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15 settembre 2018

Chi è un gagà

Venerdì sera nella prima puntata di Tale quale show , nel giudicare un'esibizione, Vincenzo Salemme ha detto che l'interprete era un Gagà. Ovviamente ha dato la stura ai PIA per un'interpellanza sulla parola.
Vediamo di dare un occhiata al Dizionario Treccani, leggendo cosa ci dice.
Gagà s. m. [voce onomatopeica, come il fr. gaga che significa «vecchio rammollito»]. – Giovanotto intellettualmente e moralmente poco serio che ostenta un’affettata eleganza nel parlare, nel comportarsi e nel vestire, atteggiandosi a gran signore, spesso senza averne i mezzi (la parola, oggi poco usata, fu diffusa in Italia dopo la prima guerra mondiale dai giornali umoristici). ◆ Ormai disusati anche il femm. gagarèlla, l’accr. gagaróne e alcuni der. come gagaismo (il comportamento tipico dei gagà).
La macchietta del Gagà è stato il cavallo di battaglia di parecchi comici dell'avanspettacolo, come Totò o Carlo Dapporto.
Qualcuno salterà fuori a dire che alcuni politici d'oggi, sono dei gagà...

Gagà e Gagarella in TotòTruffa 2002

24 giugno 2018

Questa è nuova!!!

Oggi sul Corriere Online ho letto una notizia curiosa e sconvolgente allo stesso momento, per lo meno per me!
La parola "Ciao" è un neologismo che quest'anno compie 200 anni, che è la parola italiana più conosciuta al mondo dopo "Pizza" e che dopo varie peripezie storiche, si può far risalire alla parola latina "Sclavum", in Italiano "Schiavo".
Non mi dilungo sulla storia, andate a leggere l'articolo, ma cito solo alcuni passaggi. I primi cenni storici scritti risalgono al 1818. A Milano il tragediografo Francesco Benedetti la usa per indicare come i cittadini lo avessero salutato al suo ingresso alla Scala. A Verona la Contessa Giovanna Maffei la usa per annotare i progressi verbali del piccolo di casa.
141 anni dopo, cioè Febbraio 1959, Domenico Modugno e Johnny Dorelli portano al successo la canzone "Piove". Questo è il momento dell'exploit mondiale di questa parola. Il verso "Ciao, ciao bambina" diventa più famoso del titolo ed in tutte le lingue se ne fanno delle storpiature.
Comunque anche la canzone "Bella ciao" riesce ad avere una discreta diffusione popolare, nonostante il periodo non proprio ideale. E' la canzone dei partigiani antifascisti durante la Guerra di Liberazione.
Negli anni '70 avremo biscotti e cioccolata con questo nome. L'oggetto più famoso e pure di culto sarà il ciclomotore della Piaggio. Il Ciao insieme al Trotter della Moto Guzzi hanno motorizzato la mia generazione. In questi giorni è salito agli onori della cronaca la notizia del ritrovamento di un Ciao rubato 31 anni fa.
Nei social la parola viene rappresentata con un emoticon sorridente o con una mano vista di palmo e con tutte le cinque dita aperte. Impropriamente è rappresentato anche con una mano con quattro dita chiuse a pugno ed il pollice alto.
Chiudiamo il post con un bel ....

 Ciao


Bibliografia:
Per l'articolo del Corriere Online, clicca qui.
Per l'articolo de La Repubblica Online, clicca qui.

04 luglio 2017

Perché si dice: "E' una cavallona"

Il fratello maggiore di un piccolo amico illetterato, mi ha mandato un SMS chiedendo perché le donne alte bionde, vengono appellate come cavallone. Il padre e, ancor peggio, il nonno, li conosco tutti e due, non appena vedono una bionda con le curve giuste al punto giusto, sciovinano apprezzamenti simili in abbondanza. Sono i tipici cani che abbaiano e non mordono, le mogli non corrono alcun pericolo.
Il perché non lo so e non ho trovato alcunché. Il sito www.bruttastoria.it dà una giustificazione pregnante. Di seguito riporto cosa scrive:
Lo stereotipo della cavallona pare sia organizzato su due caratteristiche:
1) Fisico "cavallino". Ad es. altezza superiore alla norma, gambe molto lunghe, viso allungato
2) Supposta voracità sessuale, che sfiora l'insaziabilità.
Inevitabilmente si tratta della proiezione dei desideri e delle paure dell'etichettatore e non di caratteristiche intrinseche alla donna additata come "cavallona". Non stupisce affatto che le supposte "cavallone" siano in realtà ragazze normali, senza la celebrata predisposizione al sesso, addirittura timide.... nonostante i capelli raccolti a coda di cavallo e l'invidiabile statura!
Perché cavallona?
Il cavallo è spesso visto, nei manuali di psicologia dell'immaginario comune dell'inconscio collettivo, come simbolo della sessualità teromorfica, dirompente, e quindi estremamente appagante, e il "cavalcare può essere letto senza difficoltà come una metafora del rapporto sessuale.
In effetti questa definizione va a pennello con le sensazioni che scatenava Solvi Stubing (vedi il post di ieri), nei ragazzotti della mia generazione. Ma la cavallona non deve essere tassativamente bionda, può essere anche bruna. L'importante che il "lato B" sia tondeggiante, sodo, quasi brasiliano e posto su due gambotte lunghe.
Le signore non se ne abbiano a male di questo post maschilista e sessista, ma anche loro apprezzano verbalmente certi maschietti!