Per chi non lo sapesse, oggi è la festa degli Alpini. Genova è piena di penne nere che hanno sfilato per le vie del centro. Comunque anche a Milano c'erano alpini ed alpine che sciamavano.
Ieri è successo qualcosa di originale, diciamo. Nel condominio di fronte al mio, qualcuno ha organizzato una mega riunione di famiglia ben fornita di alcolici.
Verso l'una della notte, vado a buttare la spazzatura e vedo due signori alticci, parecchio, che se ne andavano via abbracciati, cantando la "Leggenda del Piave". Ed erano pure stonati!
Lasciando perdere i contenuti storici ed il fatto che negli anni 1946/47 è stato usato come inno nazionale, per me è un ricordo di un parente che ho trattato troppo poco, è morto che avevo cinque anni.
Il mio bisnonno Carlo Filotico, Colonnello dei Carabinieri, mi intratteneva con racconti di atti eroici dei soldati italiani, che combattevano l'esercito austriaco, sul fronte del Piave o del Tagliamento. Sino all'ultimo ha tentato di farmi imparare il testo e prendere la giusta intonazione. Tenete conto che io, da sempre, sono stato una chiavica nell'imparare poesie e, soprattutto, sono stonato come una campana.
Carlo, da giovane ufficiale, aveva vissuto la disfatta di Caporetto e, poi, il fronte del Piave. Quindi conosceva bene quanto descritto nella lirica.
Il testo fu composto da E. A. Mario, pseudonimo di Ermete Giovanni Gaeta, nel Giugno 1918 e pubblicato il 20 Settembre, quaranta giorni prima della fine della I Guerra Mondiale.
Giovanni Gaeta era un prolifico compositore napoletano, conosciuto per successi come Vipera o Balocchi e profumi.
Non sto a trascrivere il testo o spiegare i contenuti, cliccando sulla bibliografia troverete tutto.
Bibliografia:
- Per il karaoke della canzone, clicca qui.
- Per la pagina Wikipedia, clicca qui.

Vipera e profumi e balocchi non erano cantate da Nilla Pizzi?
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