevi prendere cosa c'era, che era sicuramente di qualità migliore rispetto ad ora.

Bibliografia: